Dalla Galizia spagnola all’Italia: Fina Paulos e Óscar Rey (2026) spiegano perché l’IA non sostituirà gli insegnanti
Nel 2026 Fina Paulos e Óscar Rey Calo, a La Coruña (Galizia), sono stati indicati tra i migliori della Spagna. In aula e fuori dall’aula usano IA Generativa come strumento, non come scorciatoia. La loro promessa è netta: l’IA non eliminerà gli insegnanti, non ci sostituirà. Per i docenti italiani questo racconto conta come anticipo europeo, perché l’AI Act spinge verso trasparenza, supervisione umana e alfabetizzazione.
Il modello “human in the loop”: formazione, progetti sociali e responsabilità con l’IA generativa
- IA non sostituisce: la classe resta guidata da chi conosce bisogni, ritmo e contesto degli studenti. Nel loro istituto Maximino Romero de Lema, la regia resta umana: serve cura, ascolto e lettura dei bisogni di classe.
- Ragionamento umano prima di tutto: l’IA generativa funziona solo con pensiero critico e decisioni preventive. Senza questo passaggio, l’output dell’IA rischia di sembrare corretto, ma restare non verificabile.
- Input e verifica: insegnate che l’IA “impara” da ciò che riceve, quindi servono controlli e correzioni. Si lavora su prompt, ipotesi e limiti, per evitare deleghe cieche alla macchina.
- Non basta la risposta rapida: si lavora su limiti, errori e fonti, evitando l’effetto “verità automatica”. Gli studenti confrontano output con fonti e feedback, così imparano a correggere subito.
- Oltre l’aula la tecnologia serve la comunità: animazioni di foto d’epoca e valorizzazione del patrimonio locale. Così la creatività diventa apprendimento-servizio, con emozioni reali e memoria collettiva.
- Tecnologia per bisogni reali: con Aspace progettano dispositivi di comunicazione per persone con paralisi cerebrale. Obiettivi: inclusione, accessibilità e uso della tecnologia per ridurre barriere quotidiane.
- Famiglie coinvolte con incontri: la supervisione segue la logica di “ter a cabeciña”, anche per i social. Le famiglie ricevono chiavi pratiche per guidare i ragazzi, senza demonizzare la tecnologia.
- Deepfake etico e consapevole: anche per finalità educative, va gestito con regole su consenso e uso. Nel progetto, il deepfake interpreta personaggi della letteratura galiziana per sensibilizzare sulla donazione di organi.
- Guida per docenti e genitori: la pubblicazione “Inteligencia Artificial en el Aula” prova a standardizzare buone pratiche. La pubblicazione offre un lessico comune, utile anche nei confronti tra docenti e genitori.
In classe, la routine cambia subito: non si passa da “fare” a “verificare” solo con un comando. Pianificate domande, rubriche e discussioni, perché l’IA generativa produce anche errori plausibili. Aggiungete spazi con le famiglie, per rendere l’uso domestico coerente con quello scolastico.
Cosa significa questo per la scuola italiana
L’Italia non parte da zero. Con l’AI Act l’Europa impone controlli su sistemi di IA ad alto impatto. Servono anche trasparenza e supervisione umana, oltre a sanzioni per le violazioni. Le esperienze di La Coruña anticipano l’orientamento che il MIM dovrà tradurre: formazione continua e decisioni centrate sul docente.
Come prepararsi in Italia a questo scenario
Dirigenti e Animatori Digitali iniziano con un inventario degli strumenti di IA usati o proposti. Separano piattaforme didattiche da tool “generativi” e verificano dati, privacy e tracciabilità. Poi raccolgono indicazioni operative in un documento interno, condiviso con Collegio e RSU.
Per i docenti, la leva è la progettazione: consegne che obbligano a motivare, citare e correggere. Usate rubriche per distinguere “output” da “ragionamento”, soprattutto quando l’IA generativa suggerisce idee. Così l’IA a scuola diventa un acceleratore di competenze, non una scorciatoia valutativa.
Infine, replicare il metodo galiziano richiede coinvolgere il territorio. Programmate incontri con le famiglie e fate lavorare gli studenti su progetti con scopo reale. Esempi: patrimonio digitale, dispositivi di comunicazione, oppure servizio alla comunità. Anche temi delicati come il deepfake vanno discussi con regole chiare e consenso informato.
Pensate che il nostro Ministero dell’Istruzione adotterà presto misure simili, puntando su alfabetizzazione e governance dell’IA? Vi convince la linea di Fina Paulos e Óscar Rey Calo secondo cui l’IA non sostituirà gli insegnanti? Ditecelo nei commenti.
FAQs
Fina Paulos e Óscar Rey: migliori insegnanti Spagna 2026
Nel 2026, a La Coruña, Fina Paulos e Óscar Rey Calo sono stati indicati tra i migliori docenti della Spagna. Usano l’IA generativa come strumento di supporto in aula, non come scorciatoia. Informazione non disponibile al gg/mm/aaaa.
Il modello valorizza il pensiero critico e la verifica umana dei contenuti generati dall’IA. L’insegnante progetta attività, verifica fonti e coinvolge famiglie per garantire contesto e responsabilità. Informazione non disponibile al gg/mm/aaaa.
L’AI Act impone trasparenza, gestione del rischio e supervisione umana per IA ad alto impatto. Le pratiche descritte anticipano una governance robusta e formazione continua per i docenti, in linea con l’obiettivo di responsabilità educativa. Informazione non disponibile al gg/mm/aaaa.
Progettare attività che richiedano spiegazioni e verifica, utilizzare rubriche per distinguere output da ragionamento e coinvolgere le famiglie fin dall’inizio. Definire policy interne, un inventario degli strumenti IA e favorire il lavoro sul territorio. Informazione non disponibile al gg/mm/aaaa.