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Sostegno scuole infanzia a Genova: il Comune stanzia 250 mila euro tra nuovi fondi e polemiche sulla riduzione delle ore

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Sostegno scuole infanzia a Genova: il Comune stanzia 250 mila euro tra nuovi fondi e polemiche sulla riduzione delle ore

Il Comune di Genova ha ufficializzato un importante stanziamento di 250 mila euro destinato al potenziamento del sostegno nelle scuole dell'infanzia. L'iniziativa, presentata dall'assessora ai Servizi Educativi e al Diritto all'Istruzione, Rita Bruzzone, si pone l'obiettivo di garantire una maggiore inclusione scolastica per gli alunni con disabilità, rispondendo a un incremento strutturale delle certificazioni di disabilità che, secondo i dati comunali, cresce di circa il 30% ogni anno scolastico.

Tuttavia, l'intervento economico si inserisce in un clima di forte tensione politica e sociale, scaturito dalla recente approvazione di una determina dirigenziale che ridefinisce radicalmente le modalità di assistenza. Se da un lato l'amministrazione comunale dichiara di voler rendere la distribuzione delle risorse più uniforme e sostenibile, dall'altro le opposizioni e le organizzazioni sindacali denunciano un drastico arretramento delle tutele acquisite nel 2017, accusando la giunta di aver attuato un "blitz" per evitare il confronto pubblico in Consiglio Comunale.

La nuova procedura organizzativa sperimentale per il 2026/2027

Il fulcro del cambiamento risiede nel documento firmato dalla Direzione Servizi Educativi, che sostituisce le linee guida sull'inclusione scolastica approvate nel 2017. Il nuovo modello introduce una gestione flessibile delle ore di sostegno, passando da una logica strettamente legata al singolo bambino a una distribuzione basata su un bacino di ore spendibili a livello di ambito scolastico. Il territorio comunale sarà suddiviso in nove aree, all'interno delle quali le risorse potranno essere allocate in modo puntuale per rispondere alle criticità emerse.

Questa scelta amministrativa mira a gestire meglio l'aumento dei bisogni educativi, ma ha scatenato una reazione immediata da parte dei genitori e dei sindacati. La critica principale riguarda la trasformazione del servizio di sostegno nei nidi d'infanzia e nelle sezioni primavera. Secondo la nuova normativa, il sostegno non sarà più previsto come criterio generale, ma diventerà una misura sussidiaria attivabile esclusivamente per casi di particolare complessità o criticità documentate. Questo significa che la prassi consolidata, che garantiva fino a 10 ore settimanali nei casi più complessi, rischia di essere ridimensionata drasticamente.

L'amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Silvia Salis, sostiene che la revisione sia necessaria per garantire la sostenibilità del servizio di fronte all'esplosione delle richieste. La giunta sottolinea inoltre che l'investimento totale per il sostegno educativo e gli Operatori Socio Educativi (OSE) supera oggi i 14 milioni di euro annui. Nonostante l'opposizione, l'assessora Bruzzone ha ribadito che l'obiettivo è la trasparenza e che le famiglie non saranno lasciate indietro, pur riconoscendo la necessità di una maggiore collaborazione da parte della Regione Liguria, il cui contributo è attualmente considerato insufficiente rispetto allo sforzo economico sostenuto dal Comune.

Dinamiche politiche e mobilitazione delle famiglie

La reazione alla determina dirigenziale non è stata solo politica, ma ha coinvolto direttamente la cittadinanza. Già dall'11 luglio 2026 è stata lanciata una raccolta firme promossa da genitori e insegnanti per contrastare la riduzione delle ore di supporto. Molti cittadini denunciano che la nuova gestione nasconde dei tagli reali, specialmente per i bambini con disabilità gravi. Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova, ha definito il provvedimento un taglio inaccettabile alle tutele dei più fragili, criticando la mancanza di trasparenza nel metodo adottato dagli uffici tecnici.

Un aspetto tecnico rilevante della nuova gestione riguarda la continuità lavorativa degli OSE. A differenza degli insegnanti, queste figure sono gestite da cooperative in appalto e, fino a poco tempo fa, non potevano essere pagate né lavorare in assenza dell'alunno. La nuova procedura mira a dare maggiore dignità e stabilità a questi operatori, permettendo loro una maggiore flessibilità operativa all'interno degli ambiti scolastici. Tuttavia, il timore espresso dai sindacati è che, a fronte dell'aumento dei casi di disabilità, la flessibilità possa tradursi in un servizio meno capillare e meno efficace rispetto al passato.

Le opposizioni hanno già predisposto una richiesta urgente di Commissione Consiliare per costringere la Giunta a rispondere dell'atto e per chiedere la revoca immediata del provvedimento sperimentale. L'obiettivo è il ripristino delle tutele storiche del 2017, che garantivano una maggiore certezza del diritto per le famiglie. Al momento, il dibattito resta aperto e la sperimentazione prevista per l'anno scolastico 2026/2027 sarà il termometro per valutare se la flessibilità gestionale possa effettivamente conciliare sostenibilità economica e qualità dell'inclusione.

Cosa cambia concretamente per docenti, famiglie e servizi scolastici

Per comprendere l'impatto operativo della nuova normativa, è necessario analizzare la ridistribuzione del monte ore prevista per i diversi gradi di disabilità. La modifica non è uniforme e dipende dalla presenza concomitante di insegnanti di sostegno e operatori socio-educativi:

  • Bambini con disabilità gravi (Art. 3, comma 3, L. 104): il monte ore settimanale passa da 25 a 20 ore se sono attivi sia il sostegno educativo che l'OSE; se è attivo solo il sostegno educativo, il tetto è fissato a 15 ore.
  • Bambini con disabilità non gravi: il tetto massimo scende a 12 ore con entrambi i servizi e a 9 ore con solo il sostegno educativo.
  • Nidi e Sezioni Primavera: il servizio di sostegno non è più un diritto automatico ma una eccezione sussidiaria, attivabile solo per casi documentati di estrema complessità.
  • Risorse aggiuntive: sono previste 415 ore settimanali extra da distribuire tra i diversi ambiti territoriali per compensare le criticità emerse.

Per le famiglie, ciò significa che l'accesso al supporto nei nidi potrebbe diventare più complesso da ottenere, richiedendo una documentazione più rigorosa per giustificare la necessità del servizio. Per i dirigenti scolastici e le segreterie, la gestione passerà da una pianificazione individuale a una pianificazione per ambito scolastico, che richiederà una maggiore capacità di coordinamento tra le diverse scuole del territorio per la gestione del "bacino di ore".

Tipologia di DisabilitàMonte Ore con Sostegno + OSEMonte Ore con solo Sostegno
Disabilità Gravi (L. 104)20 ore settimanali15 ore settimanali
Disabilità Non Gravi12 ore settimanali9 ore settimanali
Nidi e Sezioni PrimaveraMisura sussidiaria (eccezione)Non previsto come criterio generale
Punti critici e lacune della normativa attuale

Nonostante la ricchezza di dettagli sulla ridistribuzione delle ore, il dossier evidenzia alcune zone d'ombra che potrebbero generare incertezze operative. Non è ancora stato specificato come verranno ripartiti esattamente i 250 mila euro di fondo comunale tra le diverse scuole dell'infanzia del territorio. Inoltre, mancano criteri precisi e trasparenti per definire cosa si intenda per "particolare complessità" nei nidi d'infanzia, parametro che determinerà l'accesso effettivo al servizio per le famiglie più fragili.

La sperimentazione del 2026/2027 sarà fondamentale per osservare se la flessibilità gestionale a livello di ambito scolastico permetterà effettivamente di coprire i picchi di domanda o se, al contrario, porterà a una frammentazione del supporto individuale. Per i docenti e gli operatori, la sfida sarà quella di conciliare la nuova autonomia di spesa delle ore con la necessità di garantire un percorso educativo coerente e continuo per ogni singolo alunno.

FAQs
Sostegno scuole infanzia a Genova: il Comune stanzia 250 mila euro tra nuovi fondi e polemiche sulla riduzione delle ore

Qual è l'importo del fondo comunale per il sostegno alle scuole dell'infanzia a Genova?+

Il Comune di Genova ha stanziato 250 mila euro per sostenere l'inclusione scolastica nelle scuole dell'infanzia. Questa iniziativa mira a garantire il supporto ai bambini, sebbene la distribuzione esatta dei fondi tra le diverse scuole non sia ancora stata specificata nei documenti ufficiali.

Cosa cambia concretamente nelle ore di sostegno per i bambini con disabilità?+

Per le disabilità gravi, il monte ore settimanale passa da 25 a 20 ore se sono attivi sia il sostegno educativo che l'operatore socio-educativo (OSE), oppure a 15 ore con solo il sostegno. Per le disabilità non gravi, il tetto massimo scende a 12 ore con entrambi i servizi e a 9 ore con solo il sostegno educativo.

Come verrà gestita la distribuzione delle risorse di sostegno scolastico?+

La nuova procedura introduce una gestione flessibile basata su un bacino di ore spendibili a livello di ambito scolastico, suddiviso in nove aree territoriali. Questo modello sostituisce la gestione precedentemente legata esclusivamente al singolo bambino, con l'obiettivo di rendere il servizio più sostenibile e uniforme.

Quali sono le novità per il sostegno nei nidi d'infanzia e nelle sezioni primavera?+

Nei nidi d'infanzia e nelle sezioni primavera, il servizio di sostegno non è più previsto come criterio generale per tutti gli alunni. Diventa invece una misura sussidiaria che può essere attivata solo in presenza di casi di particolare complessità o criticità documentate.

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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