Chi: il Parlamento italiano, in particolare la Camera dei Deputati, propone una modifica istituzionale. Cosa: si prevede di rinominare l’istituzione conosciuta come “Archivio centrale dello Stato” in “Archivio nazionale”. Quando: la proposta è stata presentata il 3 dicembre 2024. Dove: in Italia, nell’ambito delle normative sui beni culturali e gli archivi pubblici. Perché: uniformare la terminologia a livello europeo e aggiornare la denominazione storica dell’ente senza modificare funzioni o strutture.
- Proposta di modifica della denominazione dell’ente archivistico pubblico
- Rinominazione in “Archivio nazionale” prevista da una proposta di legge
- Coinvolgimento delle istituzioni legislative italiane
- Obiettivo di uniformare la terminologia europea degli archivi pubblici
Destinatari: Commissione Cultura della Camera, Senato, enti pubblici e cittadini interessati alla gestione archivistica
Modalità: procedura legislativa, discussione e approvazione davanti alle camere
Costi: nessun onere finanziario aggiuntivo indicato
Link: [Link alla proposta di legge]
Adozione di una nuova denominazione per l’Archivio centrale dello Stato
La proposta di legge mira all’adozione di una nuova denominazione ufficiale per l’ente che conserva e tutela i documenti degli organi centrali italiani. Attualmente noto come Archivio centrale dello Stato, l’istituto potrebbe essere rinominato “Archivio nazionale”. Questo cambio si inserisce in un quadro normativo risalente al 1963, con l’obiettivo di aggiornare e uniformare la terminologia nel rispetto delle pratiche europee.
La decisione di modificare il nome dell’ente si basa sulla volontà di migliorare la visibilità e la riconoscibilità a livello nazionale e internazionale, rafforzando il ruolo dell’archivio come punto di riferimento per la ricerca storica e l’amministrazione pubblica. La denominazione “Archivio nazionale” riflette meglio l’importanza strategica e il patrimonio storico conservato, facilitando anche le modalità di comunicazione e collaborazione tra le istituzioni culturali e le università.
Inoltre, questo cambiamento mira a rendere più chiara e immediatamente comprensibile la funzione dell’archivio per cittadini, studiosi e pubblico general, contribuendo a rafforzare la trasparenza e il valore civico delle istituzioni archivistiche. La nuova denominazione potrebbe anche favorire l’accesso e l’utilizzo dei materiali archivistici, promuovendo iniziative di digitalizzazione e apertura più ampie, in linea con le best practice europee e internazionali. In questo modo, l’Archivio nazionale si propone come un pilastro fondamentale della memoria storica e culturale del nostro Paese, rafforzando il suo ruolo di custode della storia e delle istituzioni italiane.
Contexto storico e normativo
Il contesto storico e normativo in cui si inserisce questa modifica è rappresentato dall’evoluzione delle leggi e delle politiche di tutela del patrimonio culturale e archivistico in Italia e in Europa. Nel corso degli anni, numerose direttive e regolamenti europei hanno sottolineato l’importanza di standardizzare e aggiornare le pratiche di conservazione e accesso ai documenti pubblici, al fine di favorire la trasparenza, la conservazione della memoria storica e l’efficienza amministrativa. La recente proposta di intitolare l’istituzione come “Archivio nazionale” nasce anche in risposta a tali esigenze di armonizzazione normativa e di riconoscimento del ruolo strategico di questi enti nel contesto europeo. Questa trasformazione normativa mira anche a rafforzare il ruolo simbolico e operativo dell’ente, facilitando la fruizione pubblica dei beni archivistici e migliorando i processi di digitalizzazione e accesso alle informazioni. Con questa evoluzione, si intende creare un sistema archivistico più integrato e facilmente fruibile, in linea con le best practices internazionali. L’applicazione di nuove normative e linee guida contribuirà inoltre a garantire una migliore tutela dei patrimoni documentari, favorendo un aggiornamento continuo delle procedure di conservazione e gestione, e mantenendo il patrimonio archivistico al passo con le sfide della digitalizzazione e della modernizzazione amministrativa.
Implicazioni delle modifiche
Le implicazioni delle modifiche apportate sono significative sia dal punto di vista formale che operativo. Innanzitutto, la sostituzione del nome ufficiale dell’istituto, da “Archivio statale” a “Archivio nazionale”, segna un importante atto di riconoscimento della rilevanza e della portata delle sue funzioni a livello nazionale. Questo cambiamento influenzerà tutte le normative, regolamenti e documenti ufficiali, garantendo un’impronta più riconoscibile e coerente nel panorama istituzionale e culturale del paese. La modifica del titolo del ruolo di leadership, passando da “Sovrintendente all’Archivio centrale dello Stato” a “Direttore dell’Archivio nazionale”, comporta anche una ridefinizione delle responsabilità e delle competenze di tale figura, rappresentando un aggiornamento nello stile e nelle funzioni di gestione dell’istituto. Parallelamente, la revisione del linguaggio all’interno dell’articolo 41 del Codice dei beni culturali mira a rendere più chiara ed efficace la normativa di riferimento, migliorando la comunicazione e l’applicazione delle norme riguardanti la tutela e la valorizzazione degli archivi. Nonostante queste significative novità formali, le funzioni, le competenze e le strutture dell’Archivio resteranno invariati, senza alcun impatto sulla spesa pubblica. Questo garantisce continuità operativa e stabilità istituzionale, consentendo all’archivio di procedere nel suo ruolo di custode della memoria storica senza interruzioni o costi aggiuntivi per lo Stato.
Motivazioni della proposta
Motivazioni della proposta
La decisione di rinominare l’Archivio statale in “Archivio nazionale” nasce anche dall’esigenza di rafforzare l'identità e la collocazione di questo ente all’interno del sistema archivistico internazionale. Con questa integrazione terminologica si mira a valorizzare il ruolo strategico che l’archivio riveste nella tutela della memoria storica e delle testimonianze documentarie di rilevanza nazionale. Inoltre, questa nuova denominazione permette di migliorare la comunicazione e la percezione pubblica, facilitando l’accesso e la collaborazione con altre istituzioni europee e internazionali del settore. La scelta di adottare il termine “nazionale” si propone quindi di sottolineare la sua centralità e l’importanza di un patrimonio che rappresenta la storia, la cultura e l’identità del Paese, garantendo un inserimento più efficace nel contesto globale dei servizi archivistici.
Risultato atteso
La modifica mira a migliorare la riconoscibilità e la coerenza internazionale dell’istituzione, senza alterarne l’attività principale di tutela e ricerca archivistica.
Procedura legislativa e fasi successive
La proposta di legge, presentata dal parlamentare Alessandro Amorese, è attualmente in fase di istruttoria presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Dopo l’approvazione in Parlamento, il provvedimento passerà al Senato. La principale finalità è di aggiornare la nomenclatura senza modificare le funzioni dell’archivio e senza incidere sui costi pubblici. L’insieme delle modifiche riguarda anche la modulazione del ruolo di vertice del direttore dell’ente.
FAQs
L’Archivio statale prenderà il nome di “Archivio nazionale” — approfondimento e guida
Per uniformare la terminologia a livello europeo, aggiornare il nome storico e migliorare la visibilità dell’ente senza modificare funzioni o strutture, come proposto il 3/12/2024 dalla Camera dei Deputati.
Informazione non disponibile al 27/04/2024. La proposta di legge è attualmente in fase di discussione presso la Commissione Cultura della Camera.
La proposta è stata presentata il 3 dicembre 2024.
Gli obiettivi sono di aggiornare la denominazione storica, uniformare la terminologia europea e rafforzare la visibilità e il ruolo strategico dell’ente.
L’attuale “Archivio centrale dello Stato” sarà rinominato ufficialmente “Archivio nazionale”, secondo quanto proposto nella legge.
Le funzioni e strutture dell’ente resteranno invariati; solo il nome e il ruolo del dirigente verranno aggiornati; non sono previsti costi aggiuntivi.
Rafforzerà la riconoscibilità e la credibilità dell’archivio a livello nazionale e internazionale, migliorando la comunicazione e l’interazione con altre istituzioni.
Il cambiamento favorirà iniziative di digitalizzazione e apertura delle risorse, rendendo più facile e immediato l’accesso a documenti e archivi.
Risale al 1963 e alle direttive europee sulla standardizzazione e digitalizzazione degli archivi, favorendo l’armonizzazione normativa e il rafforzamento del ruolo dell’ente.