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ITS (Istituti Tecnici Superiori): il 1% di giovani in Italia, il 29% in Francia. Perché?

Statua Karadeniz Teknik Üniversitesi: simbolo di istruzione tecnica superiore, confronto Italia Francia ITS
Fonte immagine: Foto di İsmail Altın su Pexels

Scopriamo le ragioni di questa disparità tra Italia e Francia riguardo alla diffusione degli ITS, analizzando fattori culturali, economici e strutturali. L'Università Cattolica propone una riflessione su come migliorare l'integrazione di questi percorsi nel sistema formativo nazionale.

La situazione degli ITS in Italia e in Europa

Questa disparità tra l'Italia e gli altri paesi europei, come la Francia, può essere attribuita a diversi fattori. Innanzitutto, il riconoscimento e la visibilità degli ITS nel sistema educativo italiano sono ancora limitati. Molti giovani e famiglie tendono a preferire i percorsi universitari tradizionali, percependo gli ITS come un'opzione meno valida o meno prestigiosa. Inoltre, le politiche di promozione e finanziamento degli ITS in Italia sono state meno strutturate e meno diffuse rispetto a quelle adottate in Francia, dove il sistema di formazione professionale è più integrato e supportato dall'intervento pubblico. Un altro elemento da considerare riguarda l'approccio culturale e lavorativo: in Francia, c’è una maggiore consapevolezza dell’importanza delle competenze tecniche specializzate e di un percorso di formazione più diretto all’ingresso nel mondo del lavoro. L'Università Cattolica evidenzia anche come in Italia si tenda a privilegiare l'istruzione universitaria generalista, spesso a discapito delle specializzazioni tecniche che invece trovano maggiore valorizzazione in Francia. Infine, la cooperazione tra imprese e istituti tecnici in Francia è più forte, facilitando tirocini e inserimento professionale immediato per i diplomati ITS, una strategia ancora in fase di sviluppo nel nostro paese. Questi elementi spiegano, in parte, perché in Italia si raggiunge una percentuale così bassa di giovani con titolo ITS, mentre in Francia questa rappresenta una via riconosciuta e consolidata per l’ingresso nel mercato del lavoro.

Perché in alcune nazioni i diplomi tecnici sono più diffusi?

Secondo l’Università Cattolica, inoltre, le differenze nella diffusione dei diplomi tecnici tra diverse nazioni sono influenzate anche dalla percezione sociale e dal valore attribuito a tali titoli. In paesi come la Francia, l’istruzione tecnica è vista non come un percorso secondario, ma come una valida alternativa all’università, spesso con percorsi riconosciuti e molto strutturati, come gli Istituti Tecnici Superiori (ITS). Questi istituti sono considerati una risposta alle esigenze del mercato del lavoro, offrendo formazione altamente specializzata e professionalizzante. In Italia, invece, l’orientamento culturale tende a privilegiare l’università, ritenuta più prestigiosa e di più alto valore sociale, anche se questa visione sta lentamente evolvendosi. La scarsità di investimenti e di politiche di promozione degli ITS contribuisce inoltre a limitare la diffusione di questi titoli tra i giovani italiani. Infine, la collaborazione tra mondo accademico, imprese e istituzioni gioca un ruolo cruciale: nei paesi in cui questa collaborazione è più forte e strutturata, come in Francia, i diplomi tecnici risultano più diffusi e riconosciuti, creando un sistema più equilibrato tra formazione teorica e pratica.

Quali sono i motivi principali della scarsa diffusione degli ITS in Italia?

Secondo l’Università Cattolica, un ulteriore elemento che contribuisce alla scarsa diffusione degli ITS in Italia riguarda la tradizione formativa e il sistema di riconoscimento professionale. In Italia, il sistema educativo e il mondo del lavoro sono ancora fortemente orientati verso i percorsi universitari tradizionali, che sono percepiti come la via più valida e sicura per garantirsi un impiego stabile e ben remunerato. Di conseguenza, molti giovani e le loro famiglie preferiscono intraprendere un percorso universitario, considerandolo più prestigioso rispetto agli Istituti Tecnici Superiori. Inoltre, la mancanza di una forte comunicazione e promozione degli ITS limita la consapevolezza delle potenzialità offerte da questi percorsi. A differenza di altri paesi come la Francia, dove il sistema formativo è più integrato con il mercato del lavoro e i percorsi post-secondari sono più riconosciuti e valorizzati, in Italia non esiste ancora una cultura diffusa che valorizzi le competenze pratiche e tecniche offerte dagli ITS. Questo contribuisce alla loro difficile diffusione, anche perché spesso il sistema di orientamento scolastico e professionale non mette in evidenza queste alternative, favorendo quindi un'ampia preferenza per le lauree universitarie rispetto ai percorsi tecnici-specialistici.

L’importanza di migliorare la visibilità e l’offerta

Un’altra strategia importante consiste nel migliorare la visibilità degli ITS attraverso campagne di informazione mirate e una comunicazione chiara dei benefici che questi percorsi offrono ai giovani e al tessuto economico del paese. È fondamentale anche ampliare e diversificare l’offerta formativa, rispondendo meglio alle esigenze del mercato del lavoro e alle richieste delle imprese. La collaborazione tra istituzioni, imprese e studenti può favorire l’adattamento dei programmi alle competenze richieste, rendendo i percorsi ITS più attrattivi e riconosciuti sia a livello nazionale che internazionale. L’obiettivo è aumentare la percentuale di giovani che sceglie di intraprendere questo percorso formativo, superando la limitata attuale del 1%, paragonata al 29% in Francia, come evidenziato dall’Università Cattolica. Solo attraverso una strategia integrata di promozione, collaborazione e innovazione sarà possibile diffondere maggiormente gli ITS, contribuendo a formare professionisti altamente qualificati e pronti a inserirsi nel mercato del lavoro.

Quali interventi per rafforzare il sistema ITS?

Per rafforzare il sistema ITS e aumentare la sua attrattiva tra i giovani, è essenziale implementare interventi mirati che coinvolgano diverse forze del settore dell'istruzione e dell'industria. Prima di tutto, è necessario aumentare le risorse finanziarie dedicate, creando condizioni più favorevoli per lo sviluppo di programmi innovativi e di alta qualità. La diffusione capillare di percorsi formativi ITS, anche attraverso collaborazioni con aziende e enti locali, può favorire un'integrazione più efficace con il mondo del lavoro, offrendo opportunità concrete di inserimento professionale. Inoltre, politiche di comunicazione efficaci e campagne di sensibilizzazione sono fondamentali per migliorare la percezione di questa formazione tra i giovani e le famiglie, superando pregiudizi o disinformazione. È importante anche prevedere aggiornamenti curricolari costanti e interventi di formazione per docenti e tutor, affinché siano pronti a rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro in rapido cambiamento. Solo con un insieme di strategie coordinate sarà possibile colmare il gap rispetto ad altri paesi europei, valorizzando appieno il potenziale degli ITS come strumenti fondamentali di formazione tecnica e professionale.

FAQs
ITS (Istituti Tecnici Superiori): il 1% di giovani in Italia, il 29% in Francia. Perché?

Perché solo l'1% dei giovani in Italia ottiene un titolo ITS mentre in Francia è il 29%? +

L'Università Cattolica attribuisce questa disparità a fattori culturali, economici e strutturali, come il riconoscimento limitato degli ITS in Italia e una percezione sociale più favorevole verso il percorso universitario in Francia.

Quali sono le principali differenze tra il sistema di formazione in Italia e in Francia? +

In Francia, il sistema è più integrato e supportato dalla pubblica amministrazione, con una forte collaborazione tra imprese e istituti tecnici, mentre in Italia manca ancora di una promozione e riconoscimento sistematico degli ITS.

Qual è la percezione sociale degli ITS in Italia rispetto alla Francia? +

In Italia, gli ITS sono ancora percepiti come un percorso secondario o meno prestigioso rispetto all’università, mentre in Francia sono considerati valide alternative altamente riconosciute dal mercato del lavoro.

Quali sono i principali ostacoli alla diffusione degli ITS in Italia? +

La scarsa promozione, la percezione di minor prestigio e la limitata collaborazione tra imprese e istituti tecnici sono tra i principali ostacoli che limitano la diffusione degli ITS in Italia.

Come può migliorare l’Italia la visibilità e la valorizzazione degli ITS? +

Attraverso campagne di comunicazione mirate, collaborazione con le imprese e aggiornamenti curriculari, l’Italia può aumentare l’attrattiva e il riconoscimento degli ITS tra i giovani e le loro famiglie.

Quali interventi sono necessari per rafforzare il sistema ITS in Italia? +

Aumentare le risorse finanziarie, promuovere la collaborazione tra imprese e istituzioni, e aggiornare costantemente i programmi formativi sono interventi fondamentali per rafforzare gli ITS italiani.

Perché la percezione degli ITS in Francia è più positiva rispetto all’Italia? +

In Francia, l’istruzione tecnica gode di un’immagine più positiva grazie a una lunga tradizione di collaborazioni tra sistema educativo e mercato del lavoro, oltre a politiche di forte supporto pubblico.

Come può l’Italia cambiare la percezione degli ITS tra i giovani e le famiglie? +

Attraverso campagne di sensibilizzazione, testimonianze di successo e rafforzamento della collaborazione con le imprese, l’Italia può migliorare la percezione e la valorizzazione degli ITS.

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