Con la Maturità 2026 vi è chiesto di rendere l’esame realmente accessibile agli studenti con disabilità e DSA, traducendo nel giorno delle prove ciò che è scritto in PEI e PDP. Vi aiutiamo a capire quando servono prove differenziate, quali strumenti compensativi possono essere usati e quando il titolo finale diventa attestato di credito formativo. Così lavorate con commissioni e segreteria in modo coerente, tutelando voi e l’alunno su valutazione e privacy.
Tabella operativa: misure per disabilità, DSA e BES e cosa succede al titolo finale
| Categoria | Documento di riferimento | Adattamenti possibili in sede d’esame | Titolo finale (in sintesi) |
|---|---|---|---|
| Disabilità | PEI |
Prove equipollenti o non equipollenti (decide la commissione sulla base del PEI).
Tempi più lunghi. Assistenza (docente di sostegno o esperti che hanno seguito lo studente). Formati accessibili: Braille, formati alternativi (audio o testo), supporti per ipovedenti. |
Se le prove sono equipollenti → diploma, senza indicazioni sulla modalità di svolgimento.
Se il percorso non è equipollente o lo studente non partecipa a tutte le prove → attestato di credito formativo. |
| DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) | PDP |
Strumenti compensativi (esempio: calcolatrice, sintesi vocale, dispositivi per ascolto di testi in formato mp3).
Tempi più lunghi per le prove scritte. Supporto alla lettura: un membro della commissione può leggere i testi per facilitare la comprensione. Lingue straniere: se previsto dal PDP, possibile prova orale sostitutiva; con esonero totale → attestato (vedi a destra). |
In generale → diploma senza riferimenti agli strumenti compensativi usati.
Se c’è esonero totale dall’insegnamento delle lingue → attestato di credito formativo anziché diploma. |
| BES (Bisogni Educativi Speciali) | Individuazione del consiglio di classe |
Strumenti compensativi già adottati nel corso dell’anno.
Nessuna misura dispensativa. Gli strumenti devono essere funzionali allo svolgimento delle prove scritte senza pregiudicarne la validità. |
Al superamento dell’esame → diploma di maturità regolare. |
Impatto Quotidiano: questa mappa vi evita due errori frequenti: impostare prove “diverse” senza aggancio a PEI/PDP e comunicare in modo improprio dettagli su prove non equipollenti o adattamenti. Con la tabella avete subito il filo logico su misure e titolo finale.
Ambito di applicazione: quando PEI, PDP e BES diventano regole d’esame
Le tutele valgono per l’Esame di Stato 2025/2026, indicato come Maturità 2026. I candidati con disabilità seguono il PEI e la commissione gestisce la dimensione dell’equipollenza. Per i DSA opera il PDP con tempi e strumenti compensativi. Per i BES, formalmente individuati, si mantengono prove regolari senza dispensazioni, usando strumenti già sperimentati nel percorso.
La procedura in 6 step per far funzionare le tutele nella Maturità 2026
Per far “incastrare” inclusione e regole d’esame, puntate su sei controlli pratici. Così la commissione lavora con coerenza, la valutazione resta ancorata a PEI o PDP e non si creano attriti su tempi, strumenti e documentazione.
- Verifica PEI e PDP: controlla che i bisogni e le misure (tempi, supporti, strumenti) siano definiti in modo chiaro e coerente con quanto svolto durante l’anno.
- Decidi l’equipollenza: per la disabilità, orienta la commissione su quando le prove sono equipollenti e quando no, perché da lì dipende diploma vs attestato di credito formativo.
- Organizza tempi e supporti: pianifica durata delle prove, accessibilità (ad esempio Braille o formati alternativi per la lettura) e presenza di docente di sostegno o esperti indicati nel percorso.
- Predisponi strumenti compensativi: per i DSA prepara e rendi fruibili gli strumenti previsti dal PDP (come sintesi vocale e dispositivi per ascolto mp3) e per i BES usa esclusivamente strumenti già adottati nel corso dell’anno.
- Gestisci lettura e lingue: se previsto dal PDP, assegna un membro della commissione per la lettura dei testi scritti; valuta l’eventuale prova orale sostitutiva di lingua straniera e, in caso di esonero totale, ricorda che scatta l’attestato anziché il diploma.
- Allinea griglie e privacy: adatta le griglie ministeriali ai percorsi personalizzati (PEI/PDP); soprattutto, limita ogni riferimento a prove non equipollenti o differenziate alla sola attestazione, evitando che compaiano nei tabelloni pubblici.
Il punto operativo è semplice: tutele non improvvisate. Se PEI/PDP e strumenti vengono preparati prima, durante l’esame non si perdono minuti per verifiche tecniche e la commissione mantiene una linea valutativa coerente.
Seguendo questi step evitate contestazioni, riducete il rischio di errori formali su equipollenza e privacy e sostenete l’obiettivo dell’esame: dare a ogni studente la possibilità di dimostrare ciò che ha costruito nel percorso, con criteri rispettosi e verificabili.
Orizzonte Insegnanti resta al vostro fianco per tradurre le indicazioni normative in scelte concrete: quelle che rendono la scuola più equa, per davvero.
CTA: raccontate nei commenti come avete gestito in commissione strumenti compensativi, tempi e accessibilità; se l’articolo vi è utile, condividetelo con i colleghi e salvatelo per la prossima riunione.
FAQs
Maturità 2026 inclusiva: prove differenziate e strumenti compensativi, come gestire PEI e PDP
Per la Maturità 2026, i bisogni guidati da PEI (disabilità) e PDP (DSA) orientano le prove: equipollenti o non equipollenti decidono la modalità d’esame. In caso di equipollenza viene rilasciato il diploma; se non equipollente o lo studente non partecipa a tutte le prove, è previsto l’attestato di credito formativo. La privacy va tutelata.
DSA: strumenti come sintesi vocale, lettore, dispositivi per ascolto di testi (mp3) e tempi più lunghi. BES: strumenti già adottati nel corso dell’anno; nessuna dispensativa.
La decisione dipende dal PEI: se le prove sono equipollenti si ottiene il diploma; se non sono equipollenti o se lo studente non partecipa a tutte le prove, l’esito è attestato di credito formativo. In caso di esonero totale dall’insegnamento delle lingue, l'attestato di credito formativo sostituisce il diploma.
Verifica PEI e PDP e organizza tempi, supporti e strumenti coerenti con l’anno. Predisponi strumenti compensativi previsti dal PDP e, se previsto, la lettura dei testi da parte di un membro della commissione. Allinea le griglie ministeriali ai percorsi personalizzati e limita riferimenti a prove non equipollenti ai soli elementi di attestazione, evitando che compaiano nei tabelloni pubblici.