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Il paradosso della contitolarità: il ruolo del docente di sostegno negli Esami di Stato del secondo ciclo

Redazione Orizzonte Insegnanti
3 min di lettura

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Il paradosso della contitolarità: il ruolo del docente di sostegno negli Esami di Stato del secondo ciclo

Il sistema scolastico italiano si trova oggi a gestire una profonda discrepanza normativa e simbolica che colpisce una delle figure più cruciali dell'inclusione: il docente di sostegno. Sebbene la pedagogia e la prassi quotidiana riconoscano a questi professionisti la contitolarità della classe, la realtà degli Esami di Stato del secondo ciclo (Maturità) rivela una frattura significativa. Mentre durante l'anno scolastico il docente di sostegno partecipa attivamente alla progettazione didattica, ai consigli di classe e agli scrutini di tutti gli studenti, il passaggio alla fase finale del percorso di studi sembra "affievolire" tale appartenenza, riducendo il docente a una figura quasi marginale.

Questa situazione crea un corto circuito istituzionale che non riguarda solo la dignità professionale del docente, ma incide direttamente sul diritto allo studio degli studenti. La normativa attuale, infatti, non garantisce al docente di sostegno la presenza in commissione come membro di diritto, ma la lascia spesso alla mercé di una facoltà discrezionale. Questo meccanismo trasforma un professionista che ha seguito il percorso formativo di un intero gruppo classe in un "ospite" della commissione, capace di intervenire solo se e quando la Presidenza lo consente, spesso circoscrivendo il suo intervento esclusivamente al supporto del singolo alunno con disabilità.

La frattura normativa tra primo e secondo ciclo

Il contrasto tra la realtà operativa e il quadro normativo è particolarmente evidente nel confronto tra i diversi gradi di istruzione. Per gli esami del primo ciclo (licenza media), il docente di sostegno partecipa a pieno titolo alla commissione d'esame, poiché la sua attività è considerata parte della routine scolastica ordinaria. Tuttavia, nel passaggio al secondo ciclo, la disciplina sembra cambiare radicalmente, rendendo la nomina del docente di sostegno una decisione presa dal Presidente della commissione su proposta del Consiglio di classe, come previsto dalle linee guida vigenti.

Questa distinzione genera una percezione di discriminazione professionale, dove il docente di sostegno viene percepito come un lavoratore "di serie B". Nonostante la Nota Ministeriale n. 12423 del 26/03/2024 specifichi che i docenti di sostegno sono esonerati dalla domanda di nomina come commissari esterni se hanno seguito candidati con disabilità nella sessione d'esame, la loro inclusione come membri interni non è automatica. Tale incertezza normativa ha portato a casi critici in cui la nomina è stata negata con la motivazione di "danno all'erario", impedendo di fatto il supporto necessario agli studenti con disabilità durante le prove scritte e i colloqui orali.

Il principio di contitolarità e le sue criticità operative

Il principio della contitolarità, pilastro dell'inclusione scolastica da oltre trent'anni, dovrebbe implicare una corresponsabilità educativa totale. Tuttavia, la prassi organizzativa degli esami di Stato sembra ancora legata a una visione del docente di sostegno come "specialista del singolo" piuttosto che come "docente della classe". Questo approccio esclude il professionista dalla possibilità di fornire informazioni sulla storia formativa di tutti gli studenti, nonostante la sua conoscenza del gruppo classe sia spesso superiore a quella dei membri della commissione stessa.

Le testimonianze dei docenti coinvolti evidenziano una realtà spesso difficile: essere invitati a collaborare nelle fasi preparatorie o negli incontri precedenti alle prove, per poi essere messi in una posizione di subordinazione durante i colloqui orali. In queste fasi, il docente può trovarsi a non avere "diritto di parola" sul percorso di crescita dei ragazzi, pur avendo contribuito volontariamente alle attività di spettanza della commissione. Questa contraddizione sistematica tra il principio di inclusione e la prassi burocratica alimenta il malcontento sindacale e professionale, che richiede il riconoscimento della contitolarità come titolo autonomo per la nomina a commissario interno.

Elemento di ConfrontoEsami del Primo Ciclo (Media)Esami del Secondo Ciclo (Maturità)
Status del DocentePartecipazione a pieno titolo (attività ordinaria)Membro non di diritto (nomina discrezionale)
Base della NominaAutomaticità legata al ruoloDecisione del Presidente su proposta del Consiglio
Ambito di InterventoInclusione strutturaleSpesso circoscritto al solo alunno con disabilità
Riferimenti NormativiPrassi consolidataNota Ministeriale 12423/2024 e OM 55/2024

Cosa cambia concretamente per docenti, studenti e istituzioni

Per quanto riguarda la situazione attuale, non sono previste modifiche normative immediate, ma la riflessione avviata dal legislatore mira a colmare il gap tra la realtà didattica e quella degli esami. Ecco cosa significa questo scenario per gli attori coinvolti:

  • Per il docente di sostegno: Persiste il rischio di esclusione o di limitazione del ruolo durante i colloqui orali. La partecipazione rimane una facoltà della commissione e non un diritto derivante dalla contitolarità della classe.
  • Per lo studente con disabilità: Esiste il rischio concreto di mancanza di supporto durante le prove scritte e il colloquio orale qualora la commissione decida di non conferire la nomina al docente che lo ha seguito per anni.
  • Per le famiglie e gli studenti BES/DSA: La mancanza di supporto costante durante l'esame può generare ansia e difficoltà nel rendimento, specialmente se il docente che ha fornito gli incoraggiamenti per anni viene escluso dalla fase finale.
  • Per la scuola e i dirigenti: Rimane la sfida di conciliare il principio di inclusione con le rigide regole di gestione delle commissioni, cercando di evitare che la nomina venga negata per motivi puramente economici (come il presunto "danno all'erario").

Il prossimo passo fondamentale sarà l'armonizzazione della disciplina dell'Esame di Stato con il principio della corresponsabilità educativa. Fino a quando tale revisione non sarà completata, il docente di sostegno continuerà a operare in una zona grigia normativa, dove il riconoscimento del proprio lavoro come docente della classe non si traduce automaticamente in una piena partecipazione ai momenti decisivi del percorso scolastico dei propri studenti.

Per approfondire i dettagli tecnici sulle nomine e i compensi, è possibile consultare il Decreto interministeriale 24 maggio 2007, n. 7054 o le linee guida contenute nella Nota Ministeriale 12423 del 26/03/2024.

Nota informativa: Non sono attualmente disponibili dati quantitativi precisi sulla percentuale di docenti di sostegno esclusi dalle commissioni, né sono state verificate sentenze قضائية specifiche che sanciscano il diritto alla nomina automatica nel secondo ciclo.

FAQs
Il paradosso della contitolarità: il ruolo del docente di sostegno negli Esami di Stato del secondo ciclo

Il docente di sostegno è considerato membro di diritto della commissione per la Maturità?+

No, a differenza del primo ciclo scolastico, nel secondo ciclo la presenza del docente di sostegno non è un diritto automatico ma una facoltà discrezionale della commissione. La nomina deve essere decisa dal presidente della commissione su proposta del Consiglio di classe, il che può portare a una loro esclusione dalla valutazione dei candidati.

Quali sono le implicazioni pratiche dell'esclusione del docente di sostegno durante l'Esame di Stato?+

L'esclusione può comportare la mancanza di supporto specifico per lo studente con disabilità durante le prove scritte e il colloquio orale. Inoltre, i docenti di sostegno possono essere privati del diritto di parola sulla storia formativa degli studenti, venendo percepiti come "ospiti" anziché come membri della commissione.

Esistono norme specifiche che regolano i compensi e le nomine dei docenti di sostegno per gli esami?+

Il Decreto interministeriale n. 7054 del 2007 stabilisce un compenso fisso di € 171, non soggetto a tassazione e nonizzante per proroghe contrattuali. Recentemente, la Nota Ministeriale n. 12423 del 2024 specifica che tali docenti sono esonerati dalla domanda di nomina come commissari esterni se hanno seguito candidati con disabilità nella sessione d'esame.

Perché esiste una discrepanza tra il ruolo scolastico e quello durante l'esame di Stato?+

Sebbene la legge riconosca la "contitolarità" della classe durante l'anno scolastico, la normativa sugli esami sembra "affievolire" tale appartenenza nel secondo ciclo. Questa contraddizione crea una disparità di trattamento rispetto ai docenti di materia e alimenta la percezione del docente di sostegno come un professionista di serie B.

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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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