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Il passaggio da sostegno a posto comune: cosa dice la normativa e come funziona

Cartello Take what you need su muro di mattoni, metafora del passaggio da sostegno a posto comune per docenti e alunni
Fonte immagine: Foto di cottonbro studio su Pexels

Sei un docente di sostegno che desidera passare a un posto in classe nella stessa scuola in cui insegna già? Rispondiamo alle domande più frequenti su questa procedura, chiarendo chi ha diritto a precedenze e come si svolge la mobilità interna, considerando anche le normative vigenti e i criteri di valutazione.

  • Il passaggio da sostegno a posto comune non garantisce precedenze automatiche.
  • La mobilità si articola in tre fasi distinte, con priorità diverse.
  • Il punteggio e le precedenze influiscono sull’assegnazione dei movimenti.
  • È possibile partecipare a più domande di mobilità con moduli separati.
  • Il movimento di passaggio di cattedra si colloca nella terza fase.

Informazioni sulla normativa e i bandi di mobilità

Destinatari: docenti di ruolo interessati a mobilità interna

Modalità: presentazione di appositi moduli tramite istanze online

Link: OrizzonteInsegnanti.it

La mobilità interna tra sostegno e posto comune: cosa dice la legge

Secondo la normativa, il docente di sostegno che chiede il passaggio a un posto in classe nella stessa scuola non ha automaticamente diritto a precedenze o preferenze nella graduatoria di mobilità. La legge stabilisce che le domande di mobilità interna vengono valutate in base a criteri oggettivi, come il punteggio complessivo ottenuto attraverso vari requisiti e titoli, senza considerare automaticamente il fatto di aver già insegnato in quella scuola. Pertanto, anche un docente di sostegno che desidera cambiare ruolo all’interno dell’istituto non può usufruire di privilegi speciali solo perché già impiegato in quella scuola.

Le precedenze riconosciute dalla legge sono generalmente legate a situazioni di particolare bisogno o di tutela, come esigenze di tutela della famiglia, caregiver, o condizioni di salute che richiedano preferenze specifiche. La semplice richiesta di cambio di ruolo o di passaggio tra sostegno e posto comune, pur essendo legittima e prevista, rappresenta una domanda che deve essere valutata secondo i parametri di punteggio stabiliti, senza alcuna considerazione di precedenza automatica. Questo principio garantisce pari trattamento a tutti i docenti, assicurando trasparenza e oggettività nelle selezioni per la mobilità interna.

Come funziona la mobilità interna dell’istituzione scolastica

Il sistema di mobilità interna si svolge in tre principali fasi:

  1. Prima fase: trasferimenti all’interno dello stesso comune.
  2. Seconda fase: trasferimenti tra comuni della stessa provincia.
  3. Terza fase: mobilità interprovinciale e professionale, tra cui il passaggio di cattedra.

Il passaggio da sostegno a posto comune all’interno della stessa scuola si colloca principalmente nella seconda fase. La partecipazione a questa fase dipende dal punteggio e dalle precedenze, ma soprattutto dalla situazione di mobilità dei docenti in ciascuna fase.

Il ruolo del punteggio e delle precedenze

All’interno di ciascuna fase, il punteggio accumulato dal docente determina la sua posizione in graduatoria. Per i docenti che fanno domanda di mobilità tra diversi comuni (seconda fase), spesso si dà priorità rispetto a chi richiede un passaggio di cattedra (terza fase). Questo significa che un docente di sostegno che chiede il trasferimento in posto comune all’interno della stessa scuola, anche con punteggio più basso rispetto ad altri, potrebbe essere comunque transitato successivamente rispetto a trasferimenti tra comuni.

Informazioni sulla normativa e i bandi di mobilità

Normativa di riferimento: la mobilità del personale docente è regolamentata dal Contratto Collettivo Nazionale della Scuola e da specifici decreti ministeriali che definiscono le modalità di trasferimento e di immissione in ruolo. In particolare, la normativa prevede che le richieste di trasferimento possano essere motivate da diverse ragioni, tra cui esigenze di famiglia, salute o motivazioni di carattere personale, purché rispettino i criteri di priorità stabiliti dalla legge.

Precedenze e casi specifici: nel caso del docente di sostegno che chiede il passaggio a posto comune nella scuola in cui insegna già, la normativa attuale stabilisce che questa richiesta non dà diritto ad alcuna precedenza rispetto ad altri docenti. In altre parole, le preferenze di trasferimento sono subordinate alle regole di assegnazione e alle graduatorie di merito, senza considerare privilegi speciali per determinate tipologie di domanda. Tuttavia, in presenza di esigenze particolari, come il rispetto di requisiti di salute o di tutela delle persone con disabilità, possono essere valutate condizioni specifiche per agevolare alcuni trasferimenti.

Frequenti bandi di mobilità: i bandi pubblici rappresentano un momento importante per richiedere il trasferimento o il passaggio di ruolo, e vengono pubblicati periodicamente dal Ministero dell'Istruzione. Essi generalmente specificano le modalità di presentazione delle domande, i termini di scadenza e i requisiti necessari per partecipare. È fondamentale consultare attentamente i bandi e le guide ufficiali per avere informazioni dettagliate sulle procedure e per verificare eventuali condizioni particolari o aggiornamenti normativi.

Risultati e valutazioni: le domande di mobilità vengono valutate secondo i criteri stabiliti dalla normativa vigente, che possono includere anzianità di servizio, titoli, bisogni di famiglia e altri parametri stabiliti dall’amministrazione. La corretta compilazione delle istanze e il rispetto delle scadenze sono essenziali per assicurarsi una posizione favorevole nel processo di trasferimento. In caso di dubbi o problematiche, è consigliabile consultare i bandi ufficiali e rivolgersi ai servizi di supporto dedicati per ottenere assistenza durante la compilazione e l'invio delle domande.

Chi ha diritto a precedenze

Inoltre, è importante sottolineare che il docente di sostegno che richiede il trasferimento a un’altra classe o posto, come ad esempio passare a un posto comune nella scuola in cui già insegna, non ha diritto a usufruire di precedenze specifiche. La normativa vigente stabilisce che tali richieste vengono valutate sulla base del punteggio complessivo e dell’ordine di presentazione delle domande, senza riconoscere alcuna priorità particolare per motivi di ruolo o di posizione lavorativa. Di conseguenza, le richieste di passaggio a posto comune devono essere considerate come normali domande di trasferimento, soggette alle stesse regole di accesso e di valutazione delle altre istanze, senza benefici di precedenza rispetto ad altri candidati con requisiti ordinari.

Il caso del docente interessato

Se un docente di ruolo sul sostegno, da anni in servizio, chiede di passare a un posto in classe (come ad esempio Inglese o Tedesco), il suo movimento sarà tutelato secondo le regole della mobilità. Tuttavia, questa richiesta di passaggio di ruolo non comporta automaticamente precedenze, né rispetto ad altri docenti che chiedono trasferimenti tra comuni né rispetto a chi richiede semplicemente un cambio di cattedra all’interno della stessa scuola.

Quali sono le priorità nei movimenti?

Nella pianificazione dei movimenti di personale, vengono rispettate delle priorità. In particolare, i trasferimenti tra comuni (seconda fase) hanno priorità rispetto a quelli intra-provinciali o interprovinciali (terza fase). Di conseguenza, un docente di sostegno che chiede di passare a posto comune all’interno della stessa scuola o del medesimo comune potrebbe essere meno favorito rispetto a chi desidera un trasferimento tra diversi comuni.

Le implicazioni del non diritto a precedenza

Il fatto che il docente di sostegno chieda il passaggio a posto comune nella scuola già frequentata **non** garantisce automaticamente precedenze o privilegi. La loro domanda sarà valutata sulla base del punteggio e delle regole di mobilità stabilite dalla legge, senza trattamenti preferenziali legati alla richiesta specifica di passaggio di ruolo.

Consigli pratici

  • Presenta tutte le domande di mobilità in modo accurato, indicando chiaramente le preferenze.
  • Ricorda che le priorità sono stabilite dalla normativa e non dai soggetti individuali.
  • Verifica eventuali precedenze specifiche che puoi richiedere, ma sii consapevole che non attribuiscono automaticamente precedenza al passaggio di ruolo.

In conclusione

Il docente di sostegno che chiede di passare a un posto in classe già insegna, anche nella stessa scuola, deve conoscere che questa richiesta **non** comporta diritto a precedenze. La mobilità si svolge secondo procedure stabilite, con priorità a seconda della fase e del punteggio, senza privilegi per le domande di passaggio di ruolo.

Approfondimento: perché il passaggio senza precedenza è importante

Comprendere che il docente di sostegno non ha diritto ad alcuna precedenza nel passaggio a posto comune aiuta a chiarire le aspettative e a pianificare correttamente le proprie domande di mobilità, rispettando le regole e le tempistiche previste dalla normativa vigente.

FAQs
Il passaggio da sostegno a posto comune: cosa dice la normativa e come funziona

Il docente di sostegno che chiede il passaggio a posto comune nella stessa scuola ha diritto a precedenze? +

No, la normativa attuale stabilisce che questa richiesta non dà diritto ad alcuna precedenza rispetto ad altri docenti. La valutazione avviene secondo i criteri di punteggio e l'ordine di presentazione delle domande.

Quali sono i criteri principali per la valutazione delle domande di mobilità interna? +

Vengono considerati il punteggio complessivo, titoli, anzianità di servizio, esigenze di famiglia e altri parametri stabiliti dalla normativa, senza privilegi per il ruolo di provenienza.

Il passaggio di ruolo da sostegno a posto comune dà priorità rispetto ad altri tipi di mobilità? +

No, il passaggio di ruolo non dà automaticamente priorità; si svolge secondo le regole di mobilità, tenendo conto delle fasi e dei punteggi, senza benefici di precedenza.

In quale fase della mobilità si colloca il passaggio da sostegno a posto comune nella stessa scuola? +

Principalmente nella seconda fase, che riguarda i trasferimenti tra comuni della stessa provincia, anche se può essere valutato anche in altre fasi in base alla situazione e ai punteggi.

Le precedenze sono attribuite anche ai docenti di sostegno che chiedono il passaggio a posto comune all’interno della stessa scuola? +

No, le precedenze per motivi di ruolo o posizione lavorativa non sono riconosciute in questo caso; le domande vengono valutate in base alle regole generali di mobilità.

Come si può migliorare la possibilità di ottenere il trasferimento o il passaggio di ruolo? +

Presentando tutte le domande in modo accurato, rispettando le scadenze, e verificando eventuali priorità o requisiti specifici indicati nei bandi ufficiali, si può aumentare la probabilità di successo.

Se un docente di sostegno desidera passare a un posto in classe nella stessa scuola, può aspettarsi un trattamento privilegiato? +

No, la richiesta non comporta privilegi o trattamenti preferenziali; le valutazioni sono sempre basate sui criteri di punteggio e normativa vigente, senza considerare l'originaria posizione di ruolo.

Perché è importante comprendere che il passaggio da sostegno a posto comune senza precedenza è normale? +

Comprendere questa normativa aiuta a pianificare correttamente le proprie domande, rispettando regole e tempistiche, senza aspettarsi trattamenti preferenziali.

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