Con l’OM 27/2026 le ore residue vengono aggregate in posti-orario, privilegiando l’entità oraria maggiore. Se non è possibile coprire una cattedra né con personale a tempo indeterminato né con docenti di ruolo, la nuova procedura stabilisce l’uso di spezzoni pari o inferiori alle sei ore settimanali. L’assegnazione si sviluppa in tre fasi distinte e privilegia i docenti abilitati per posto comune o di sostegno. L’obiettivo è valorizzare l’intero organico dell’autonomia e ridurre le lacune nelle classi, con differenze operative tra primaria e secondaria.
Tre fasi pratiche per assegnare spezzoni fino a 6 ore
| Fase | Azioni principali | Coinvolti | Tempistiche |
|---|---|---|---|
| Prima fase | Attribuire spezzoni ai docenti di ruolo in organico dell’autonomia con abilitazione per posto comune o specializzazione sul sostegno; possono esserci eccezioni per chi ha solo titolo di studio se esaurite GAE, GPS e graduatorie d’istituto | Dirigente, docenti interessati | Immissioni in ruolo, poi supplenze |
| Seconda fase | Segnalare spezzoni non assegnati all’UST; l’Ufficio Scolastico Territoriale Aggrega gli spezzoni per creare cattedre orario e attribuisce le supplenze tramite algoritmo | Ufficio Scolastico Territoriale; dirigente | Dopo la prima fase |
| Terza fase | Ritorno alle scuole degli spezzoni pari o inferiori a sei ore settimanali; attribuzione ai docenti in servizio con abilitazione; in caso di esaurimento, può essere attribuito anche a personale in servizio senza abilitazione ma con titolo di studio | Dirigente; personale in servizio | All’inizio dell’anno |
Confronto tra primaria e secondaria: cosa cambia in pratica
Nella scuola primaria le ore di programmazione si integrano in funzione dell’orario complessivo. Per un orario fino a 11 ore, si aggiunge 1 ora di programmazione; per un orario fino a 22 ore, si aggiungono 2 ore. Il monte ore di programmazione non può superare 2 ore in totale.
Nella scuola secondaria le tre fasi si applicano in modo uniforme, ma le differenze di grado e contesto territoriale possono modificare tempistiche e priorità. L’uso delle GAE, GPS o graduatorie di istituto rimane cruciale per definire chi possa ricevere spezzoni, con l’algoritmo che può aggregare spezzoni non attribuiti dove possibile.
Tre passi pratici per dirigenti: guida operativa
Per dirigenti e referenti HR, l’operatività parte da una verifica di titoli e abilitazioni. Confermare che i docenti in organico dell’autonomia dispongano dell’abilitazione per posto comune o di specializzazione sul sostegno; annotare eventuali percorsi formativi coerenti con la disciplina.
Prossimi passi: richiedere disponibilità ai docenti di ruolo; privilegiare chi ha abilitazione e, se necessario, considerare docenti con titolo di studio anche se non abilitati nelle GAE/GPS. Attribuire spezzoni in base all’orario residuo e alle priorità: prima i docenti abilitati, poi i contratti a tempo pieno. Qualora restino spezzoni non assegnati, coordinarli con l’UST per l’assegnazione. All’inizio dell’anno, monitorare l’andamento e aggiornare le circolari sulle supplenze.
- Verifica abilitazione per posto comune o specializzazione sul sostegno; controlla i titoli di studio e i percorsi formativi coerenti.
- Richiedi disponibilità ai docenti di ruolo in organico dell’autonomia; privilegia chi è abilitato e, se necessario, considera docenti con titolo di studio al posto delle GAE/GPS.
- Attribuisci spezzoni in base all’orario residuo e alle priorità: prima i docenti abilitati, poi i contratti a tempo pieno; eventuali residui saranno gestiti dal dirigente in collaborazione con l’UST.
FAQs
Supplenze 2026: nuove regole per spezzoni fino a 6 ore, privilegio per i docenti di ruolo
La priorità è data ai docenti di ruolo in organico dell’autonomia con abilitazione per posto comune o specializzazione sul sostegno; possono esserci eccezioni per chi ha solo titolo di studio se esaurite GAE, GPS e graduatorie d’istituto.
Prima fase: attribuire spezzoni ai docenti di ruolo in organico dell’autonomia con abilitazione per posto comune o specializzazione sul sostegno. Seconda fase: l’UST aggrega gli spezzoni non assegnati e attribuisce le supplenze tramite algoritmo. Terza fase: ritorno alle scuole degli spezzoni pari o inferiori a sei ore, attribuiti ai docenti in servizio con abilitazione; in caso di esaurimento, può essere attribuito anche a personale in servizio senza abilitazione ma con titolo di studio.
In caso di esaurimento delle disponibilità di docenti di ruolo, la procedura può attribuire spezzoni anche a personale precario in servizio senza abilitazione ma con titolo di studio.
In primaria, le ore di programmazione si integrano in funzione dell’orario: fino a 11 ore si aggiunge 1 ora di programmazione; fino a 22 ore si aggiungono 2 ore, con un monte ore di programmazione massimo di 2 ore totali. In secondaria, le tre fasi si applicano uniformemente; l’uso di GAE, GPS o graduatorie rimane cruciale per definire chi possa ricevere spezzoni, con l’algoritmo che può aggregare spezzoni non attribuiti dove possibile.
Verifica titoli e abilitazioni dei docenti; conferma che chi è in organico dell’autonomia abbia abilitazione per posto comune o sostegno, annotando percorsi formativi coerenti. Richiedi disponibilità ai docenti di ruolo e privilegia chi è abilitato; se necessario, considera docenti con titolo di studio al posto delle GAE/GPS. Attribuisci spezzoni in base all’orario residuo e alle priorità: prima i docenti abilitati, poi i contratti a tempo pieno; eventuali residui saranno gestiti dal dirigente in collaborazione con l’UST. All’inizio dell’anno monitora l’andamento e aggiorna le circolari sulle supplenze.