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Schettini: “Quando entro in classe i miei studenti devono alzarsi. Non è un saluto fascista” — approfondimento e guida

Schettini in classe con studentessa: approccio didattico e rispetto, non saluto fascista. Guida all'interpretazione del metodo Schettini.
Fonte immagine: Foto di Ahmet Kurt su Pexels

Questo articolo esplora le dichiarazioni di Vincenzo Schettini sulla disciplina in aula e il rispetto tra insegnanti e studenti, chiarendo che alcuni gesti simbolici come il saluto con il gesto di alzarsi non hanno valenze ideologiche ma sono strumenti di rispetto e responsabilità. La disciplina, secondo Schettini, è fondamentale per creare un ambiente educativo sereno e rispettoso, e coinvolge regole condivise e limiti chiari. Chi desidera avvicinarsi a questa filosofia educativa può trarne spunti per consolidare la propria autorità senza cadere in atteggiamenti autoritari o fraintendimenti ideologici.

Il gesto simbolico: entrare in classe e alzarsi in piedi

Schettini ha sottolineato che questa abitudine di chiedere agli studenti di alzarsi all’ingresso in classe rappresenta un gesto di rispetto reciproco e di modalità pedagogiche condivise. Egli spiega che l’intento non è mai stato quello di evocare simbolismi politici o ideologici, bensì di instaurare una prassi didattica basata sulla disciplina e sulla considerazione delle figure di autorità. La sua dichiarazione “Non si tratta di un saluto fascista, smettiamola di dire queste cretinate” serve a chiarire un equivoco che nel tempo si è diversificato, spesso alimentato da interpretazioni superficiali o distorte. Questo gesto si inserisce in un contesto più ampio di formazione civica e di rispetto delle regole scolastiche, elementi che favoriscono un ambiente di apprendimento sereno e produttivo. La consapevolezza dell’importanza di distinguere tra gesti simbolici pedagogici e manifestazioni di ideologie estreme aiuta sia docenti che studenti a vivere l’ambiente scolastico con maggiore serenità e rispetto mutuo.

Come viene interpretato il gesto di Schettini

Il gesto di alzarsi in piedi all’ingresso dell’insegnante ha volte suscitato discussioni e fraintendimenti, specialmente in ambiti pubblici o mediatici. Schettini sottolinea che tale gesto non deve essere associato a simboli politici o ideologie passate, ma interpretato come un segno di rispetto istituzionale. La distinzione tra rispetto e rispetto ideologico è importante per mantenere un atteggiamento professionale e responsabile in classe. La pratica viene adottata come segnale di considerazione per l’autorità educativa e per favorire un ambiente di apprendimento strutturato e disciplinato, senza connotazioni politiche o sociali improprie.

Definire i confini tra insegnante e studente

Schettini affronta il tema dei limiti nelle relazioni educative, sostenendo che un eccessivo grado di confidenza può compromettere la funzione educativa. È importante mantenere una distanza rispettosa, che consenta di trasmettere valori e regole senza scivolare in amichevolezze eccessive. La responsabilità dell’insegnante, secondo lui, risiede nel definire confini chiari, senza essere troppo rigidi, ma responsabili. La chiarezza dei ruoli aiuta gli studenti a capire i limiti e a sviluppare rispetto verso le figure di autorità, particolarmente in età adolescenziale, momento delicato in cui la scena educativa diventa fondamentale per la crescita personale.

Regole semplici per un ambiente strutturato

Schettini promuove l’uso di regole chiare e condivise per gestire in modo efficace la classe. Tra i principi fondamentali vi sono:

  • Alzare la mano per parlare.
  • Chiamare l’insegnante usando il cognome.
  • Esporre chiaramente il motivo della richiesta.

Utilizzare il cognome, secondo Schettini, aiuta a instaurare un rispetto reciproco e a mantenere un rapporto professionale. Queste pratiche stimolano negli studenti la consapevolezza dei propri ruoli e contribuiscono a creare un clima di responsabilità e rispetto reciproco, fondamentale anche durante l’adolescenza, fase di crescita e cambiamento.

Il ruolo dei confini nella crescita personale

Schettini sottolinea come i confini siano fondamentali non solo per la disciplina in classe, ma anche per la formazione di un senso di sicurezza e di rispetto reciproco che favorisce la crescita personale. Quando insegna ai suoi studenti a alzarsi al suo ingresso, non si tratta di un gesto di imposizione o di sottolineatura di un'autorità autoritaria, ma piuttosto di un modo per instaurare un ordine condiviso e rispettoso. Questo esempio evidenzia come la definizione di regole chiare e coerenti possa aiutare i giovani a comprendere i limiti sani da rispettare, facilitando una convivenza equilibrata e l’acquisizione di responsabilità. Nella crescita personale, i confini rappresentano anche un mezzo attraverso il quale si imparano le proprie responsabilità e si consolidano i valori come il rispetto, la disciplina e la solidarietà. L’esperienza di Schettini dimostra che i limiti, quando sono condivisi e vissuti con consapevolezza, diventano strumenti utili per la crescita interiore e per costruire una propria identità solida e responsabile. In questo senso, i confini sono positivi e necessari: aiutano a definire uno spazio di libertà all'interno del quale crescere e svilupparsi, evitando che l’individuo si perda in mezzo a troppe libertà o si chiuda in comportamenti eccessivamente restrittivi. La loro corretta gestione permette di sviluppare punti di forza e di favorire un’evoluzione personale equilibrata.

Consigli pratici per i futuri insegnanti

Schettini invita gli insegnanti emergenti a non temere l’imposizione di regole, purché siano autentiche e condivise. La credibilità si costruisce con la coerenza e la trasparenza nell’applicare le norme e nel mettere in atto comportamenti che siano in linea con la propria visione educativa. Condividere le regole con gli studenti rende il percorso formativo più naturale e meno autoritario, favorendo un clima di crescita e rispetto mutuo.

In particolare, Schettini sottolinea che alcune pratiche quotidiane, come far alzare gli studenti all’ingresso in classe, non devono essere fraintese come simboli di autoritarismo o fascismo. Al contrario, tali azioni sono strumenti educativi finalizzati a creare una routine di rispetto reciproco e a favorire un ambiente ordinato e attento. È importante comunicare chiaramente il motivo di queste regole, spiegando che il loro scopo è sostenere un clima di concentrazione e disciplina positivo, piuttosto che esercitare un controllo oppressivo. Così, gli studenti comprendono l’importanza delle norme, aumentano la loro partecipazione e si sentono più coinvolti nella vita scolastica. Adottare pratiche chiare e giustificate aiuta a instaurare un rapporto di fiducia e ad evitare fraintendimenti sull’intento delle regole. Un insegnante tranquillo e coerente, che spiega le motivazioni dietro ogni norma, contribuisce a creare un ambiente di apprendimento sereno e rispettoso per tutti.

Il messaggio finale di Schettini

La crescita di un giovane passa anche dalla capacità di imporre limiti e regole fondamentali, che rappresentano strumenti di rispetto e responsabilità, e non esercizi di potere. La scuola deve essere un luogo di crescita umana e culturale, dove l’autorità nasce dalla credibilità e dalla condivisione di un progetto comune.

FAQs
Schettini: “Quando entro in classe i miei studenti devono alzarsi. Non è un saluto fascista” — approfondimento e guida

Perché Schettini invita gli studenti ad alzarsi all’ingresso in classe? +

Schettini considera questo gesto un segno di rispetto reciproco e di disciplina condivisa, non un simbolo ideologico. È una prassi pedagogica per creare un ambiente ordinato e rispettoso.

Schettini ha dichiarato che l’alzarsi non è un saluto fascista. Perché è importante questa precisazione? +

Per evitare fraintendimenti e distorsioni, Schettini vuole sottolineare che il gesto si basa sul rispetto, non su simbolismi politici o ideologici, e va interpretato nel contesto educativo.

Qual è la differenza tra rispetto e rispetto ideologico secondo Schettini? +

Il rispetto istituzionale è un segno di considerazione per l’autorità, mentre quello ideologico si riferisce a simbolismi politici. Schettini insiste sul rispetto come valore condiviso, non come simbolo di ideologie estreme.

Come può un insegnante evitare di fraintendere il gesto di alzarsi? +

L’insegnante dovrebbe spiegare chiaramente il motivo del gesto, evidenziando che si tratta di un segno di rispetto e disciplina, non di simboli politici, contribuendo a creare un ambiente di fiducia.

In che modo Schettini definisce i limiti tra insegnante e studente? +

Schettini sottolinea l’importanza di mantenere una distanza rispettosa, definendo limiti chiari e condivisi per favorire la crescita personale e il rispetto delle autorità senza eccessi di confidenza.

Quali sono le regole semplici proposte da Schettini per un ambiente scolastico strutturato? +

Le regole includono alzare la mano per parlare, chiamare l’insegnante usando il cognome e esplicitare chiaramente il motivo della richiesta, favorendo rispetto e responsabilità.

Perché i confini sono importanti nella crescita personale degli studenti? +

I confini garantiscono sicurezza e rispetto reciproco, aiutano a sviluppare responsabilità e valori come disciplina e rispetto, fondamentali per una crescita equilibrata.

Qual è il consiglio di Schettini agli insegnanti emergenti riguardo le regole? +

Schettini invita a non temere di imporre regole autentiche e condivise, poiché la credibilità si costruisce con coerenza, trasparenza e rispetto.

Come devono essere comunicate le regole secondo Schettini? +

Le regole devono essere spiegate chiaramente, evidenziando il loro ruolo nel favorire un ambiente di disciplina e rispetto, non come esercizi di controllo oppressivo.

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