Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato un istituto tecnico con 2.000 euro.
Il 26 febbraio 2026 ha contestato la pubblicazione online di orari di servizio e assenze con nominativi.
La diffusione è durata circa quattro mesi e ha ampliato la platea dei destinatari.
Per scuole, docenti e ATA, il punto è pratico: meno dati pubblicati e accesso solo a chi ne ha titolo.
Orari e assenze dei docenti online: controlla subito per non arrivare a una sanzione da2.000 euro
| Voce | Dettagli del provvedimento |
|---|---|
| Data | 26 febbraio 2026 |
| Sanzione | 2.000 euro (gravità media) |
| Durata contestata | circa quattro mesi |
| Canali coinvolti | sito istituzionale + funzione “Bacheca” del registro elettronico |
| Dati oggetto di contestazione | orari di servizio, turni di vigilanza, assenze e sostituzioni con nominativi e dettagli organizzativi |
Confini operativi: non basta “informare”.Orari di servizio docenti onlinee nominativi vanno con accesso mirato, non indiscriminato
Il nodo non era il registro elettronico in sé. Il problema è stato l’ampiezza dei destinatari e il dettaglio reso pubblico.
I nominativi collegati a orari, turni e assenze restano dati personali. Senza un perimetro stretto, il trattamento diventa sproporzionato rispetto alla finalità organizzativa.
Checklist operativa: come gestire laprivacy a scuolasu sito eregistro elettronicosenza esposizioni
Per dirigenti, DSGA e referenti dei sistemi, la verifica va fatta in due punti: pubblicazione sul sito e visibilità in “Bacheca”. Poi serve allineare accessi, durata e livello di dettaglio.
- Blocca subito dal sito i orari di servizio docenti online con nominativi, materie e turni di vigilanza.
- Separare comunicazioni interne e comunicazioni “per l’utenza”: usa strumenti con permessi controllati, non pagine accessibili liberamente.
- Rivedi la Bacheca del registro: verifica chi vede le assenze docenti registro elettronico e le sostituzioni (per ruolo e per classe).
- Riduci il dettaglio: mostra solo ciò che serve. Se l’informazione non è indispensabile, evita la lista completa dei docenti con incarichi e attività.
- Applica i principi GDPR prima della condivisione: liceità, correttezza, trasparenza e minimizzazione.
- Imposta durata e rimozione: assenze e sostituzioni devono restare online solo per il tempo necessario, poi cancellate o “oscurate” secondo procedura.
- Coinvolgi DPO e fornitore: richiedi adeguamenti tecnici su ruoli e autorizzazioni. Conserva le evidenze degli interventi.
- Reagisci subito se hai già pubblicato: rimozione tempestiva dei dati e tracciamento delle azioni. Nel caso del Garante è stata una circostanza attenuante.
Nel provvedimento del 26 febbraio 2026, il Garante privacy scuola ha anche evidenziato che “esigenze organizzative” non bastano a giustificare la pubblicazione online indiscriminata.
La scuola può trattare i dati per gestire il servizio, ma deve farlo con base giuridica adeguata e senza ampliare la platea oltre i soggetti realmente autorizzati.
Fai un audit adesso: confronta le impostazioni e consulta il provvedimento del26 febbraio 2026
Prima del prossimo aggiornamento di orari e sostituzioni, verifica accessi e schermate di pubblicazione (sito e “Bacheca”). Per il dettaglio, cerca la sezione Provvedimenti su garanteprivacy.it con data 26 febbraio 2026.
FAQs
Privacy a scuola: come evitare la multa del Garante su orari e assenze dei docenti pubblicati online
Il Garante ha sanzionato un istituto tecnico con 2.000 euro il 26/02/2026 per la pubblicazione online di orari di servizio, turni di vigilanza, assenze e sostituzioni con nominativi. La diffusione è durata circa quattro mesi e ha ampliato la platea dei destinatari.
Principi di liceità, correttezza, trasparenza e minimizzazione si applicano alle pubblicazioni. È necessaria una base giuridica adeguata e un perimetro di accesso ristretto, per evitare l’esposizione a chi non ne ha titolo.
Bloccare subito i dati di orari e assenze con nominativi sul sito; separare comunicazioni interne e con l’utenza; usare permessi di accesso controllati e definire tempi di conservazione.
Rimuovere subito i dati e realizzare un audit delle pubblicazioni; coinvolgere il DPO e i fornitori per rettifiche e conservare le evidenze degli interventi. Nel provvedimento, la tempestiva rimozione può costituire circostanza attenuante (26/02/2026).