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Maturità 2026, il falso mito dell’alternanza Greco-Latino: ecco tutti i precedenti storici che smentiscono la ‘regola’ — approfondimento e guida

Paesaggio montano avvolto nella nebbia, metafora delle incertezze sul futuro dell'esame di Maturità 2026 e l'alternanza Greco-Latino.
Fonte immagine: Foto di Julieta Camila Tosto su Pexels

Nel 2026, la seconda prova del liceo classico si concentrerà sul Latino, interrompendo la sequenza di alternanza prevista fino al 2025, secondo il Ministro Valditara. Tuttavia, analizzando la storia degli ultimi decenni, emerge come questa alternanza tra Greco e Latino sia stata spesso soggetta a eccezioni e variazioni, smentendo l’idea di una regola ferrea e immutabile. Questa analisi storica evidenzia come la scelta delle materie e degli autori possa essere influenzata da molteplici fattori, tra cui decisioni politiche e pratiche didattiche occasionali.

Perché l’alternanza tra Greco e Latino non è una regola fissa

Il mito che l’alternanza tra Greco e Latino debba essere obbligatoria ogni anno o secondo una regola fissa non trova conferma nella storia delle prove di maturità. Anzi, numerosi documenti e precedenti storici dimostrano come questa alternanza, spesso considerata un dogma, in realtà sia stata spesso infranta o adattata a seconda delle circostanze e delle preferenze delle culture scolastiche e delle commissioni esaminatrici. Nel corso degli anni, numerose classi e istituzioni hanno sperimentato approcci diversi, concedendo maggiore spazio a una materia rispetto all’altra o addirittura privilegiando l’una rispetto all’altra in base alla strategia pedagogica o alle specifiche competenze degli studenti. Questa flessibilità ha permesso di offrire ai maturandi un percorso più personalizzato e meno rigido, andando oltre il mito dell’alternanza perfetta. Per gli studenti che si chiedono quale possa essere il miglior approccio per la maturità 2026, è fondamentale comprendere che non esiste una regola universale e che la scelta della sequenza delle materie deve essere fatta in funzione delle proprie inclinazioni e delle proprie strategie di studio. La storia testimonia infatti molte eccezioni alla presunta regola, evidenziando come la realtà sia più articolata e meno dogmatica di quanto si possa pensare in merito all’alternanza tra Greco e Latino nel percorso delle scuole superiori e nelle prove di maturità.

Il decennio degli anni Novanta: molteplici variazioni

Questi esempi dimostrano che l'alternanza tra Greco e Latino durante gli anni Novanta non seguitava regole fisse e si adattava alle scelte delle singole commissioni d'esame, mettendo in discussione il mito di una ‘regola’ rigida tra le due discipine. Questo andamento discontinuo si inserisce in un quadro più ampio, che riguarda anche preparazioni e programmi di studio, contribuendo a creare una percezione più articolata della maturità 2026. Nonostante il linguaggio formale e le prove ufficiali siano rimasti tradizionalmente legati a un certo canone, la storia recente evidenzia come le scelte siano state spesso influenzate da fattori contingenti, come le competenze dei docenti o la disponibilità di testi pertinenti. La cosiddetta ‘regola’ Greco-Latino, quindi, non può essere considerata come un dogma, ma piuttosto come una tendenza variabile nel tempo, che ha subito molteplici modificazioni nel corso degli anni Novanta. Questa realtà storica offre spunti di riflessione sulla flessibilità e l’evoluzione delle modalità di esame, aspetti cruciali per comprendere appieno le dinamiche della maturità 2026 e superare il falso mito dell’alternanza rigida tra Greco e Latino.

Il nuovo millennio e le scelte delle materie

Questa crescita di interesse per il Latino durante il nuovo millennio riflette una tendenza consolidata che va oltre le semplici preferenze didattiche, rispecchiando anche una maggiore attenzione alle radici culturali e storiche della civiltà occidentale. La scelta di testi tratti da autori come Seneca e Tacito dimostra l'importanza attribuita a opere che affrontano tematiche filosofiche e storiche di grande rilevanza, favorendo un approfondimento più critico e articolato. La tendenza emerge chiaramente anche nella composizione delle prove di Maturità 2026, dove si nota una certa stabilità nella presenza di testi latini, spesso scelti per valutare capacità di analisi e comprensione del testo, oltre che competenze linguistiche e culturali. Tuttavia, questa preferenza non deve essere interpretata come una vera e propria ‘regola’ immutabile, bensì come un trend che si è consolidato nel tempo e che potrebbe essere influenzato da vari fattori, tra cui le scelte dei programmi scolastici e le strategie di preparazione degli studenti. La convinzione generalmente diffusa del millennio che l'alternanza tra Greco e Latino costituisca una regola ferrea per la maturità è, dunque, un falso mito, poiché i dati storici e recenti suggeriscono una maggiore flessibilità e variabilità nelle scelte, smentendo ogni ipotesi di un’abbinata rigida e obbligatoria.

Il caso della prova mista del 2019

La prova mista del 2019 rappresenta un episodio significativo nel percorso di evoluzione della maturità in Italia. Questa prova prevedeva l'integrazione di due elementi fondamentali del percorso di studi classici, con l'intento di consolidare le competenze multidisciplinari degli studenti e favorire un approccio più globale alla conoscenza delle lingue antiche. Sebbene l'obiettivo fosse nobile, diverse difficoltà pratiche e valutative si sono rivelate insormontabili, rendendo difficile la correzione e l'interpretazione dei risultati. La sperimentazione ha così evidenziato come la tradizionale separazione tra le due lingue potesse risultare più efficace, contribuendo a sfatare il falso mito dell’alternanza Greco-Latino come regola fissa, e sottolineando l'importanza di un metodo più strutturato e meno rischioso per preparare gli studenti alle future prove di maturità. Questa esperienza ha quindi fornito un’importante base di riflessione per eventuali future innovazioni nel sistema d'esame, sottolineando che non sempre le innovazioni vanno applicate senza adeguate verifiche di efficacia e praticabilità durante le operazioni di trasformazione del percorso scolastico.

Autori e preferenze ministeriali

Analizzando le scelte degli ultimi anni, si evidenziano alcune tendenze:

  • Latino: Seneca appare come l’autore più frequente, presente in cinque occasioni tra il 2003 e il 2023. Cicerone è un’altra scelta molto comune, spesso protagonista delle tracce.
  • Greco: tra i più citati troviamo Platone (nel 2004, 2010, 2024) e Aristotele (nel 2012 e 2018). Luciano di Samosata emerge spesso nelle prove di transizione o di rottura, come nel 1990 o nel 1999.

Conclusioni

La storia delle prove di maturità del liceo classico dimostra come l’alternanza tra Greco e Latino sia più una prassi flessibile che una regola ferrea. I vari esempi degli ultimi decenni confermano come le scelte siano spesso motivate da strategie didattiche o contingenze politiche, smontando così il mito di un’alternanza obbligatoria e invariabile.

FAQs
Maturità 2026, il falso mito dell’alternanza Greco-Latino: ecco tutti i precedenti storici che smentiscono la ‘regola’ — approfondimento e guida

È davvero una regola obbligatoria l’alternanza tra Greco e Latino negli ultimi decenni? +

No, la storia dimostra numerose eccezioni e variazioni, soprattutto negli anni Novanta e nel nuovo millennio, che hanno evidenziato una mancanza di regole fisse.

Quali esempi storici smentiscono la presunta regola tra Greco e Latino? +

Negli anni Novanta, le commissioni d'esame adottavano approcci diversi, senza seguire un criterio rigido di alternanza, e anche durante il primo decennio del 2000 si sono registrate variazioni significative.

Come si è evoluta la scelta delle materie nel nuovo millennio? +

L’interesse per il Latino è cresciuto grazie a preferenze didattiche volte a valorizzare le radici culturali, senza seguire una regola rigida, ma più come una tendenza consolidata.

Qual è stato il ruolo della prova mista del 2019? +

La prova mista ha mostrato difficoltà pratiche e valutative, rafforzando l’idea che separar le due lingue potrebbe essere più efficace, sfatando così il mito dell’alternanza obbligatoria.

Quali autori sono più frequentemente scelti nella prova di Latino? +

Seneca e Cicerone sono tra gli autori più citati, con Seneca presente in cinque occasioni tra il 2003 e il 2023.

Perché la scelta di testi come Seneca e Tacito riflette un trend più che una regola? +

Perché la selezione di questi autori risponde a un interesse storico e culturale, più che a una regola imposta, dimostrando la flessibilità nel percorso di preparazione.

Quali fattori hanno influenzato le scelte delle materie e degli autori negli ultimi decenni? +

Le decisioni politiche, le strategie didattiche, la disponibilità di testi e le competenze dei docenti sono stati alcuni dei principali fattori di influenza.

In che modo la storia dimostra la variabilità delle scelte didattiche per la maturità? +

La presenza di approcci diversi nel tempo, soprattutto negli anni Novanta, evidenzia come la scelta delle materie si sia adattata a esigenze contingenti, contrariamente a un’idea di regola fissa.

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