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Mobilità territoriale e professionale del personale ATA 2026/2027 — approfondimento e guida

Auto elettrica Tesla bianca in ricarica presso stazione Kvolt, simbolo di transizione energetica e mobilità sostenibile per il personale ATA
Fonte immagine: Foto di 04iraq su Pexels

La mobilità del personale ATA (Amministrativi, Tecnici e Ausiliari) per l'anno scolastico 2026/2027 sarà regolamentata da un'ordinanza ministeriale che sarà emanata nel mese di marzo. Questo documento definirà le modalità di presentazione delle domande, i requisiti necessari e le tempistiche da seguire per il personale coinvolto. La normativa sarà pubblicata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, coinvolgendo specifiche categorie di ATA in cerca di trasferimento o cambio di ruolo.

Chi può presentare domanda di mobilità

Possono partecipare alla procedura di mobilità territoriale e professionale del personale ATA i soggetti che rispondono a determinati requisiti di contratto e ruolo, garantendo così la possibilità di richiedere trasferimenti e assegnazioni in modo equo e trasparente. In particolare, è riservata a tutto il personale ATA con contratto a tempo indeterminato che appartiene al ruolo provinciale, ovvero quello assegnato in modo permanente alla provincia di appartenenza. Questo garantisce la continuità lavorativa e la stabilità contrattuale.

Inoltre, possono presentare domanda anche i lavoratori ATA che si trovano in attesa di assegnazione definitiva della sede di titolarità, poiché questa fase prevede ainda la possibilità di richiedere spostamenti o trasferimenti. Il personale docente che si trova considerato inabile all'insegnamento, e che è transitato nei ruoli del personale ATA, può partecipare per motivi di riorganizzazione del personale.

Per quanto riguarda le classi di concorso B-33 (Tecnologia) e B-32 (Informatica), anche se provenienti dal settore docente, i soggetti transitati nei ruoli ATA hanno il diritto di partecipare alla mobilità, contribuendo così alla flessibilità della soluzione organizzativa delle scuole. Il personale ATA che ha perso la propria sede di titolarità, ad esempio a seguito di contratti temporanei su posti di livello superiore o in profili differenti, può candidarsi per cercare di ottenere una nuova assegnazione che favorisca il rinnovamento della sede di lavoro. Infine, il personale ATA assunto a part-time che ha convertito il proprio contratto in tempo pieno può presentare domanda di mobilità, al fine di trovare una sede più conveniente o più vicina alle proprie esigenze di lavoro e vita privata.

Vincolo triennale per ex Dirigenti Scolastici e DSGA

Il vincolo triennale rappresenta una restrizione importante per gli ex Dirigenti Scolastici e i DSGA che intendono partecipare alla Mobilità territoriale e professionale personale ATA per l'anno scolastico 2026/2027. Questa regola mira a garantire stabilità e continuità nel personale amministrativo e dirigente delle istituzioni scolastiche, evitando frequenti cambi di sede che potrebbero compromettere l'organizzazione e il corretto funzionamento delle scuole. Tuttavia, sono previste alcune eccezioni che consentono di superare tale vincolo. In particolare, i funzionari che hanno già effettuato un trasferimento o un'assegnazione temporanea nell’ultimo triennio, o che rientrano nelle categorie di cui agli articoli 34 e 40 del CCNI del gennaio 2025, possono comunque presentare domanda di mobilità per il 2026/2027. È fondamentale sottolineare che tali condizioni devono essere rispettate rigorosamente, in conformità con le disposizioni contrattuali vigenti e con le istruzioni fornite dall'amministrazione scolastica. Il rispetto di questa normativa è essenziale per garantire la trasparenza e l’equità delle procedure di mobilità, assicurando che le piante organiche siano riorganizzate in modo equilibrato e sostenibile.

Implicazioni del vincolo triennale

Il vincolo triennale ha importanti implicazioni sia sulla mobilità territoriale che su quella professionale del personale ATA nel periodo 2026/2027. In particolare, durante questo arco temporale, il personale è liberto di richiedere trasferimenti solo dopo aver completato almeno tre anni di servizio nella sede di assegnazione, garantendo così una stabilità che può favorire un migliore inserimento e una più efficace organizzazione scolastica. Questa limitazione mira a ridurre le frequenti rotazioni che, sebbene possano rappresentare un’opportunità di avvicinamento a nuove località, rischiano di disturbare la continuità pedagogica e amministrativa. Dal punto di vista territoriale, infatti, il vincolo determina che i trasferimenti siano più ristretti o comunque condizionati, favorendo una certa permanenza nelle aree di assegnazione per permettere ai lavoratori di consolidare la loro esperienza e contribuire stabilmente all’organizzazione scolastica. Per quanto riguarda la mobilità professionale, invece, il vincolo potrebbe influire sulla possibilità di spostarsi tra diversi ruoli o funzioni all’interno delle scuole, limitando temporaneamente le opportunità di variazione di profilo o specializzazione durante il periodo di stabilità garantito. In sostanza, questa normativa sottolinea l’importanza di un’azione di pianificazione a lungo termine, incentivando i dipendenti a consolidare le proprie posizioni nelle scuole e nelle comunità di assegnazione, e allo stesso tempo richiede una gestione attenta del sistema di mobilità per evitare eventuali ingiustizie o eccessive rigidità, assicurando così un equilibrio tra stabilità e flessibilità nel servizio del personale ATA nel biennio 2026/2027.

Mobilità territoriale

La mobilità territoriale e professionale del personale ATA rappresenta un'importante opportunità per ottimizzare le risorse umane all’interno delle istituzioni scolastiche. Essa permette al personale di richiedere trasferimenti sia tra diverse sedi all’interno della stessa area geografica, come comuni o province, sia tra aree più ampie, nel rispetto delle normative vigenti. La procedura di mobilità tiene conto di vari criteri, quali esigenze di servizio, preferenze personali, e priorità di assegnazione, garantendo equità e trasparenza. Per il ciclo 2026/2027, si prevede un’attenta pianificazione volta a soddisfare le necessità delle scuole e le aspirazioni del personale, favorendo una redistribuzione equilibrata delle risorse umane in tutto il territorio nazionale. Questa mobilità permette inoltre di migliorare le condizioni di lavoro e di contribuire allo sviluppo professionale di chi si trasferisce, stimolando anche una maggiore stabilità e efficienza nel mondo della scuola.

Attenzione alle preferenze

Nella domanda si può indicare fino a 15 preferenze, come codici di scuole o di comuni/province. È possibile anche inserire preferenze multiple per mobilità interprovinciale, migliorando le possibilità di ottenere la sede desiderata.

Mobilità professionale

Permette al personale ATA di cambiare il profilo professionale all’interno della stessa area di competenza, ai fini di un migliore impiego delle proprie competenze. Il cambio di ruolo avviene secondo le regole del CCNL 2019/2021, che riconoscono anche i titoli già conseguiti e valutati nel sistema educativo precedente.

Requisiti per il passaggio di ruolo

Per accedere alla mobilità professionale, il personale deve possedere i requisiti specifici richiesti, e le domande si possono presentare con preferenze su più sedi o profili.

Sedi e preferenze di trasferimento

Nel modulo di domanda, il personale può indicare fino a 15 preferenze, selezionando codici identici a scuole, comuni o province. La flessibilità permette di ottimizzare le possibilità di trasferimento, anche a livello interprovinciale con più preferenze geografiche.

Indicazioni pratiche per le preferenze

Si consiglia di valutare attentamente le preferenze inserite, considerando le proprie esigenze e le disponibilità di posti nelle diverse sedi.

Procedura e tempistiche della mobilità

Fasi principali del processo

  1. Fase comunale: trasferimenti all’interno dello stesso Comune di titolarità.
  2. Fase provinciale: spostamenti tra Comuni diversi, ma della stessa provincia.
  3. Fase interprovinciale e di cambio di profilo: trasferimenti tra province diverse e richieste di cambio di ruolo.

Tempi e comunicazioni

Le tempistiche precise saranno pubblicate con l’ordinanza ministeriale, che definirà le scadenze per la presentazione delle domande, le eventuali fasi di aggiornamento e le modalità di comunicazione dei risultati.

Come consultare le istruzioni ufficiali

Per aggiornamenti, verifica dei requisiti e modalità di compilazione della domanda, si consiglia di consultare regolarmente i materiali ufficiali forniti dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, inclusi tutorial video e sezioni dedicate al personale ATA.

Risorse utili per il personale ATA

Disponibili piattaforme per sconti, accesso ai registri elettronici e il sistema SIDI, strumenti essenziali per la corretta gestione delle pratiche di mobilità.

FAQs
Mobilità territoriale e professionale del personale ATA 2026/2027 — approfondimento e guida

Quando sarà emanata l'ordinanza ministeriale sulla mobilità ATA 2026/2027? +

L'ordinanza ministeriale sarà emanata nel mese di marzo 2024, definendo le modalità di presentazione delle domande e le tempistiche.

Chi può presentare domanda di mobilità del personale ATA 2026/2027? +

Possono partecipare i lavoratori con contratto a tempo indeterminato appartenenti al ruolo provinciale o in attesa di assegnazione definitiva, inclusi quelli transitati nei ruoli ATA o in ferie per inabilità all'insegnamento.

Esistono restrizioni temporali per la mobilità ex Dirigenti Scolastici e DSGA? +

Sì, il vincolo triennale limita le richieste di mobilità per ex Dirigenti e DSGA, salvo eccezioni come trasferimenti o assegnazioni temporanee nell’ultimo triennio.

Qual è l'impatto del vincolo triennale sulla mobilità 2026/2027? +

Il vincolo richiede almeno tre anni di servizio nella sede di assegnazione prima di poter richiedere un trasferimento, limitando la mobilità territoriale e professionale durante il triennio.

Come viene suddivisa la procedura di mobilità ATA? +

La procedura si divide in tre fasi: comunale, provinciale e interprovinciale o di cambio di profilo, con tempistiche e criteri specifici pubblicati dall’ordinanza.

Quante preferenze si possono indicare nella domanda di mobilità? +

Si possono indicare fino a 15 preferenze, tra scuole, comuni o province, inclusi preferenze interprovinciali multiple.

Come si può migliorare la possibilità di ottenere la sede desiderata? +

Valutare attentamente le preferenze inserite, considerando disponibilità di posti e proprie esigenze, e inserire più preferenze strategiche nel modulo di domanda.

Quali sono le condizioni per il passaggio di ruolo nel personale ATA? +

Il personale deve possedere requisiti specifici e presentare domanda con fino a 15 preferenze di sedi o profili, secondo le regole del CCNL 2019/2021.

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