Minori a rischio mafia: la scuola entra in modo più strutturato nel circuito di tutela. La proposta C. 2696, depositata nel novembre 2025, prevede che i dirigenti scolastici possano segnalare soggetti a rischio alle autorità giudiziarie minorili. L’obiettivo è prevenire e proteggere, mantenendo la continuità educativa e favorendo il reinserimento scolastico anche dopo eventuali allontanamenti. Se ne discute in Parlamento.
Minori a rischio mafia e scuola: i punti operativi della proposta C. 2696
- Proposta di legge C. 2696 depositata nel novembre 2025 alla Camera dei Deputati.
- Dirigenti scolastici abilitati a svolgere una segnalazione dei dirigenti scolastici di soggetti a rischio.
- Obiettivo attivare misure dentro la filiera della giustizia minorile, con raccordo tra procure, servizi sociali e istituzioni.
- Protezione dei minori con la possibilità di allontanamento da contesti familiari inseriti in circuiti mafiosi.
- Nei casi gravi valutazioni su limitazione o decadenza della responsabilità genitoriale, decise dall’autorità competente.
- Continuità formativa per garantire istruzione e percorsi anche durante trasferimenti in ambienti protetti.
- Recupero educativo tramite reinserimento scolastico, con supporto psicologico e accompagnamento pedagogico.
- Impostazione ispirata a esperienze come il protocollo “Liberi di scegliere”, con approccio coordinato e multidisciplinare.
Confini operativi: cosa aspettarsi e cosa no
Il testo è in esame e non è ancora applicabile in modo automatico. La scuola non decide l’allontanamento, ma cura la tutela del percorso e l’attivazione formale verso le autorità. In questa guida, l’attenzione è su procedure interne, documentazione e coordinamento.
Come operare: segnalazione formale e reinserimento scolastico
Quando emergono elementi compatibili con Minori a rischio mafia, la proposta rafforza un passaggio verso la giustizia minorile. Anche in attesa di eventuali passaggi normativi, conviene avere una procedura interna pronta: riduce errori, velocizza l’azione e tutela il minore senza trasformare la scuola in un’indagine.
- Raccogli fatti verificabili annota episodi, date, comportamenti osservati, cambiamenti improvvisi. Usa descrizioni oggettive e comprensibili. Evita etichette e “voci”.
- Attiva il team interno coinvolgi figure chiave (referente inclusione, coordinatore didattico, eventuale supporto psicopedagogico). Concorda chi gestisce la raccolta e chi redige la comunicazione.
- Valuta il rischio in modo prudente chiediti se la situazione supera la gestione educativa ordinaria. Considera vulnerabilità, isolamento, segnali di controllo esterno e impatto sul rendimento e sul benessere.
- Prepara la segnalazione dei dirigenti formalizza la comunicazione verso le autorità giudiziarie minorili tramite i canali istituzionali previsti nella tua amministrazione. Riporta solo ciò che serve: fatti, osservazioni, motivazione sintetica del rischio.
- Tutela la privacy dei dati limita la circolazione interna alle sole figure necessarie. Condividi informazioni sensibili solo con chi deve garantire continuità didattica e misure di sicurezza.
- Organizza il reinserimento scolastico se arrivano indicazioni su trasferimento o protezione, adegua rapidamente frequenza e percorso. Predisponi obiettivi minimi, supporti compensativi e un piano di rientro coerente.
- Sostieni il recupero a scuola inserisci ascolto, accompagnamento e attività di aggancio relazionale. Collega il lavoro dei docenti al supporto psicologico e al raccordo con i servizi competenti.
Dopo l’attivazione verso la rete di tutela, potrebbero arrivare richieste o indicazioni sulla gestione del percorso scolastico e sui contatti con la rete familiare/affidataria. Per evitare caos, aggiorna un documento interno “stato percorso” con frequenze, autorizzazioni, obiettivi e referente unico per le comunicazioni.
- Da fare tieni traccia degli scambi e delle decisioni organizzative: chi fa cosa, quando e con quali documenti.
- Da evitare non affrontare presunti responsabili e non esporre il minore davanti alla classe. Il coordinamento passa dai canali istituzionali.
Prossimo passo: segui C. 2696 e prepara il protocollo interno
Per capire quando la norma diventerà operativa, cerca su Camera.it la proposta C. 2696 e monitora l’iter. Intanto, formalizza un referente, una check di dati da raccogliere e un flusso interno per la segnalazione dei dirigenti scolastici e la gestione del reinserimento scolastico in caso di protezione.
FAQs
Minori a rischio mafia: cosa cambia per i dirigenti scolastici e come attivare la segnalazione
Secondo la proposta C. 2696, i dirigenti possono segnalare soggetti a rischio alle autorità giudiziarie minorili. La scuola mantiene la continuità educativa e coordina interventi di tutela in raccordo con procure, servizi sociali e istituzioni.
La scuola avvia percorsi di reinserimento educativo, con supporto psicologico e accompagnamento pedagogico, in stretta collaborazione con i servizi sociali e i familiari affidatari. L'approccio è multidisciplinare, ispirato al protocollo “Liberi di scegliere”.
La scuola non decide l’allontanamento, ma cura la tutela del percorso e attiva i canali istituzionali per la segnalazione; il ruolo è di coordinamento, non di indagine, e viene data priorità alla privacy e alla sicurezza del minore.
Segui l’iter su Camera.it per la proposta C. 2696 e, nel frattempo, formalizza un referente interno, definisci una check-list di dati da raccogliere e predisponi un flusso interno per la segnalazione alle autorità minorili e per il reinserimento.