Corridoio di celle con sbarre in una prigione, simbolo della giustizia minorile e della riforma dei reati
normativa

Riforma reati dei minori: la scuola come presidio di prevenzione e la nuova presunzione di capacità

Redazione Orizzonte Insegnanti
3 min di lettura

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Riforma reati dei minori: la scuola come presidio di prevenzione e la nuova presunzione di capacità

Il panorama della sicurezza scolastica e sociale in Italia sta affrontando una sfida senza precedenti, segnata da una crescente preoccupazione per l'ingresso precoce dei minori nei circuiti della devianza. Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato un disegno di legge volto a riformare le regole sui reati commessi dai minori, intervenendo direttamente sull'articolo 98 del Codice Penale. La novità centrale di questo cambio di paradigma giuridico risiede nell'introduzione della presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per i soggetti nella fascia d'età compresa tra i 14 e i 18 anni.

Con questa riforma, la legge darà per scontato che l'adolescente sia pienamente consapevole delle proprie azioni, spostando l'onere della prova sulla difesa, che dovrà fornire prove specifiche per dimostrare un'eventuale incapacità del giovane. Questa scelta legislativa mira a contrastare l'emergenza di sicurezza caratterizzata dalla crescita delle baby gang e dalla devianza giovanile, alimentata da un ecosistema digitale che facilita il reclutamento criminale. Tuttavia, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), guidato da Romano Pesavento, invita a una riflessione profonda per evitare automatismi giudiziari che non tengano conto della variabilità neurobiologica dell'adolescenza.

L'emergenza dei dati e il contesto di povertà educativa

La necessità di un intervento strutturale non è solo una percezione pedagogica, ma si fonda su dati allarmanti raccolti dalle ultime indagini di settore. Secondo i dati dell'indagine Eurispes "La criminalità giovanile. Fra rappresentazione e realtà", si è registrato un incremento del 2,54% dei reati commessi da giovani tra i 14 e i 24 anni nel periodo post-pandemico. Tale crescita è particolarmente marcata nella fascia adolescenziale, confermando come l'interruzione della quotidianità scolastica e la riduzione degli spazi di socializzazione fisica abbiano inciso negativamente sugli percorsi di sviluppo emotivo e relazionale.

I numeri delineano un quadro di estrema criticità: le segnalazioni di armi da taglio sono passate da 6.640 nel 2015 a 9.762 nel 2025. Parallelamente, la Relazione integrale 2024 della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ha evidenziato scenari preoccupanti, come il coinvolgimento di minori di 14 anni nella riscossione del pizzo e l'uso di armi da parte di adolescenti di 16 anni per intimidazioni. Questi dati riflettono una mutazione delle reti mafiose, che non sono più strutture monolitiche ma reti fluide e decentralizzate che sfruttano la vulnerabilità dei giovani.

L'analisi del contesto sociale rivela inoltre una profonda frattura nelle responsabilità educative. L'85,5% degli italiani identifica l'assenza o la distrazione familiare come fattore di rischio primario, seguita dal contesto sociale degradato (77,4%) e da un'educazione percepita come eccessivamente permissiva (75,3%). Questi elementi, uniti alla spettacolarizzazione degli atti illeciti sui social network — dove furti e aggressioni vengono filmati per ottenere approvazione e visibilità — alimentano un ciclo di devianza che la scuola deve imparare a intercettare prima che diventi irreversibile.

Il Piano Nazionale per le Comunità Educanti e la maturità costituzionale

In risposta a questa emergenza, il CNDDU ha lanciato un appello formale al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per l'adozione di un Piano Nazionale sulla maturità costituzionale. L'obiettivo è trasformare la scuola in un presidio attivo, capace di monitorare e promuovere la competenza civica come parametro formativo essenziale, paragonabile alle materie tradizionali come la matematica. Il Coordinamento propone inoltre un Protocollo nazionale per l'educazione alla gestione democratica dei conflitti, nato anche in risposta a episodi di violenza e alla necessità di fornire strumenti per contrastare la manipolazione delle reti criminali.

La proposta del CNDDU mira a creare una corresponsabilità diffusa che coinvolga scuola, famiglie, enti locali, servizi sociali e forze dell'ordine. La legalità non deve essere un semplice tema didattico isolato, ma un metodo trasversale di prevenzione e gestione dei conflitti. Il Coordinamento chiede che la scuola non sia solo un luogo di istruzione, ma il primo presidio costituzionale di prevenzione, coinvolgendo nel dibattito parlamentare non solo i legislatori, ma anche magistrati minorili, pedagogisti e psicologi per evitare una legislazione troppo rigida e priva di sfumature interpretative.

Aspetto Dettaglio
Intervento Normativo Modifica dell'Articolo 98 del Codice Penale
Novità Giuridica Presunzione relativa di capacità di intendere e di volere (14-18 anni)
Onere della Prova Trasferito sulla difesa (deve dimostrare l'incapacità del minore)
Dati Criminalità +2,54% reati giovani post-pandemia; armi da taglio a 9.762 (2025)
Proposta CNDDU Piano Nazionale per le Comunità Educanti e Protocollo sui conflitti

Cosa cambia concretamente per la scuola e gli studenti

L'approvazione della bozza di riforma e le proposte del CNDDU delineano una trasformazione operativa significativa per l'intero sistema scolastico:

  • Per la Giustizia: Il magistrato non dovrà più accertare caso per caso la capacità di intendere e di volere del minore; la capacità sarà presunta. La difesa dovrà fornire prove specifiche per escluderla.
  • Per la Scuola: Si prospetta una trasformazione in cui l'istituto diventa il fulcro di una rete territoriale che integra servizi sociali, sanità e forze dell'ordine.
  • Per gli Studenti: È ipotizzata l'introduzione di un nuovo parametro di valutazione della maturità costituzionale in pagella, misurabile come competenza civica (pensiero critico, consapevolezza dei diritti e dei doveri).
  • Per i Docenti: La legalità passa da contenuto didattico isolato a metodo trasversale di prevenzione e gestione dei conflitti, richiedendo una formazione specifica sulla gestione delle dinamiche di devianza.

È importante sottolineare che, al momento, non sono ancora definiti i criteri tecnici specifici per la valutazione della maturità costituzionale in pagella, né sono state fissate scadenze precise per l'attuazione del Piano Nazionale proposto dal CNDDU. Il disegno di legge ha appena iniziato il percorso parlamentare e la sua evoluzione dipenderà dal coinvolgimento degli stakeholder richiesto dal Coordinamento.

Prossimi passi e monitoraggio legislativo

Il percorso parlamentare del disegno di legge è attualmente in corso. Il CNDDU resta in attesa dell'adozione formale del Piano Nazionale per le Comunità Educanti e del relativo Protocollo. Per i docenti e i dirigenti, il punto di attenzione resta la transizione verso una scuola che non sia solo luogo di istruzione, ma presidio attivo di prevenzione contro la criminalità giovanile e la manipolazione digitale.

FAQs
Riforma reati dei minori: la scuola come presidio di prevenzione e la nuova presunzione di capacità

Cosa cambia con la nuova riforma sui reati commessi dai minori?+

La riforma introduce la presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per i soggetti dai 14 ai 18 anni, modificando l'articolo 98 del Codice Penale. In pratica, il sistema giudiziario darà per scontato che l'adolescente sia consapevole delle proprie azioni, spostando sull'onere della prova la difesa, che dovrà dimostrare eventuali mancanze cognitive.

Qual è il ruolo della scuola nel nuovo quadro di prevenzione?+

La scuola è identificata come il primo presidio costituzionale di prevenzione, trasformandosi in un fulcro di una rete territoriale che coinvolge servizi sociali, sanità e forze dell'ordine. L'obiettivo è passare da una didattica isolata a un metodo trasversale di gestione dei conflitti e contrasto alla devianza.

Cosa significa "maturità costituzionale" per gli studenti?+

Si tratta di una competenza civica che misura il pensiero critico e la consapevolezza dei diritti e dei doveri degli studenti. È prevista la possibilità di inserire questo parametro di valutazione in pagella come indicatore della capacità del minore di orientarsi correttamente nel sistema democratico.

Quali sono le preoccupazioni del CNDDU riguardo alla riforma?+

Il coordinamento avverte di evitare automatismi giudiziari rigidi, sottolineando la variabilità neurobiologica dell'adolescenza. Chiede che il testo legislativo non sia blindato ma coinvolga esperti come pedagogisti e psicologi per garantire un approccio che affronti le cause profonde della devianza, come la povertà educativa.

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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