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"Il registro elettronico non basta": il TAR condanna la scuola sulla gestione di alunni con disabilità

Vista notturna aerea di Busan, Corea del Sud, con il Lotte Mall illuminato e il ponte colorato, simbolo di inclusione e supporto scolastico.
Fonte immagine: Foto di Jhany Blue su Pexels

Chi: scuole, famiglie e studenti con disabilità. Cosa: la giustizia amministrativa evidenzia le carenze nel recupero e comunicazione. Quando: sentenza pubblicata il 26 gennaio 2026. Dove: Lazio. Perché: per violazioni delle norme di legge e di buona pratica educativa.

Il caso giudiziario e le implicazioni

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha stabilito che la scuola non ha correttamente gestito il percorso di un’alunna con disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge n. 104/1992. La decisione ha riguardato l’annullamento della bocciatura e ha evidenziato come il mancato intervento di recupero attivo e la cattiva comunicazione con le famiglie costituiscano violazioni professionali e amministrative. La sentenza n. 01532/2026 ha evidenziato l’importanza di rispettare le norme che regolano il diritto allo studio degli studenti con bisogni educativi speciali.

Dettagli della vicenda e analisi della sentenza

La studentessa, riconosciuta con disabilità grave nel mese di agosto 2023, aveva un Piano Didattico Personalizzato (PDP) approvato a novembre 2024, con misure di supporto che, tuttavia, si sono rivelate insufficienti. Alla fine dell’anno scolastico, la studentessa aveva ottenuto una media di 6,10, con alcune insufficienze, e la scuola aveva deciso la bocciatura senza implementare interventi di recupero. Il TAR ha sottolineato che, benché le carenze siano state evidenziate, la scuola non ha organizzato attività di miglioramento durante l’anno, contravvenendo alle disposizioni del DPR n. 122/2009 e dell’Ordinanza Ministeriale 92/2007.

Il ruolo delle normative e delle attività di recupero

Secondo il giudice amministrativo, il semplice inserimento nei registri elettronici e la valutazione finale negativa non giustificano la bocciatura automatica di uno studente con disabilità. È necessario che la scuola attivi strategie di recupero, anche partendo dall’assenza di misure più sostanziali del PDP, e che coinvolga le famiglie per definire un percorso di riabilitazione efficace. La sospensione del giudizio finale permette di dare agli studenti la possibilità di partecipare a programmi di recupero e di dimostrare il raggiungimento degli obiettivi.

Come devono essere valutati gli studenti con disabilità

Inoltre, è importante sottolineare che il semplice utilizzo del registro elettronico non può essere considerato uno strumento sufficiente per garantire una valutazione equa e completa degli studenti con disabilità. La disciplina normativa evidenzia infatti che le scuole devono adottare metodi e strumenti diagnostici, di verifica e valutazione adeguati alle esigenze specifiche di ciascun alunno, favorendo un approccio personalizzato e inclusivo. I giudici del TAR hanno ribadito che, nel caso in cui una scuola non abbia attivato percorsi di recupero adeguati per un’alunna con disabilità e non abbia comunicato tempestivamente con le famiglie, si configura un’irregolarità che compromette i principi di equità e diritto allo studio. La sentenza ha infatti chiarito che la scuola ha l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie per garantire il diritto all’istruzione e al successo scolastico, attraverso attività di recupero, sostegno e momenti di confronto con le famiglie. Ciò include anche la trasparenza nella comunicazione dei strumenti e delle modalità di valutazione adottate, affinché i genitori possano partecipare attivamente al percorso educativo e di recupero del proprio figlio o figlia. Questa impostazione rafforza l’idea che la valutazione di un alunno con disabilità deve essere sempre rispettosa dei principi di personalizzazione e inclusione, con strumenti e metodi appropriati, e non può essere sostituita dalla mera gestione digitale delle informazioni.

La comunicazione e il coinvolgimento delle famiglie

Il ruolo delle famiglie è centrale nel processo educativo e di recupero degli studenti, specialmente in situazioni che coinvolgono studenti con disabilità. La comunicazione efficace tra scuola e famiglia permette di pianificare interventi mirati e di adattare le strategie didattiche alle esigenze specifiche dello studente. Tuttavia, si è evidenziato come il semplice utilizzo del registro elettronico non possa rappresentare uno strumento sufficiente per garantire questa comunicazione essenziale. Il TAR ha sottolineato che, in assenza di iniziative concrete da parte della scuola di attivare percorsi di recupero e di mantenere un dialogo costante con le famiglie, si rischia di compromettere il diritto allo studio e il percorso di inclusione dell’alunna con disabilità.

Nel caso specifico, i giudici hanno chiarito che la scuola, oltre a non aver organizzato adeguati interventi di recupero, non ha adottato le misure necessarie per comunicare in modo esaustivo e tempestivo con le famiglie coinvolte. Questa mancanza di trasparenza e di collaborazione ha portato a un giudizio sfavorevole nei confronti dell’istituto scolastico. I giudici hanno evidenziato come la comunicazione con le famiglie debba essere vista come una parte integrante del diritto all’educazione, che va ben oltre l’uso di un registro elettronico, richiedendo invece un contatto diretto, dettagliato e continuo.

Per garantire diritti e opportunità reali agli studenti con disabilità, le istituzioni scolastiche devono adottare un approccio proattivo, utilizzando strumenti e strategie comunicative efficaci. Solo in questo modo si può assicurare un coinvolgimento reale delle famiglie nel processo di recupero, favorendo pratiche inclusive e rispondendo adeguatamente alle esigenze degli studenti più vulnerabili. La sentenza del TAR rappresenta un monito importante per tutte le scuole, evidenziando che la comunicazione e l’attivazione di interventi concreti sono obblighi imprescindibili per il rispetto del diritto all'istruzione inclusiva.»

Misure correttive adottate dopo la sentenza

Nonostante le misure adottate, la sentenza del TAR evidenzia come "Il registro elettronico non basta" per garantire un’effettiva comunicazione e un adeguato supporto alle studentesse con disabilità. I giudici hanno sottolineato che l’istituto non ha attivato correttamente i programmi di recupero necessari, né ha mantenuto un dialogo trasparente e costante con le famiglie, compromettendo così il diritto allo studio. Per rimediare a questa situazione, la scuola dovrà implementare nuove strategie che assicurino la comunicazione tempestiva con le famiglie e l’attivazione di interventi personalizzati. Le autorità scolastiche devono inoltre monitorare attentamente la qualità e la tempestività delle misure correttive, garantendo così una reale inclusione e il rispetto delle normative vigenti. Questa sentenza rappresenta un ammonimento importante per le istituzioni scolastiche, che devono responsabilizzarsi nel fornire supporto adeguato agli studenti con disabilità, affinché ogni alunno riceva le cure e le attenzioni necessarie per il suo percorso educativo.

Le conseguenze pratiche della sentenza e il futuro

La sentenza rafforza il principio che il registro elettronico non può essere l’unico strumento di comunicazione e che il recupero deve essere parte integrante del percorso educativo degli studenti con disabilità. La scuola deve rispettare pienamente le normative, attivando interventi di sostegno e coinvolgendo le famiglie con continuità e trasparenza.

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FAQs
"Il registro elettronico non basta": il TAR condanna la scuola sulla gestione di alunni con disabilità

Cosa significa che il "registro elettronico non basta" secondo il TAR? +

Significa che la gestione digitale delle informazioni non può sostituire le strategie di recupero e la comunicazione efficace con le famiglie, elementi fondamentali per garantire il diritto allo studio degli studenti con disabilità.

Quali sono state le principali violazioni riscontrate dal TAR nella gestione dell'alunna con disabilità? +

Il TAR ha evidenziato la mancata attivazione di interventi di recupero e la carenza di comunicazione tempestiva e trasparente con le famiglie, violando norme di legge e pratiche di inclusione.

Perché il semplice inserimento dei dati nel registro elettronico non è sufficiente per garantire la valutazione degli studenti con disabilità? +

Perché le normative richiedono metodi e strumenti diagnostici personalizzati, che vanno oltre la mera digitalizzazione delle informazioni, per assicurare una valutazione equa e comprensiva delle esigenze specifiche dello studente.

Qual è il ruolo delle famiglie nel processo di recupero e valutazione degli studenti con disabilità? +

Le famiglie devono essere coinvolte attivamente mediante una comunicazione trasparente e costante, per collaborare con la scuola nella definizione e attuazione di percorsi di recupero efficaci.

Cosa ha detto il TAR riguardo alla comunicazione tra scuola e famiglia? +

Il TAR ha affermato che la scuola deve adottare metodi di comunicazione efficaci e tempestivi, andando oltre l'uso del registro elettronico, per garantire una reale partecipazione delle famiglie al percorso educativo.

Quali sono le conseguenze pratiche della sentenza del TAR sulla gestione degli studenti con disabilità? +

Le scuole sono obbligate a attivare interventi di recupero, migliorare la comunicazione e garantire pratiche inclusive, pena sanzioni o ulteriori contestazioni legali.

Come devono essere valutati gli studenti con disabilità secondo i giudici? +

Deve essere adottato un metodo di valutazione personalizzato, con strumenti diagnostici adeguati e un percorso di recupero che coinvolga attivamente le famiglie e il team educativo.

Qual è l'importanza dell’attivazione di programmi di recupero per gli studenti con disabilità? +

Permette agli studenti di migliorare le proprie competenze, evitare la bocciatura automatica e rispettare il diritto a un percorso di studio equo e inclusivo.

Che indicazioni danno i giudici sulle strategie comunicative tra scuola e famiglia? +

I giudici sottolineano l’importanza di un dialogo diretto, trasparente e continuativo, utilizzando strumenti diversi dal solo registro elettronico, per garantire il coinvolgimento attivo delle famiglie.

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