Paola Frassinetti, Sottosegretario all'Istruzione, sostiene che cultura e istruzione devono diventare antidoto contro la criminalità organizzata. Nell’intervista rilasciata ad Antonio Fundarò, a Balestrate durante la manifestazione Sulle vie della Legalità promossa dall’Istituto Comprensivo Rettore F. Evola, la ministra indica nei giovani il punto di partenza per contrastare le mafie. Docenti, dirigenti scolastici e forze dell’ordine hanno ruoli chiave nei percorsi di educazione alla legalità, con strumenti di supporto psicologico per contrastare la dispersione. La memoria storica è presentata come leva per una cittadinanza attiva e per riflettere sui conflitti contemporanei.
Come integrare la legalità in tutte le classi: azioni pratiche e vantaggi
Le indicazioni di Frassinetti spingono la scuola al centro della lotta alle mafie, offrendo strumenti di pensiero critico e cittadinanza attiva. La scuola diventa un luogo non solo di contenuti, ma di responsabilità sociale, dove docenti, dirigenti e forze dell’ordine collaborano per guidare i ragazzi lungo percorsi di legalità.
«Dove c'è abbandono scolastico possono proliferare devianze criminali» ha osservato la ministra, collegando sicurezza sociale e continuità educativa; il supporto psicologico è strumento chiave per accompagnare chi è in difficoltà.
La possibilità di introdurre il diritto in tutti gli indirizzi è discussa, ma la decisione dipende da organico e organizzazione. Tuttavia, i valori di legalità possono essere veicolati anche attraverso storia, letteratura e altri elementi curricolari.
| Azione | Beneficio Principale | Requisiti | Ostacoli / Vincoli | Tempistiche |
|---|---|---|---|---|
| Integrare moduli di educazione civica e legalità | Sviluppo di cittadinanza attiva e consapevolezza legale | Curricolo strutturato; docenti formati; risorse didattiche | Vincoli di organico; programmazione condivisa | Inizio entro l'anno scolastico in corso |
| Attivare percorsi di tutoring e orientamento | Riduzione della dispersione scolastica e retention | Coach tutor; integrazione con servizio orientamento | Costo del personale; disponibilità | Primo ciclo entro 6 mesi |
| Sistematizzare supporto psicologico istituzionalizzato | Interventi tempestivi e accompagnamento degli studenti | Spazi dedicati; protocolli; personale qualificato | Costi; gestione del carico | Avvio progressivo entro 3-6 mesi |
| Integrare memoria storica in classe | Cittadinanza attiva e riflessione sui conflitti | Materiali didattici; progettazione didattica | Tempo in curricolo; formazione | Progetti pilota entro l'anno |
| Formare docenti e personale su pratiche anti mafia | Gestione crisi; prevenzione e sicurezza | Piani formativi; budget; orari | Budget; tempo di formazione | Aggiornamenti periodici |
Confini operativi: cosa serve per implementare queste proposte
L’estensione dell’insegnamento del diritto in tutti gli indirizzi delle scuole superiori dipende dall'organico e dall'organizzazione della scuola. È possibile, però, trasmettere i valori di legalità anche attraverso altre materie, come storia e letteratura, sfruttando riferimenti presenti nel curricolo.
La memoria storica, sebbene cruciale, va integrata in modo pratico: il ricordo non deve essere una mera citazione, ma parte integrante dell’educazione civile, favorendo riflessioni sui conflitti contemporanei e aiutando a riflettere sulla cittadinanza responsabile.
5 azioni concrete per dirigenti e docenti
- Integrare moduli di educazione civica e legalità in orario curricolare, includendo riferimenti storici e culturali per tutte le classi.
- Attivare percorsi di tutoring e orientamento per ridurre la dispersione e mantenere gli studenti nel percorso formativo.
- Supporto psicologico istituzionalizzato, con strumenti di ascolto, consulenza e intervento rapido per studenti in difficoltà.
- Memoria storica in classe, con percorsi didattici legati a eventi come Gorla (1944) per rafforzare la cittadinanza attiva.
- Formazione docenti e personale scolastico su pratiche anti mafia, normative di sicurezza e simulazioni di gestione crisi, con aggiornamenti periodici.
FAQs
La scuola come primo presidio contro la mafia: dalla legalità alla memoria storica
Frassinetti ritiene che cultura e istruzione siano antidoto al crimine organizzato, con i giovani al centro della prevenzione. Docenti, dirigenti scolastici e forze dell’ordine collaborano per percorsi di legalità e per la memoria storica come leva civica.
Integrare moduli di educazione civica e legalità, attivare tutoring e percorsi di orientamento, e garantire supporto psicologico istituzionalizzato. In classe va inserita anche la memoria storica come leva di cittadinanza attiva.
La memoria storica è presentata come leva per cittadinanza attiva e riflessione sui conflitti contemporanei. Va integrata in progetti didattici concreti e percorsi di cittadinanza.
Tra gli ostacoli principali si segnalano vincoli di organico, costi e gestione del carico di lavoro. La guida propone piani formativi, budget dedicato e progetti pilota entro l'anno.