Nel dibattito sul Giorno del ricordo e scuole inadempienti, una docente avverte un rischio concreto per la libertà di insegnamento.
A ridosso del 10 febbraio, il Parlamento discute presunte scuole “carenti” per iniziative sulle foibe e l’esodo giuliano-dalmata.
La critica riguarda anche il metodo: dati e fonti sarebbero stati usati senza adeguata verifica.
Per docenti e dirigenti, la risposta pratica è rendere tracciabile ciò che la scuola fa dentro PTOF e programmazione.
Giorno del ricordo e scuole inadempienti: come capire se l’accusa è verificabile
Secondo la docente Silvia Elena Di Donato, del Liceo Classico “Giovan Battista Vico” di Chieti, l’interrogazione del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli contesterebbe alle scuole un “adeguato seguito” al Giorno del ricordo.
Di Donato contesta sia il merito, sia la trasparenza delle informazioni che metterebbero alcuni istituti in una presunta condizione di inadempienza.
Per la scuola, il punto non è “difendersi” con dichiarazioni. È capire cosa viene chiamato adempimento e con quali evidenze.
Il rischio, segnalato dalla docente, è trasformare un tema di memoria e didattica in una logica di controllo e sfiducia.
- Legge 92/2004: la legge 30 marzo 2004, n. 92 istituisce il Giorno del ricordo e prevede iniziative di sensibilizzazione su foibe ed esodo giuliano-dalmata.
- Nessun obbligo rigido: la norma non impone un unico format identico per ogni istituto; le scelte restano dentro autonomia scolastica e programmazione.
- Dati verificabili: se si parla di inadempienza, servono elementi controllabili (atti, percorsi, date). Non solo impressioni o ricostruzioni parziali.
- Coerenza PTOF: contano i percorsi effettivamente svolti nelle classi. Anche se distribuiti in più momenti dell’anno.
- Fonti affidabili: usare materiali con criterio riduce contestazioni basate su “informazioni non verificate” e rafforza la qualità della didattica.
Confini operativi: niente “schedatura” e niente format unico
La legge 30 marzo 2004, n. 92 punta a promuovere iniziative sul 10 febbraio, non a comprimere l’autonomia delle scuole.
La valutazione deve poggiare su atti e percorsi realmente adottati, non su elementi non controllabili.
La libertà di insegnamento resta tutelata dall’art. 33 della Costituzione.
Il punto critico, per Di Donato, è l’effetto: un clima di diffidenza che sposta il focus dalla didattica alla difesa.
Azioni pratiche per difendere la libertà di insegnamento: dossier PTOF e prove sul 10 febbraio
Un’interrogazione parlamentare non è una sentenza. Però può generare richieste informative e controlli indiretti.
Per restare saldi sulla libertà di insegnamento, costruite un dossier semplice: dimostra che il Giorno del ricordo è dentro la vostra progettazione.
- Verifica PTOF e programmazione: cercate riferimenti al 10 febbraio, alle foibe e all’esodo giuliano-dalmata. Controllate che siano legati a competenze e discipline.
- Ricostruisci attività sul campo: per ogni classe indicate quando e come l’argomento è stato trattato. Conservate tracce di lavoro: materiali, schede, prodotti degli studenti, registri delle attività.
- Allega verbali e delibere: fate emergere il passaggio collegiale. Un verbale di dipartimento o di consiglio di classe rende l’iniziativa non estemporanea.
- Traccia fonti e metodo: elencate i materiali usati e il criterio con cui sono stati selezionati. La memoria storica va costruita con studio e confronto critico.
- Prepara una risposta istituzionale: se arriva una richiesta formale, rispondete con un fascicolo unico. Coordinamento tra dirigente e segreteria per protocollare e archiviare in modo ordinato.
Se l’accusa nasce da dati incompleti, questo lavoro vi protegge da etichette “inadempienti” senza fondamento. Riduce tensioni e protegge il tempo dei docenti.
Se invece emergono vuoti, l’intervento più efficace è ricadere nel perimetro della legge 92/2004: pianificare iniziative coerenti con classi e contesto. La scuola lavora meglio quando evita adempimenti vuoti e mette al centro la didattica.
Prima del 10 febbraio fate il check “dossier pronto”
Nelle settimane che precedono le attività, create una cartella digitale condivisa con PTOF, percorsi svolti, verbali e materiali. Condividete il punto tra dirigente e segreteria. In caso di richieste collegate al dibattito pubblico, avrete evidenze pronte invece di ricostruzioni a memoria.
FAQs
Giorno del ricordo e scuole inadempienti: libertà di insegnamento in discussione in un’interrogazione parlamentare
Secondo la docente Silvia Elena Di Donato, l'interrogazione parlamentare rischia di trasformare una questione di memoria didattica in controllo sulle scuole, soprattutto se le informazioni non verificate diventano base di valutazione. A ridosso del Giorno del ricordo si discute di un adeguato seguito.
L'adempimento implica l'integrazione effettiva del Giorno del ricordo nei percorsi didattici all'interno dell'autonomia scolastica. Per verificarlo servono atti, percorsi, date e coerenza con il PTOF; non basta impressioni o ricostruzioni parziali.
Costruire un dossier PTOF e prove sul 10 febbraio: verifica riferimenti, ricostruisci attività per classe, allega verbali e delibere, traccia fonti e metodo, prepara una risposta istituzionale coordinando dirigente e segreteria.
Usare fonti affidabili e verificabili, elencare i materiali e i criteri di selezione; la memoria storica va costruita con studio e confronto critico, basandosi su atti, percorsi e date verificabili.