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Valditara: “La Nuova Maturità È Più Seria, Non Più Facile”

Uomo legge il New York Times in bianco e nero, riflettendo sulla serietà della nuova maturità secondo Valditara. Focus sull'istruzione e l'informazione.
Fonte immagine: Foto di mali maeder su Pexels

Il Ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, ha recentemente chiarito come le modifiche alla Maturità 2026 migliorino la serietà dell'esame, eliminando collegamenti interdisciplinari forzati e rendendo le prove più rigorose. La riforma mira a valorizzare le competenze e l'impegno degli studenti, rispondendo alle percezioni critiche e alle criticità del passato, con un focus più equo e serio nella valutazione finale.

  • Il discorso di Valditara sottolinea un cambio di approccio verso l'esame di Stato.
  • La nuova Maturità promuove una valutazione più rigorosa e meno artificiale.
  • Rispondere alle critiche sul livello di difficoltà e sulla coerenza delle prove.
  • Integrazione di criteri più severi e più attenzione alle competenze trasversali.

La Nuova Maturità: Come Cambiano le Regole e le Prove

Il ministro Giuseppe Valditara ha affermato che la Maturità non si è semplificata, ma si è resa più impegnativa e seria. La riforma, che entrerà in vigore nel 2026, rappresenta un passo deciso verso una valutazione più completa e rigorosa delle competenze acquisite dagli studenti. La normativa di riferimento, modificata dai decreti-legge 127/2025 e 164/2025, stabilisce una struttura più articolata e impegnativa delle prove d'esame, con particolare attenzione alla preparazione delle materie e alle capacità di collegamento tra conoscenze.

Uno degli aspetti principali della nuova Maturità riguarda il ripensamento delle prove scritte e orali, che saranno più focus sulla capacità di analisi e di sintesi. Non più semplici memorizzazioni, ma verifiche che richiederanno agli studenti di applicare le conoscenze in contesti complessi e multidisciplinari. La prova finale, inoltre, sarà caratterizzata da un colloquio che prenderà in considerazione anche il percorso scolastico, le esperienze maturate e le competenze trasversali acquisite nel corso degli anni.

Un cambiamento rilevante riguarda anche la riduzione della "terza prova" multidisciplinare, che sarà sostituita da un percorso di approfondimento e di presentazione di un progetto o di un lavoro di ricerca, scelto dagli studenti in accordo con i propri insegnanti. Questo metodo mira a valorizzare le capacità di ricerca, di organizzazione e di comunicazione, aspetti fondamentali nel mondo del lavoro e nelle sfide della società moderna.

Tutti questi interventi puntano a rendere la valutazione più oggettiva e significativa per i giovani, evitando collegamenti forzati e assurdi che, in passato, potevano complicare eccessivamente l’esame. Valditara sottolinea che questa riforma non significa un allentamento delle aspettative, ma un miglioramento complessivo che valorizza le competenze trasversali, l’autonomia di pensiero e la capacità di collegare le conoscenze in modo coerente e strategico.

Come funziona l'esame e le prove previste

Come sottolineato dal Ministro Valditara, “La Maturità non è più facile, è più seria. Prima collegamenti interdisciplinari forzati e assurdi, ora si cambia”, segnando un’importante svolta nel modo di valutare gli studenti. La nuova formula dell’esame mira a riflettere in modo più autentico le competenze acquisite durante il percorso scolastico, riducendo le prove manipolative e favorendo un approccio più realistico e articolato. Le prove previste sono state studiate per offrire un quadro completo delle competenze degli studenti, sia dal punto di vista della comprensione, sia di capacità di analisi e di collegamento tra diverse discipline. La prima fase, l’esame orale, rappresenta un momento cruciale per esprimere le proprie competenze comunicative e di approfondimento, mentre le prove scritte e le eventuali prove orali successive consentiranno di valutare le conoscenze nel dettaglio. La revisione delle modalità di valutazione intende anche promuovere un rapporto più sereno e meno ansiogeno con l’esame finale, puntando sulla qualità dell’apprendimento piuttosto che sulla mera memorizzazione. In linea con la testimonianza di Valditara, l’obiettivo è garantire una maturità più seria e rappresentativa delle capacità reali degli studenti, preparando meglio i giovani alle sfide del mondo contemporaneo.

Requisiti delle commissioni e modalità di valutazione

Il processo di valutazione durante l'esame di maturità sarà rigoroso e completo, con l'obiettivo di riflettere una preparazione reale e approfondita degli studenti. La composizione delle commissioni d'esame sarà attentamente strutturata, prevedendo la presenza di membri interni provenienti dalla scuola stessa che hanno seguito il percorso dello studente e membri esterni, provenienti da altre istituzioni scolastiche o enti di formazione, per assicurare un giudizio imparziale e qualificato. Il presidente della commissione sarà sempre esterno, incaricato di garantire l'equità e di supervisionare l'intero procedimento di valutazione.

La modalità di valutazione si focalizzerà su criteri più articolati rispetto al passato, privilegiando non solo gli esiti delle prove scritte, ma anche la capacità dello studente di sostenere un colloquio orale articolato e consapevole. Durante questa prova, sarà fondamentale verificare non solo le conoscenze specifiche, ma anche le competenze trasversali, come il pensiero critico, la capacità di collegare discipline diverse, e le abilità comunicative. Un aspetto centrale sarà la capacità degli studenti di dimostrare collegamenti interdisciplinari maturati nel corso degli studi, rendendo così evidente il percorso di apprendimento complessivo. Particolare attenzione sarà inoltre catalizzata sulle esperienze pratiche, come le attività di PCTO, che testimoniano l'applicazione concreta delle competenze acquisite. In questo modo, si rafforza l'idea che la maturità non è più una semplice verifica di conoscenze teoriche, ma una valutazione complessiva del bagaglio culturale, personale e professionale dello studente, in linea con le parole del Ministro Valditara che sottolineano come ‘la Maturità non sia più facile, ma più seria’, puntando su un processo di valutazione più autentico e impegnativo.

Caratteristiche del colloquio orale

Il colloquio orale rappresenta un momento cruciale nel percorso di verifica finale delle competenze acquisite dagli studenti. La sua struttura è stata recentemente rivista per renderlo più equo e significativo, eliminando collegamenti interdisciplinari forzati e spesso assurdi, come affermato dal ministro Valditara. Ora, si concentra maggiormente sulla capacità dello studente di analizzare e argomentare in modo critico e personale, dimostrando una comprensione approfondita delle discipline affrontate. La discussione deve essere sostenuta da un approccio maturo e responsabile, che evidenzi l’impegno e la capacità di integrare le conoscenze in modo coeso. Inoltre, l’elaborato su cittadinanza attiva e solidale, che lo studente deve preparare, permette di valutare anche il suo grado di sensibilità sociale e il senso di responsabilità civica. Questo nuovo approccio mira a valorizzare le competenze trasversali e a rendere la prova più aderente alle reali capacità della studentessa e dello studente.

Il ruolo delle competenze trasversali e il valore del credito scolastico

Le competenze acquisite durante l'anno, incluse quelle dell’Educazione civica e le attività di PCTO, avranno un ruolo centrale nel voto finale. La nuova stesura dell'esame punta a valorizzare l’impegno personale e l’applicazione delle conoscenze in contesti pratici, smentendo l’immagine di un esame semplificato. La responsabilità e il metodo di studio saranno parole chiave per una valutazione più rigorosa e coerente con le capacità degli studenti.

FAQs
Valditara: “La Nuova Maturità È Più Seria, Non Più Facile”

Perché Valditara afferma che la Maturità non è più facile, ma più seria? +

Valditara sostiene che la riforma rende l'esame più impegnativo e attendibile, riducendo collegamenti forzati e valorizzando le competenze reali degli studenti.

In cosa consiste il cambiamento rispetto ai collegamenti interdisciplinari? +

Il precedente sistema prevedeva collegamenti forzati e spesso assurdi tra materie, ora si preferisce un collegamento più naturale e coerente, basato sulla capacità di analisi e sintesi.

Quali sono le principali novità delle prove d'esame nel 2026? +

Le prove saranno più articolate, con un focus sulla capacità di analizzare, collegare conoscenze e presentare un progetto di approfondimento, riducendo la "terza prova" multidisciplinare.

Come si valuta il colloquio orale secondo la nuova riforma? +

Il colloquio mira a verificare analisi critica, capacità di argomentare, e la comprensione delle discipline, valorizzando le competenze trasversali e il senso civico.

Qual è il ruolo delle competenze trasversali nella valutazione finale? +

Le competenze trasversali, come autonomia, capacità di collegamento e esperienza di PCTO, avranno un ruolo centrale nel punteggio finale, valorizzando l'impegno pratico degli studenti.

Come influisce la nuova normativa sulla preparazione degli studenti? +

La normativa incentiva un approccio più approfondito, pratico e multidisciplinare, puntando sulla verifica reale delle competenze e sulla autonomia di pensiero.

In che modo la riforma mira a ridurre l'ansia degli studenti? +

Favorisce un metodo di valutazione più realistico e meno manipolativo, concentrandosi sulla qualità dell'apprendimento e sulla capacità di applicare le conoscenze, riducendo stress e ansia.

Qual è il significato dell'affermazione di Valditara: “prima collegamenti assurdi, ora si cambia”? +

Significa che la modalità di collegamenti interdisciplinari è stata rivista per essere più sensata e funzionale, favorendo una verifica più autentica e comprensiva delle competenze.

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