La Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH) contesta la proposta di legge A. C. 2771, focalizzandosi sui requisiti di accesso per la professione ASACOM. Secondo la FISH, il testo corrente rischia di generare una disomogeneità nei servizi offerti agli alunni con disabilità e potrebbe minare la qualità e l’inclusione nelle classi.
In una nota ufficiale, FISH solleva che l’articolo 1, comma 1, lettera a), insieme ai commi 4-bis, non garantiscono standard minimi uniformi e una formazione adeguata. Per questo motivo propone un emendamento che definisca un livello formativo universitario e un quadro formativo obbligatorio, centrato su competenze di comunicazione, autonomia e intervento educativo assistenziale.
Standard omogenei e formazione universitaria: cosa cambia e perché serve l’emendamento
Situazione Attuale della proposta crea una cornice normativa non uniforme, con rischi concreti per l’accesso e la qualità dei servizi di supporto agli studenti. Risposta della FISH è chiara: serve un’impostazione nazionale e coerente, non una somma di esperienze non omogenee.
L’emendamento intende stabilire un livello universitario e un quadro formativo obbligatorio, con focus su comunicazione, autonomia e intervento educativo. Questo obiettivo mira a garantire competenze coerenti e verificabili su tutto il territorio.
| Aspetto | Stato Attuale | Proposta/ Contro | Impatto Scolastico | Note |
|---|---|---|---|---|
| Requisiti Accesso | Disomogenei e non uniformi | Livello universitario definito | Maggiore coerenza | Standard uniformi |
| Formazione Obbligatoria | Manca formazione obbligatoria | Quadro formativo strutturato | Interventi pratici | Competenze verificabili |
| Equivalenza Esperienze | Equivalenza tra percorsi non adeguata | Qualifica e formazione | Uniformità | Chiarezza normativa |
| Quadro Formativo | Nessun quadro centralizzato | Quadro centralizzato definito | Uniformità nazionale | Chiarezza normativa |
| Monitoraggio Verifica | Mancano meccanismi di controllo | Istituire monitoraggio e verifica | Miglioramento della efficacia | Trasparenza e responsabilità |
Confini operativi e definizioni chiave
La discussione si incentra sull’ampiezza del ruolo ASACOM e sul perimetro della sua formazione. Senza un perimetro chiaro, le scuole rischiano interventi non omogenei tra regioni e contesti.
La proposta FISH sottolinea l’urgenza di una definizione chiara di livello universitario e di un insieme di competenze standardizzate per garantire qualità e coerenza nell’intervento educativo.
Azioni pratiche per garantire standard minimi formativi per ASACOM
In questa sezione proponiamo due vie concrete per allineare la norma ai bisogni delle scuole e degli studenti. Le azioni mirano a garantire che le ASACOM possano operare con competenze verificabili e uniformi, riducendo la variabilità tra territori.
Per accompagnare l’attuazione, si suggeriscono ulteriori passaggi e una timeline di implementazione che includa formazione, monitoraggio e revisione normativa nel giro di due legislature.
- Verificare l’articolo 1, comma 1 definisca un quadro formativo nazionale.
- Definire un livello universitario con crediti riconosciuti.
- Istituire un piano formativo obbligatorio su Braille, CAA e intervento educativo.
- Stabilire procedure di verifica e monitoraggio dei crediti formativi.
- Assicurare che le scuole possano proporre percorsi coerenti ai territori.
FAQs
ASACOM: FISH chiede standard uniformi e percorsi universitari per la professione di Assistente per l’ Autonomia e la Comunicazione
FISH critica i requisiti di accesso e avverte che senza standard minimi uniformi si rischia disomogeneità tra scuole. Propone un emendamento che definisca un livello formativo universitario e un quadro formativo obbligatorio centrato su comunicazione, autonomia e intervento educativo.
Propone un livello universitario definito e crediti riconosciuti, accompagnato da un quadro formativo strutturato e da un piano su comunicazione, autonomia e intervento educativo, per garantire competenze verificabili su tutto il territorio.
Garantirebbero coerenza e trasparenza tra territori, interventi più uniformi e una maggiore qualità del supporto agli studenti con disabilità, riducendo la frammentazione normativa e operativa.
Verificare l'articolo 1 per definire un quadro formativo nazionale; definire un livello universitario con crediti riconosciuti; istituire un piano formativo obbligatorio su Braille, CAA e intervento educativo; stabilire procedure di verifica e monitoraggio; assicurare che le scuole offrano percorsi coerenti ai territori.