Ragazza sorridente durante un colloquio di maturità, con un curriculum sul tavolo, in attesa della nuova sequenza d'esame
altre-news

Maturità 2026: il colloquio orale non parte più dalla Formazione scuola-lavoro, ecco la nuova sequenza

Redazione Orizzonte Insegnanti
3 min di lettura

Indice Contenuti

Maturità 2026: il colloquio orale non parte più dalla Formazione scuola-lavoro, ecco la nuova sequenza

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha definito con precisione le modalità di conduzione del colloquio orale per la Maturità 2026, introducendo un cambio di paradigma pedagogico che ridefinisce l'approccio alla valutazione finale. La novità principale risiede nella struttura della prova, che non deve più necessariamente aprirsi con la relazione sulla "Formazione scuola-lavoro", ma deve invece dare priorità a una riflessione personale dello studente sul proprio percorso scolastico e individuale.

Questa scelta normativa mira a valorizzare l'autonomia e il merito del candidato, spostando il focus da una verifica puramente tecnica a un percorso guidato che mette al centro l'identità dello studente. Il colloquio diventa così un momento di sintesi in cui il ragazzo deve dimostrare la capacità di argomentazione critica, partendo dal proprio Curriculum dello studente per poi approdare agli approfondimenti disciplinari richiesti dalla commissione.

Il quadro normativo di riferimento è stato tracciato dal Decreto Ministeriale n. 13 del 29 gennaio 2026, che nell'articolo 2 stabilisce la sequenza operativa della prova orale. I chiarimenti ufficiali, arrivati tra il 16 e il 23 giugno 2026 tramite le FAQ del Ministero, hanno eliminato ogni ambiguità sui ruoli dei commissari e sulla gestione dei tempi, garantendo che la transizione tra le diverse fasi della prova avvenga in modo fluido e coerente con gli obiettivi della riforma.

La nuova architettura del colloquio: riflessione personale e percorsi guidati

La riforma introduce un modello di verifica che si distacca nettamente dal passato, superando il concetto di "tema libero" non strutturato per approdare a un sistema focalizzato su aree di competenza specifiche individuate dai singoli istituti scolastici. Il punto di partenza obbligatorio è la riflessione iniziale, basata sul documento istituzionale del Curriculum dello studente. In questa fase, il candidato è chiamato a esporre la propria evoluzione scolastica e personale, fornendo la base su cui la commissione costruirà il resto del colloquio.

Una volta conclusa la riflessione iniziale, la commissione ha la facoltà di guidare lo studente verso i contenuti tecnici. La sequenza prevista prevede che, dopo l'apertura personale, si passi alla relazione sulla Formazione scuola-lavoro e, infine, agli approfondimenti sulle quattro discipline scelte. È fondamentale sottolineare che, sebbene la sequenza sia definita, la commissione gode di un'autonomia significativa nel decidere le modalità di passaggio tra le materie, purché il percorso rimanga coerente con la struttura ministeriale.

Un aspetto cruciale riguarda l'integrazione delle conoscenze: il Ministero incoraggia esplicitamente il candidato a creare collegamenti trasversali tra le quattro materie durante l'esposizione. Non si tratta più di una serie di monologhi isolati, ma di una dimostrazione di capacità sintetica in cui lo studente deve saper raccordare i contenuti tecnici con le competenze acquisite durante l'intero ciclo di studi.

Ruoli della commissione e gestione delle competenze trasversali

La struttura della commissione per la Maturità 2026 è composta da un presidente esterno, due commissari esterni e due interni. La distinzione dei ruoli è stata oggetto di particolare attenzione nei documenti ministeriali per evitare sovrapposizioni e garantire una valutazione equilibrata. I quattro commissari titolari sono gli unici responsabili della gestione dei contenuti tecnici delle materie specifiche assegnate dal Consiglio di classe.

Il Presidente di Commissione, invece, non agisce come un "super commissario" delle materie tecniche, ma svolge una funzione di coordinamento e garante della legalità. Il suo intervento è riservato agli aspetti trasversali, come ad esempio le competenze di educazione civica o la valutazione della riflessione personale iniziale. Questo schema serve a garantire che la valutazione copra l'intero spettro delle competenze richieste senza che il Presidente "rubi" spazio agli approfondimenti disciplinari dei docenti titolari.

Per quanto riguarda l'Educazione Civica, le domande dipenderanno dal curriculum specifico di ogni istituto, illustrato nel documento del Consiglio di Classe. È importante notare che, per questa sezione, non è prevista la predisposizione di presentazioni multimediali, mantenendo il focus sulla capacità di espressione orale e sulla consapevolezza del cittadino.

Fase del ColloquioContenuto e Responsabilità
1. AperturaRiflessione personale sul percorso scolastico e individuale (basata sul Curriculum dello studente).
2. FormazioneRelazione sulla Formazione scuola-lavoro (non costituisce più l'apertura).
3. ApprofondimentiAnalisi delle quattro discipline scelte (gestita dai quattro commissari titolari).
4. TrasversaliEducazione Civica e competenze generali (gestite dal Presidente).

Cosa cambia concretamente per studenti e docenti

Per gli studenti, il cambiamento operativo è radicale: non è più sufficiente preparare una "lista" di argomenti tecnici da esporre a memoria. È obbligatorio preparare una riflessione coerente sulla propria identità scolastica che funga da introduzione. Chi non riesce a strutturare questo passaggio iniziale rischia di compromettere la fluidità dell'intero colloquio, poiché la riflessione personale è il pilastro su cui si regge la nuova struttura della prova.

Per il personale docente e le segreterie, la sfida risiede nella corretta documentazione e nella preparazione dei candidati. Gli istituti devono assicurarsi che il Curriculum dello studente sia aggiornato e che i docenti siano consapevoli della libertà di scelta nella conduzione del colloquio. È fondamentale che la commissione rispetti la sequenza ministeriale pur mantenendo l'autonomia di decidere i passaggi tra le materie, garantendo che la valutazione sia una sintesi coerente del percorso formativo.

In termini di tempistiche tecniche, è stato ribadito che il punteggio di ogni prova scritta deve essere pubblicato almeno due giorni prima dell'inizio dei colloqui (escluse domeniche e festivi). Questo intervallo è fondamentale per permettere agli studenti di consultare i risultati tramite l'affissione dei tabelloni o l'area documentale del registro elettronico prima di affrontare la prova orale.

Infine, per gli studenti con DSA, restano invariati i diritti all'utilizzo degli strumenti compensativi e dei tempi aggiuntivi previsti dal proprio piano individuale (PDP), garantendo l'inclusività anche nel nuovo modello di valutazione.

La mancata partecipazione al colloquio comporta l'impossibilità di completare l'esame di Stato, rendendo la presenza e la partecipazione attiva alla riflessione iniziale un requisito perentorio per il conseguimento del titolo.

Punti di attenzione per la sessione 2026
  • Durata media: Sebbene non fissata per legge, la prassi ministeriale indica una durata compresa tra i 45 e i 60 minuti.
  • Niente multimediali: Ricordare che per la parte di educazione civica non è prevista la predisposizione di presentazioni multimediali.
  • Pubblicazione punteggi: Verificare rigorosamente il rispetto del gap di 48 ore (escluse festività) tra punteggi scritti e inizio orale.

FAQs
Maturità 2026: il colloquio orale non parte più dalla Formazione scuola-lavoro, ecco la nuova sequenza

Come deve iniziare il colloquio orale della Maturità 2026?+

Il colloquio non deve più aprirsi con la relazione sulla formazione scuola-lavoro. La prova deve iniziare con una riflessione personale dello studente sul proprio percorso scolastico e individuale, basata sul documento istituzionale "Curriculum dello studente".

Qual è la sequenza corretta delle fasi del colloquio?+

La commissione deve seguire un percorso guidato che prevede tre fasi principali: 1) la riflessione personale iniziale, 2) la formazione scuola-lavoro e 3) l'approfondimento delle quattro discipline scelte dallo studente. La commissione ha autonomia nel decidere le modalità di transizione tra queste fasi.

Quanto tempo dura mediamente il colloquio orale?+

Sebbene non vi sia una durata fissa stabilita per legge, la prassi ministeriale e le FAQ ufficiali indicano una durata media compresa tra i 45 e i 60 minuti. Questo tempo deve essere gestito dalla commissione per coprire tutte le fasi previste dal Decreto Ministeriale n. 13.

Qual è il ruolo del Presidente durante il colloquio?+

Il Presidente non agisce come un "super commissario" per le materie tecniche, ma funge da garante di legalità e moderatore. Il suo intervento è focalizzato su aspetti trasversali, come l'Educazione Civica, mentre i contenuti tecnici sono gestiti dai quattro commissari titolari.

Redazione Orizzonte Insegnanti
L'autore

Redazione Orizzonte Insegnanti

Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

Scopri i nostri strumenti per i docenti
Condividi Articolo

PEI Assistant

Crea il tuo PEI personalizzato in pochi minuti!

Scopri di più →

EquiAssistant

Verifiche equipollenti con l'AI!

Prova ora →