Chi: le istituzioni scolastiche e le amministrazioni dei 11 Comuni del Cilento; Cosa: affrontare le difficoltà del dimensionamento scolastico con 29 plessi; Quando: scenario attuale, con interventi e proposte in corso; Dove: nel territorio del Cilento, provincia di Salerno; Perché: preservare la funzione sociale e educativa delle scuole in zone svantaggiate e spopolate.
Contesto e numeri principali del dimensionamento nel Cilento
Nel cuore del Cilento, area nota per il suo splendido paesaggio e il Parco Nazionale, si trovano 29 plessi scolastici distribuiti tra 11 Comuni. Questa vasta rete scolastica serve una popolazione studentesca inferiore a mille studenti, in un territorio caratterizzato da forte divario tra costa e interno. La dirigente scolastica Daniela Ruffolo, che dal 2024 guida l'istituto comprensivo "Omignano-Gioi", descrive una situazione di grande emergenza e sfida continua. La complessità deriva dall’accorpamento di scuole e dall’eccessivo carico gestionale, che rende difficile garantire servizi di qualità. La presenza di un fragoroso spopolamento e di risorse insufficienti accentua le criticità del sistema scolastico locale.
Le sfide del dimensionamento scolastico secondo la normativa vigente
Il decreto interministeriale 124/2025, firmato dai ministri Valditara e Giorgetti, impone che il coefficiente medio di studenti per ogni scuola sia di 938. La normativa attribuisce alle Regioni la responsabilità di organizzare la rete scolastica rispettando specificità delle aree montane e svantaggiate. Tuttavia, regioni come Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna e Umbria sono state commissariate per aver gestito in modo inadeguato questa riforma. Questa misura evidenzia i rischi di non adeguarsi con prontezza alle nuove regole, rendendo indispensabile un’attenta pianificazione e un’accorta gestione delle risorse, al fine di mantenere efficiente la rete scolastica in zone come il Cilento.
Situazione nel Cilento: dualità tra sviluppo e spopolamento
Il territorio del Cilento si distingue per una diversità socio-economica marcata: da un lato, la costa sta vivendo uno sviluppo turistico notevole, mentre nell’interno si registra un grave spopolamento. Questa situazione influisce profondamente sulla gestione scolastica. L’istituto comprensivo "Omignano-Gioi", che opera su sette Comuni, ha subito numerosi accorpamenti, culminando con l’estensione a 11 Comuni. Tali fusioni hanno portato a una gestione complessa, con aumenti di costi, problemi di trasporto e di coordinamento tra le varie amministrazioni comunali. La differenziazione tra zone di forte attrattiva turistica e aree rurali svantaggiate rende difficile attuare un modello uniforme di gestione scolastica complessiva.
Impatto degli accorpamenti e scarsità di risorse
Gli accorpamenti hanno incrementato l’onere amministrativo e logistico, oltre a generare maggiori spese. La dirigente Ruffolo sottolinea come i costi si siano raddoppiati, soprattutto per formazione del personale e sicurezza, citando l’esempio di 60 persone formate per l’uso dei defibrillatori in 29 plessi. La difficoltà di coordinare 11 calendari scolastici, legati alle festività e alle chiusure locali, aumenta le criticità. La mancanza di risorse finanziarie adeguate e di infrastrutture idonee mette a rischio l’apertura quotidiana delle scuole, specialmente in piccoli plessi di scuola dell’infanzia, che vengono mantenuti funzionanti con notevoli sacrifici. La scarsità di personale collaboratore scolastico e i fondi legati al numero di studenti complicano ulteriormente il mantenimento di un servizio efficace.
Proposte di riforma e nuove strategie
Modello "learning hub" e coinvolgimento della comunità
Per affrontare queste criticità, la dirigente Ruffolo propone di trasformare le scuole in centri di comunità educante, adottando il modello OCSE di "learning hub". Questo approccio prevede che scuole e istituzioni collaborino con associazioni, enti locali, imprese e stakeholder, per creare un ambiente di apprendimento più dinamico e integrato. L’obiettivo è rafforzare il ruolo delle scuole come fulcri di crescita sociale e culturale, anche nelle aree più svantaggiate. Questa strategia favorisce anche il ripopolamento delle zone interne, contribuendo alla rigenerazione territoriale.
Permessi per deroghe e limiti di dimensione
Una delle proposte più sensate riguarda una possibile deroga alle regole sul limite massimo di studenti per scuola nelle aree di montagna. Portare il limite a 400 studenti potrebbe agevolare la ripopolazione di queste zone, migliorando la sostenibilità delle scuole e l’orientamento territoriale rispetto alla riforma generale. Tali deroghe necessitano di decisioni politiche condivise e di una pianificazione strategica a livello regionale e nazionale.
Il ruolo delle scuole nell’area interna e la "tornanza"
Valorizzare le scuole come presidi culturali e sociali
Le scuole rappresentano l’ultimo presidio di cultura e socialità nelle aree interne del Cilento. La cosiddetta "tornanza", ovvero il ritorno di residenti attratti da caratteristiche territoriali uniche, può rappresentare un’opportunità di rilancio. Favorire questa dinamica richiede interventi politici coerenti e investimenti su trasporti, servizi sanitari e, ovviamente, sulla continuità scolastica. Investire nel sistema scolastico significa puntare anche sullo sviluppo del territorio, creando cittadini più consapevoli e pensatori critici, pilastri per il progresso locale e la sostenibilità di queste aree svantaggiate.
FAQs
Dimensionamento scolastico nel Cilento: sfida e speranza in un territorio complesso
La situazione è molto dura, con sfide legate allo spopolamento, risorse insufficienti e accorpamenti complessi che rischiano di compromettere la qualità dell’offerta educativa.
Perché il territorio presenta forte disparità tra costa e interno, con risorse limitate e un forte spopolamento che complicano la gestione e il mantenimento delle scuole.
Gli accorpamenti hanno aumentato i costi, complicato il trasporto scolastico e reso difficile il coordinamento tra le amministrazioni comunali, mettendo a rischio il funzionamento quotidiano delle scuole.
La mancanza di risorse limita le reazioni innovative, impedisce l’apertura di tutte le scuole e mette a rischio servizi essenziali, specialmente in piccole strutture come le scuole dell’infanzia.
Proposte come il modello "learning hub" e deroghe alle regole di dimensione, volte a favorire il ripopolamento e migliorare la sostenibilità delle scuole nelle aree interne.
Può favorire la collaborazione tra scuole, enti locali e associazioni, creando ambienti di apprendimento più dinamici e sostenibili, anche nelle aree più svantaggiate.
Le scuole sono gli ultimi centri di cultura e socialità, promuovendo il ritorno di residenti ("tornanza") e contribuendo alla rigenerazione territoriale.
Una deroga ai limiti di studenti può favorire il ripopolamento e la sostenibilità delle scuole, facilitando una migliore gestione educativa nelle zone montane svantaggiate.
Investendo nella scuola, si può favorire il ripopolamento, lo sviluppo culturale e sociale, e rafforzare la coesione territoriale delle aree meno sviluppate.