Il 8 gennaio, il Garante della privacy ha pubblicato un'importante delibera per sensibilizzare sull'uso dei deepfake, tecnologie AI in grado di manipolare voci e immagini. L’obiettivo è prevenire frodi, diffamazioni e furto di identità, evidenziando i rischi connessi alla condivisione di contenuti generati automaticamente sui social e in contesti giuridici.
- Attenzione a manipolazioni di voce e immagini di terzi
- Rispetto della normativa sulla privacy e protezione dati
- Obblighi per fornitori e utilizzatori di sistemi AI
- Pericoli di frodi, diffamazioni e furto d’identità
- Importanza di trasparenza e informativa corretta
Informazioni utili
Destinatari: Fornitori e utenti di tecnologie AI
Modalità: Rispetto di principi di protezione “by design” e “by default”, informativa trasparente
Cosa sono i deepfake e quali rischi comportano
I deepfake rappresentano una delle innovazioni più avanzate nell’ambito della manipolazione multimediale, sfruttando tecniche di intelligenza artificiale per creare contenuti visivi e audio estremamente realistici. Questa tecnologia consente di generare video, immagini e registrazioni vocali che possono sembrare autentici, anche se non lo sono, portando a una diffusione di informazioni false o fuorvianti. La loro applicazione può essere vasta e, se usata in modo responsabile, può servire a scopi creativi o di intrattenimento. Tuttavia, i rischi sono notevoli e comprendono la possibilità di frodi, come ad esempio truffe online o impersonificazioni fraudolente. La creazione di deepfake può facilitare la diffusione di notizie false, danneggiare la reputazione di individui, o addirittura essere sfruttata per elaborare atti di diffamazione o intimidazione. Inoltre, poiché le voci e le immagini manipolate contengono dati personali, il loro utilizzo improprio può infrangere le normative sulla privacy e la protezione dei dati, così come i diritti di immagine. Il Garante per la privacy invita pertanto a una particolare attenzione e prudenza: bisogna valutare attentamente le fonti e il contesto in cui si condividono contenuti che riguardano terzi, evitando di diffondere immagini o registrazioni vocali di persone senza consenso, per tutelare la propria sicurezza e i diritti degli altri. La crescente diffusione di deepfake pone quindi l’esigenza di una consapevolezza diffusa sui rischi connessi e sulla responsabilità di chi li crea o utilizza.
Quando e come vengono usati i deepfake
Le tecnologie deepfake vengono impiegate in vari ambiti, dall’intrattenimento alle campagne pubblicitarie, ma anche in ambito criminale. Le manifestazioni Scam, le truffe o la diffusione di notizie false sono alcuni degli usi illeciti più comuni. La creazione di contenuti falsi può sembrare innocua, ma in realtà rappresenta un rischio elevato soprattutto se non si adottano misure di tutela adeguate.
Il loro utilizzo senza consenso o senza adeguata informativa può portare a conseguenze legali e danni irreparabili alle persone coinvolte. Per questo motivo, il Garante invita ad usare cautela e a rispettare il diritto alla privacy di terzi.
Come riconoscere i deepfake e prevenirne gli effetti
Riconoscere un deepfake non è sempre semplice, perché la tecnologia progredisce di continuo. Tuttavia, alcuni segnali di allarme includono anomalie nei dettagli visivi o uditivi, incoerenze nei movimenti o nella voce, e l’assenza di fonti attendibili. È fondamentale verificare sempre l’affidabilità delle fonti prima di condividere contenuti compromettenti o sensibili sui social o altri canali.
Per prevenire rischi, è consigliabile adottare pratiche di attenta verifica e preferire strumenti e servizi che rispettano le norme sulla privacy e protezione dei dati personali.
Informazioni utili
Il crescente utilizzo di tecnologie Deepfake solleva importanti questioni di privacy e sicurezza, sottolineate dal Garante della Privacy. Questi strumenti, sebbene offrano opportunità innovative, comportano rischi significativi come frodi, diffamazione e furto di identità, soprattutto se non usati con cautela. È fondamentale, quindi, che fornitori e utenti di tecnologie AI siano pienamente consapevoli dei potenziali pericoli connessi ai Deepfake, specialmente riguardo a approfondimenti vocali e immagini di terzi. La prudenza nell’utilizzo di queste tecnologie è necessaria per tutelare la reputazione e i diritti delle persone coinvolte. Per garantire un uso responsabile, è importante rispettare principi di protezione dei dati “by design” e “by default”, che prevedono l’adozione di misure tecniche e organizzative adeguate fin dalle fasi progettuali. Inoltre, è fondamentale offrire un’informativa chiara e trasparente agli utenti, affinché siano consapevoli dei rischi e delle modalità di protezione. Le normative e le linee guida del Garante costituiscono un punto di riferimento prezioso per tutti coloro che operano nel campo delle tecnologie AI, contribuendo a prevenirne l’uso improprio e a promuovere una cultura della responsabilità digitale.
Quali sono gli obblighi dei fornitori di tecnologie AI
Il Garante privacy ha richiamato alla prudenza i fornitori di tecnologie di deepfake, evidenziando i rischi associati all’uso improprio di voci e immagini di terzi. È fondamentale che i fornitori implementino misure di sicurezza avanzate per prevenire frodi, diffamazione e furto d’identità, garantendo che i sistemi siano progettati con un’attenzione particolare alla protezione dei dati personali. Ulteriori obblighi includono la trasparenza sulle modalità di raccolta e trattamento dei dati, oltre a fornire indicazioni chiare e accessibili agli utenti riguardo alle potenziali implicazioni dell’uso delle tecnologie AI, al fine di tutelare i diritti delle persone coinvolte e minimizzare i rischi di abusi.
Indicazioni pratiche per gli utilizzatori
Chi utilizza strumenti di generazione di contenuti deve garantire di possedere le licenze adeguate e di informare correttamente le persone coinvolte. L’uso di voci o immagini di altri senza consenso può configurare violazioni della normativa e comportare sanzioni legali.
Perché è fondamentale la trasparenza
La trasparenza è il pilastro per tutelare i diritti delle persone. Chi genera contenuti con deepfake deve sempre informare gli interessati e rispettare le norme di legge, per evitare frodi, diffamazioni o furto di identità. La corretta gestione dei dati è essenziale per prevenire danni sociali ed economici significativi.
Consigli utili per una corretta gestione
Verificare sempre la provenienza dei contenuti e rispettare il diritto di conoscere come vengono trattati i propri dati. Ricordarsi di usare sistemi certificati e di rispettare le norme europee sulla privacy.
FAQs
Deepfake e privacy: il Garante invita alla cautela su voce e immagini di terzi
Un deepfake è una manipolazione avanzata di immagini, video o audio tramite AI, con rischi di frodi, diffamazione e furto d'identità. La tecnologia può generare contenuti falsi e ingannevoli, portando a conseguenze legali e danni alla reputazione.
Le conseguenze includono frodi finanziarie, diffamazione, perdita di reputazione e violazioni della privacy. L'uso scorretto può anche alimentare fake news e manipolazioni sociali, con impatti legali e sociali significativi.
Segnali di allarme includono anomalie visive o uditive, incoerenze nei movimenti o nella voce, e mancanza di fonti attendibili. Verificare sempre l'affidabilità delle fonti prima di condividere contenuti sospetti.
I fornitori devono garantire misure di sicurezza avanzate, trasparenza sulla raccolta e trattamento dei dati, e offrire informative chiare agli utenti, rispettando le normative sulla privacy e protezione dei dati.
La trasparenza tutela i diritti delle persone, informa gli utenti sui rischi e previene frodi, diffamazioni e furti di identità, favorendo un uso responsabile delle tecnologie AI.
Gli utenti devono verificare le fonti, usare strumenti affidabili e rispettare le norme sulla privacy, evitando di condividere contenuti senza consenso o provenienti da fonti dubbi.
Il Garante invita alla cautela, richiede trasparenza, e impone obblighi di sicurezza e informativa ai fornitori e utenti di tecnologie AI per prevenire abusi e tutelare i diritti fondamentali.
Le aziende devono ottenere le licenze appropriate, comunicare trasparenza con gli utenti e implementare sistemi di sicurezza e verifica per rispettare le normative sulla privacy e prevenire abusi.