Bambini che giocano sotto l'acqua: un'immagine di spensieratezza che contrasta con il disagio giovanile causato da eccessiva permissività e beni materiali.
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Crepet avverte: genitori che riempiono i figli di beni e non dicono mai di no alimentano il disagio giovanile

A cura della Redazione di Orizzonte Insegnanti
3 min di lettura

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Paolo Crepet collega il disagio giovanile a modelli educativi segnati dall’assenza e dal consumismo. Secondo lo psichiatra, i genitori riempiono i figli di beni materiali e premi, ma raramente dicono di no. Questa mancanza di limiti genera frustrazione e fragilità identitaria che possono sfociare in comportamenti a rischio e, talvolta, nella radicalizzazione. Il caso recente di un 17enne di Pescara evidenzia l’urgenza di intervenire: la scuola resta una leva chiave, ma solo se supportata da risorse e da una rete di collaborazione tra famiglie, docenti e servizi sociali. L’educazione digitale è parte integrante per fornire strumenti di pensiero critico e decodificare contenuti nocivi online.

Riconoscere e affrontare il disagio giovanile a scuola

Segnali di disagioDescrizioneIntervento consigliatoRuolo e tempistiche
Isolamento crescenteLo studente evita contatti, partecipa poco in classe e mostra calo di motivazione.Colloqui confidenziali, referral allo psicologo scolastico e piano di supporto individuale.Intervento entro 1–2 settimane; monitoraggio settimanale.
Cambiamenti di comportamentoIrritabilità, conflitti familiari, segnali di frustrazione.Valutazione psicologica, incontri con genitori, definizione di regole e programmi di coping.Da attivare entro 1–2 settimane.
Esposizione a contenuti estremistiDipendenza da contenuti online che possono radicalizzare o fornire un senso di appartenenza.Educazione digitale integrata, alfabetizzazione mediatica, discussione guidata di contenuti.Intervento a breve termine, monitoraggio continuo.
Richieste di autonomiaConflitti su regole familiari e scolastiche; desiderio di maggiore libertà.Incontri con genitori, definizione di limiti chiari, piani di responsabilità.Intervento rapido e revisione periodica.

Confini operativi: cosa significa intervenire in contesto scolastico e familiare

La responsabilità educativa resta delle famiglie; la scuola non può sostituirsi, ma può offrire ascolto, orientamento, strumenti di alfabetizzazione digitale e percorsi di prevenzione. L’intervento deve essere coordinato con i servizi sociali territoriali e, in caso di comportamenti a rischio, con le forze dell’ordine, nel rispetto delle norme sulla privacy e della Legge 71/2017 sul cyberbullismo.

Azioni pratiche per docenti e dirigenti

  • Rilevare segnali di disagio: isolamento, calo delle motivazioni, difficoltà scolastiche o comportamenti a rischio.
  • Attivare protocolli di ascolto: colloqui sensibili, referral allo psicologo e contatti mirati con i servizi sociali.
  • Coinvolgere famiglie in incontri mirati: definire limiti, responsabilità e pratiche di educazione digitale.
  • Integrare educazione digitale nel curricolo: alfabetizzazione mediatica, riconoscimento di contenuti estremisti, navigazione sicura.

FAQs
Crepet avverte: genitori che riempiono i figli di beni e non dicono mai di no alimentano il disagio giovanile

Qual è, secondo Crepet, il problema principale dell'educazione basata sui beni materiali e sull'assenza di limiti? +

Secondo Crepet, il problema è che i genitori riempiono i figli di beni e premi ma evitano di dire di no. L'assenza di limiti genera frustrazione e fragilità identitaria, con rischi di comportamenti a rischio.

Come possono genitori e insegnanti intervenire per evitare che i figli diventino dipendenti dai beni materiali? +

Stabilire limiti chiari, accompagnati da dialogo e ascolto: premi bilanciati da no, esempi concreti di autocontrollo e responsabilità condivisa tra casa e scuola.

Quali segnali indicano un disagio giovanile legato all'assenza di limiti, secondo l'articolo? +

Isolamento crescente, cambiamenti di comportamento e irritabilità; conflitti familiari e richieste di maggiore autonomia sono segnali chiave a cui fare attenzione.

Quali azioni pratiche consigliano docenti e dirigenti per intervenire in contesto scolastico e familiare? +

Rilevare segnali di disagio, attivare protocolli di ascolto e referral, coinvolgere le famiglie in incontri fissando limiti chiari, e integrare l'educazione digitale nel curricolo.

Redazione Orizzonte Insegnanti

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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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