Maturità 2026: la seconda prova del Liceo delle Scienze Umane mette al centro il rapporto tra adolescenti e smartphone
La Maturità 2026 sta entrando nel suo momento decisivo con lo svolgimento della seconda prova scritta, che per il Liceo delle Scienze Umane si focalizza su una delle sfide più pressanti della contemporaneità: l'impatto delle tecnologie digitali sulla crescita e sull'identità degli adolescenti. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha scelto di porre i maturandi di fronte a una riflessione profonda sul ruolo degli smartphone, non come semplice strumento tecnologico, ma come vero e proprio catalizzatore di cambiamenti nelle relazioni intergenerazionali e nella costruzione del sé.
La traccia, pubblicata ufficialmente in linea con il Decreto Ministeriale n. 13 del 29 gennaio 2026, non richiede una mera esposizione teorica, ma una sintesi critica tra due prospettive autorevoli e complementari. Gli studenti sono chiamati a confrontarsi con i contributi di Giuseppe Riva, psicologo della comunicazione, e di Alberto Pellai, medico, ricercatore e psicoterapeuta. Questa scelta editoriale del Ministero mira a valorizzare la capacità degli studenti di collegare le conoscenze acquisite nei percorsi di pedagogia, sociologia, psicologia e antropologia con le dinamiche reali della Cyber generation.
L'approccio adottato riflette una volontà pedagogica di spostare l'esame verso una dimensione di alfabetizzazione digitale e mediazione tecnologica. Invece di temi puramente astratti, la prova interroga la fatica di crescere in un'epoca dominata dalla gratificazione istantanea e dalla costante connessione. Per i maturandi, la sfida consiste nel dimostrare come l'identità online si costruisca oggi e come sia possibile preservare la qualità della comunicazione tra adulti e giovani in un contesto di pervasività digitale.
Analisi dei testi di riferimento: tra mediazione e sfide evolutive
La struttura della prova si articola su due pilastri concettuali distinti che gli studenti devono saper integrare armoniosamente. Da un lato, il contributo di Giuseppe Riva offre una chiave di lettura focalizzata sulla mediazione degli adulti. Il pensiero di Riva suggerisce che la tecnologia debba essere governata attraverso il supporto attivo di genitori e insegnanti, trasformandola in uno strumento consapevole piuttosto che in un ambiente di isolamento. In questo senso, la prova invita a riflettere su come la guida educativa possa mitigare i rischi della dipendenza digitale.
Dall'altro lato, il testo di Alberto Pellai introduce una dimensione più psicologica e antropologica, analizzando il digitale come fattore di ridefinizione delle relazioni sociali. Pellai sottolinea la "fatica di crescere" in quest'epoca, dove il rischio dell'Intelligenza Artificiale e della tecnologia è proprio quello di eliminare lo sforzo necessario per trovare risposte, contrastando con la ricerca della gratificazione istantanea. Il ricercatore promuove il concetto di meraviglia come antidoto all'ansia e alla paura, suggerendo che l'ingresso in nuove piattaforme debba essere accompagnato da una scoperta autentica e non da una semplice imitazione del comportamento altrui.
Il confronto tra questi due autori permette agli studenti di esplorare il concetto di "adultescenza", termine che Pellai utilizza per descrivere una sorta di tempo regressivo anziché evolutivo. La traccia offre quindi l'opportunità di discutere le fragilità a specchio tra generazioni: mentre i giovani affrontano la costruzione dell'identità in spazi virtuali, gli adulti sono chiamati a riscoprire l'arte di tracciare frontiere e confini chiari. Questa dialettica è il cuore pulsante della prova, che richiede una capacità di analisi critica superiore alla semplice ripetizione di concetti accademici.
Il quadro normativo e la struttura operativa della prova
La prova si inserisce nel solco del D.Lgs. 62/2017, recentemente aggiornato dal D.L. 127/2025 (convertito in L. 164/2025). Questi atti normativi definiscono la struttura dell'Esame di Stato, che prevede una prima prova scritta di Italiano comune a tutti gli indirizzi e una seconda prova specifica per i percorsi di studio scelti. Per il Liceo delle Scienze Umane, la disciplina caratterizzante identificata dal decreto ministeriale è proprio quella delle Scienze Umane, che comprende ambiti come la pedagogia e la sociologia.
La durata della prova è fissata in 6 ore, un tempo che deve essere gestito con attenzione dagli studenti per coprire le diverse sezioni richieste. La struttura della traccia prevede una prima parte dedicata allo sviluppo di un tema argomentativo, dove il candidato deve elaborare una riflessione critica partendo dai testi proposti. La seconda parte è invece composta da una serie di quesiti, tra i quali gli studenti devono sceglierne il numero indicato dal plico ministeriale.
È importante sottolineare che, sebbene la griglia di correzione specifica per questa traccia non sia stata ancora resa pubblica, i criteri generali di valutazione premiano la capacità di raccordare le conoscenze in modo critico e personale. Gli studenti devono dimostrare non solo il possesso di contenuti disciplinari, ma anche il grado di autonomia e responsabilità acquisiti durante il percorso scolastico. Questo approccio è coerente con le dichiarazioni del Ministro Giuseppe Valditara, che ha definito l'esame come uno strumento per valorizzare il merito e la capacità di collegare le competenze in modo originale.
Cosa cambia concretamente per gli studenti e le commissioni
Per gli studenti del Liceo delle Scienze Umane, la prova rappresenta un salto qualitativo rispetto alle edizioni precedenti. Non è più sufficiente citare autori classici come Montessori, Freud o Piaget in modo isolato; è necessario utilizzare questi riferimenti per commentare la realtà attuale degli smartphone e della comunicazione digitale. La prova richiede una sintesi critica tra l'approccio di Riva (la tecnologia come strumento da governare) e quello di Pellai (il digitale come sfida evolutiva e psicologica).
Per le commissioni d'esame, che da quest'anno sono composte da un Presidente esterno e da due membri interni e due esterni, la valutazione si sposta sulla capacità del candidato di argomentare in modo personale. La traccia non ammette risposte "a libretto", ma premia chi riesce a utilizzare un linguaggio tecnico appropriato per descrivere fenomeni complessi come la "Cyber generation" o la "mediazione tecnologica". Gli studenti devono essere in grado di identificare il cuore del discorso nei testi e sviluppare una base argomentativa solida che colleghi la teoria alla pratica quotidiana.
In sintesi, gli studenti devono prepararsi a:
- Analizzare i testi di Riva e Pellai individuando le parole chiave (es. meraviglia, fatica, mediazione, identità).
- Sviluppare un tema argomentativo che non sia solo descrittivo, ma che proponga una posizione critica sul rapporto tra adolescenti e tecnologia.
- Rispondere ai quesiti della seconda parte con precisione, evitando di andare fuori tema e mantenendo una coerenza grammaticale e logica.
- Utilizzare correttamente i termini specifici delle discipline di indirizzo (pedagogia, psicologia, sociologia) per arricchire l'analisi.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Disciplina di Prova | Scienze Umane |
| Temi Centrali | Crescita, identità e tecnologie digitali; rapporto adolescenti-smartphone. |
| Autori di Riferimento | Giuseppe Riva (Psicologo) e Alberto Pellai (Medico/Psicoterapeuta). |
| Struttura Prova | Tema argomentativo + scelta tra quesiti (durata totale 6 ore). |
| Riferimenti Normativi | D.Lgs. 62/2017, D.L. 127/2025 (L. 164/2025), D.M. 13 del 29/01/2026. |
Impatto pedagogico e riflessioni finali
L'introduzione di queste tracce segna un netto distacco dai temi puramente teorici del passato, abbracciando questioni di attualità sociale che toccano direttamente la vita degli studenti. La scelta di Pellai e Riva riflette una volontà del Ministero di testare la maturità civile dei giovani: la capacità di riflettere su come gli strumenti che usano ogni giorno influenzino la loro percezione del mondo e delle relazioni. Per le famiglie, questo significa che l'esame non valuta solo "quanto" lo studente sa, ma "come" è capace di pensare criticamente sulle sfide della propria epoca.
Sebbene non siano ancora disponibili i criteri di valutazione granulari, è chiaro che la capacità di sintesi tra i due approcci sarà il fattore discriminante. Chi riuscirà a dimostrare di aver compreso la necessità di una guida adulta (Riva) senza però sottovalutare la complessità e la "fatica" della crescita digitale (Pellai) avrà le migliori possibilità di successo. La prova diventa, in ultima analisi, un esercizio di autonomia intellettuale, dove la tecnologia non è il soggetto, ma il contesto in cui l'essere umano deve ancora imparare a navigare con consapevolezza.
Per chi deve affrontare la sessione suppletiva, le date specifiche saranno pubblicate nelle prossime circolari ministeriali, solitamente a fine giugno o inizio luglio. È fondamentale che gli studenti continuino a esercitarsi sulla capacità di collegamento interdisciplinare, preparando una base solida che permetta di affrontare qualsiasi variante della traccia con fluidità e profondità critica.
FAQs
Maturità 2026: la seconda prova del Liceo delle Scienze Umane mette al centro il rapporto tra adolescenti e smartphone
La prova si focalizza sul rapporto tra crescita, identità e tecnologie digitali, analizzando l'uso degli smartphone tra gli adolescenti. Gli studenti devono confrontarsi con le prospettive di Giuseppe Riva e Alberto Pellai, integrando la gestione del digitale come opportunità e come sfida evolutiva.
La traccia è strutturata in due parti: una prima sezione dedicata a un tema argomentativo e una seconda composta da una serie di quesiti tra cui lo studente deve sceglierne alcuni. Sebbene il numero esatto di quesiti da selezionare non sia stato reso pubblico universalmente, la struttura a scelta è confermata dal Ministero.
Gli studenti devono elaborare una sintesi critica che metta in relazione la mediazione degli adulti nel governare la tecnologia con la ridefinizione delle relazioni sociali nella "Cyber generation". È fondamentale dimostrare capacità di analisi critica sull'identità online e sulla preservazione della comunicazione intergenerazionale.
Il Decreto Ministeriale n. 13 ha definito le discipline il 29 gennaio 2026, mentre l'inizio ufficiale dell'Esame di Stato è fissato per il 18 giugno 2026. La seconda prova per il Liceo delle Scienze Umane si svolge il 19 giugno 2026, con le date della sessione suppletiva da definire nelle circolari di fine giugno/luglio.