Durante La Ruota della Fortuna, Gerry Scotti ha rivolto a una docente di sostegno una battuta.
La frase riportata è “Accetti quello che passa il convento”.
L’associazione APS Asperger, con la presidente Marie Hélène Benedetti, contesta l’impostazione.
Per chi lavora a scuola, la domanda resta: il sostegno è progettazione o “ripiego”?
La risposta incide su PEI e GLO e quindi sul percorso degli studenti.
Supporto “a tentativi” o inclusione di qualità? Le verifiche che contano su PEI e GLO
APS Asperger parla di sostegno come “ripiego” quando entra “nel frattempo” e poi si procede per tentativi.
La polemica non riguarda una singola battuta. Riguarda scelte organizzative che possono ridurre continuità e formazione.
- PEI chiaro: obiettivi, attività, criteri di verifica e adattamenti devono essere esplicitati.
- GLO operativo: nel GLO (Gruppo di Lavoro Operativo) si decide con famiglia e specialisti, non “a fine corsa”.
- Formazione continua: servono moduli su autismo, autonomia, comunicazione e gestione delle difficoltà.
- Continuità: evitare cambi frequenti senza passaggio di consegne e senza rimettere tutto da zero.
- Ruoli definiti: chiarire chi coordina, chi osserva e chi restituisce i dati dentro il PEI.
- Strumenti mirati: prevedere supporti concreti, come comunicazione aumentativa e materiali strutturati.
- Feedback famiglie: trasformare colloqui e osservazioni in scelte progettuali, non solo in informazioni.
Se in classe manca questo presidio, la frase “passa il convento” rischia di diventare un alibi. Il tempo educativo degli alunni non si recupera.
Contesto operativo: dalla battuta alla normalizzazione che rischia l’inclusione
APS Asperger non nega che esistano docenti di sostegno preparati e presenti con continuità. La critica nasce quando il ruolo viene trattato come “di passaggio”.
Secondo l’associazione, in alcuni casi l’ingresso sul sostegno avviene senza reale padronanza di PEI e dinamiche educative complesse. In altri, la progettazione resta “in attesa” del trasferimento su materia.
Quando queste condizioni convivono, l’alunno non ha tempo per aspettare. Ogni mese senza interventi efficaci significa occasioni educative perse.
La normalizzazione mediatica, per APS Asperger, rende più facile accettare l’idea del “passa il convento”. Le scuse sui social non bastano: serve un cambio concreto di formazione e organizzazione.
Azioni pratiche per dirigenti e docenti: rendere il sostegno una professione, non un’etichetta
Se il sostegno resta “a tentativi”, si perde tempo e si spezzano occasioni educative.
Dopo la polemica, conviene trasformare il confronto mediatico in procedure condivise, usabili davvero in scuola.
- Ricalibra il PEI sul modello nazionale (DI 182/2020).
Obiettivi e verifiche devono essere osservabili, con tempi realistici.
Condividi il linguaggio con i docenti curricolari per evitare letture diverse dello stesso obiettivo. - Prepara il GLO come co-progettazione.
Agenda, documenti e responsabilità vanno definiti prima dell’incontro.
Coinvolgi l’ATA dove serve: convocazioni, verbali e archiviazione dei materiali devono essere tracciati. - Attiva tutoraggio per chi entra sul sostegno.
Fornisci un dossier di classe: routine, strumenti, strategie, contatti e criticità.
Prevedi un affiancamento breve ma strutturato, così chi subentra non parte da zero. - Fai formazione mirata su bisogni complessi.
Includi comunicazione, autonomia, comportamenti problema e didattica personalizzata.
Richiedi che sia applicata: casi reali, obiettivi del PEI, strumenti usati in classe. - Monitora e rivedi nel ciclo di lavoro.
Osservazioni periodiche devono rimettere mano al PEI quando serve.
Riaggancia i progressi a indicatori concreti, poi aggiorna strategie e risorse senza improvvisare.
Se questi passaggi mancano, l’alunno riceve risposte non coerenti. Famiglie e operatori reagiscono con ansia e il sistema perde credibilità.
Prima del prossimoGLO: metti per iscritto tre controlli
Se sei dirigente o referente, usa questa check list e verbalizza le decisioni.
- PEI aggiornato: è condiviso e coerente con osservazioni e bisogni recenti?
- Ruoli chiariti: chi fa cosa tra docenti, famiglia e specialisti?
- Formazione programmata: l’azione successiva è assegnata e inserita nel calendario.
Per allineare linguaggio e modelli, rivedi il DI 182/2020 su Normattiva.
FAQs
Gerry Scotti a una docente di sostegno: “Accetti quello che passa il convento” e la risposta di APS Asperger
La frase è letta come critica al modo in cui si gestisce il sostegno in aula. APS Asperger la interpreta come una possibile normalizzazione di interventi non pienamente progettati, con impatti su PEI e GLO e sull’inclusione educativa.
La critica riguarda continuità, formazione e ruoli nel PEI e nel GLO: una gestione insufficiente può compromettere l’inclusione e l’efficacia degli interventi educativi.
Ricalibrare il PEI sul modello DI 182/2020 con obiettivi verificabili; definire il GLO come co-progettazione; attivare tutoraggio e formazione mirata; monitorare i progressi e rivedere le strategie.
Una gestione chiara evita che l’inclusione si riduca a un passaggio temporaneo: continuità, interventi mirati e scambio di informazioni migliorano l’efficacia educativa.