Lavagna con la scritta Sorry, metafora delle scuse di Gerry Scotti agli insegnanti di sostegno per la battuta a La Ruota della Fortuna
inclusione

Gerry Scotti si scusa con gli insegnanti di sostegno: dalla battuta a La Ruota della Fortuna al lavoro su PEI e GLO

A cura della Redazione di Orizzonte Insegnanti
3 min di lettura

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Dopo una battuta durante La Ruota della Fortuna, Gerry Scotti si scusa con gli insegnanti di sostegno. Su social scrive: “Non intendevo mancare di rispetto”. La reazione nasce anche dalla lettera dell’APS Asperger, che denuncia criticità nell’inclusione. Per la scuola conta una cosa: PEI e GLO devono trasformarsi in interventi, non in carte.

Il nodo decisionale: la battuta TV non basta, serve un modello di inclusione verificabile

Nella puntata, il conduttore ha commentato il racconto di una docente sul lavoro con alunni con bisogni complessi. Il remark è stato percepito come uno sminuimento del ruolo dei docenti di sostegno e di chi ne beneficia.

A breve distanza, APS Asperger ha scritto alla redazione. Nella lettera, firmata dalla presidente Marie Helene Benedetti, si chiede di guardare oltre la battuta singola.

L’associazione riconosce lo scambio pubblico come gesto positivo. Però lo giudica insufficiente rispetto a un problema strutturale.

Secondo l’APS Asperger, il sostegno viene ancora trattato come “un ripiego, una scorciatoia”. Nella frase compare anche l’idea “intanto entro nella scuola e poi vediamo”.

Qui il gap è tra norma e routine quotidiana. Il quadro giuridico prevede strumenti come PEI e GLO per organizzare obiettivi e interventi.

Nella missiva vengono segnalate carenze operative: alcuni docenti non hanno chiaro cos’è un PEI. Altri attendono il trasferimento su materia di cattedra invece di consolidare competenze.

L’effetto ricade sugli alunni con disabilità, in particolare sui bambini autistici. Se il lavoro arriva a rilento, la lettera parla di occasioni perse e danni difficili da recuperare.

Anche la televisione pesa: quando una frase passa come normale, la percezione resta. Per questo la scuola deve rendere visibile il valore del sostegno con pratiche controllabili.

Prima di liquidare la polemica, usa questa mini-checklist interna.

  • Obiettivi del PEI visibili in classe: cosa cambia per l’alunno dopo ogni riunione del team?
  • Verbali GLO con decisioni operative: chi fa cosa, con quali strumenti e verifiche?
  • Formazione sul campo per i nuovi docenti: modelli, esempi e affiancamento prima delle urgenze.
  • Continuità degli incarichi pianificata: piani di passaggio consegne quando cambiano i docenti.
  • Comunicazione alla famiglia coerente: aggiornamenti basati su verifiche reali del PEI.

In altre parole, il dibattito richiama un rischio: trattare il sostegno come fase di transizione. Quando succede, il PEI viene compilato tardi o usato in modo discontinuo. Durante il GLO si parla di bisogni, ma le decisioni restano lontane dalla lezione. Per l’alunno significa supporto “a singhiozzo” e tempi di adattamento più lunghi.

Se almeno una risposta è “no”, il problema non è individuale. È un disegno organizzativo che va sistemato subito.

Confini operativi dell’argomento

Parliamo di inclusione come processo, non di toni da studio TV. L’obiettivo è aiutare scuole e famiglie a pretendere qualità su PEI e GLO, come richiede il Decreto Legislativo 66/2017.

Azioni pratiche per Dirigenti e docenti: PEI e GLO in ordine, sostegno valorizzato

Quando la funzione di sostegno viene percepita come ripiego, aumentano i rischi di improvvisazione. La risposta più efficace è organizzare formazione e controllo qualità sul campo.

Parti da tre domande: cosa deve capire il docente, cosa deve vedere l’alunno, cosa deve trovare la famiglia nei documenti.

Il PEI previsto dal Decreto Legislativo 66/2017 non è un modulo. È la mappa degli interventi, aggiornata con le verifiche del GLO.

  • Prima fai un audit rapido delle competenze sul PEI tra i docenti di sostegno.
  • Poi attiva affiancamento: tutoraggio e strumenti condivisi per chi inizia il ruolo o è neo-arrivato.
  • Nel GLO chiarisci ruoli: osservazioni, proposte didattiche, stesura e verifiche devono avere un referente.
  • Dopo ogni riunione aggiorna il lavoro in classe: adatta strumenti, tempi e setting coerenti con il PEI.
  • Prevedi check mensili: controlla se gli obiettivi del PEI sono misurati con indicatori chiari.
  • Coinvolgi ATA e segreteria per tracciabilità: convocazioni, verbali, gestione documenti e accesso alle famiglie.
  • Comunica al collegio con dati di processo: cosa funziona, cosa serve, quali decisioni si prendono nel GLO.

Per Dirigenti e coordinatori, la differenza la fa un calendario delle azioni.

Se le verifiche del PEI sono programmate, diminuiscono vuoti, convocazioni last minute e fraintendimenti. Un supporto organizzativo delle segreterie rende il lavoro del team inclusione più sostenibile.

Se queste attività non diventano routine, il sostegno resta percepito come “intanto entro e poi vediamo”. L’alunno rischia ritardi e strategie scollegate dai suoi bisogni.

Il prossimo GLO può diventare la verifica: ogni riunione deve produrre almeno un cambiamento osservabile in classe. Se non accade, la procedura va ripensata subito.

Qui media e parole possono rinforzare lo stigma. Una scuola che lavora sul PEI rende il sostegno visibile e rispettato.

In pratica, le scuse di Scotti diventano utili solo se la scuola risponde con organizzazione, formazione e verifiche.

FAQs
Gerry Scotti si scusa con gli insegnanti di sostegno: dalla battuta a La Ruota della Fortuna al lavoro su PEI e GLO

Cosa ha dichiarato Gerry Scotti dopo la battuta a La Ruota della Fortuna? +

Gerry Scotti ha chiesto scusa sui social, affermando: "Non intendevo mancare di rispetto" in riferimento a una battuta durante La Ruota della Fortuna.

Qual è la posizione dell'APS Asperger sull'accaduto? +

L'APS Asperger ha inviato una lettera alla redazione, firmata dalla presidente Marie Helene Benedetti, chiedendo di guardare oltre la battuta. Riconosce lo scambio pubblico come gesto positivo, ma lo considera insufficiente rispetto a un problema strutturale.

Quali azioni pratiche sono indicate per PEI e GLO per garantire l'inclusione? +

Gli strumenti chiave includono: rendere visibili gli obiettivi PEI in classe e avere verbali GLO con decisioni operative. Inoltre, è necessaria formazione sul campo per i nuovi docenti, continuità degli incarichi e una comunicazione coerente con le famiglie.

Perché la battuta è rilevante per l'inclusione scolastica? +

La battuta mette in luce la necessità di un modello di inclusione verificabile: la scuola deve rendere visibile il valore del sostegno con pratiche controllabili, oltre a interventi concreti nel PEI e nel GLO.

Redazione Orizzonte Insegnanti

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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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