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Social e minori: il Garante contesta l'approccio legislativo e punta sulla responsabilità delle famiglie

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Social e minori: il Garante contesta l'approccio legislativo e punta sulla responsabilità delle famiglie

L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza (Agia) ha recentemente assunto una posizione critica e profondamente analitica riguardo alla strategia del Governo italiano per la tutela dei minori nell'ambiente digitale. Secondo l'Autorità, un approccio basato esclusivamente sull'inasprimento delle norme e sui divieti tecnici non è sufficiente a contrastare le derive del mondo online. Il cuore del problema, secondo il Garante, non risiede unicamente nelle piattaforme tecnologiche, ma nella fragilità del tessuto sociale e nelle carenze educative che caratterizzano molte realtà familiari contemporanee.

Il dibattito si accende proprio mentre il legislatore lavora sui disegni di legge nn. 1136, 1160 e 1166, volti a definire il perimetro di protezione per i più piccoli. L'Autorità sottolinea come la semplice proibizione di accesso ai social network possa rivelarsi inefficace, citando l'esperienza australiana dove, nonostante il divieto per gli under 16, sette ragazzi su dieci riescono a eludere i blocchi tecnologici. Questo fenomeno evidenzia la natura dei "nativi digitali", capaci di aggirare barriere che non affrontano la radice del bisogno di socialità digitale.

La sfida culturale contro il "maltrattamento universale" delle piattaforme

Durante le audizioni in Commissione bicamerale, l'Autorità ha definito la politica attuale delle piattaforme come un "maltrattamento universale ai danni di bambini e ragazzi". Questa definizione forte non mira a demonizzare la tecnologia in sé — che il Garante riconosce come uno strumento preziosissimo per la diffusione del sapere e un diritto fondamentale, come sancito dal Parlamento europeo — ma a denunciare la mancanza di una protezione adeguata contro algoritmi progettati per la cattura dell'attenzione. La sfida posta al Governo è dunque quella di passare da una logica di "polizia digitale" a una di responsabilizzazione educativa.

Un punto cruciale della riflessione riguarda il cosiddetto digital divide inverso, fenomeno analizzato dall'Università di Milano Bicocca. I dati evidenziano come, nelle famiglie meno scolarizzate, lo smartphone arrivi nelle mani dei bambini molto prima rispetto alle classi più abbienti, spesso già come regalo della prima comunione. Questa precoce esposizione, priva di una mediazione consapevole, produce impatti pesanti sullo sviluppo cognitivo ed emotivo. In questo scenario, la norma non può colmare il divario sociale: serve invece un intervento che ricostruisca il "villaggio che serve a crescere ogni bambino", ovvero un tessuto comunitario che sostenga i genitori nel compito educativo.

Il progetto "Strade in gioco" e la creazione di spazi di socialità offline

Per rispondere a questa sfida, il Garante ha promosso il progetto "Strade in gioco", che trae ispirazione dalle play streets del Regno Unito. L'obiettivo è concreto: creare safe space urbani, ovvero piazze e strade chiuse al traffico, dotate di arredi e street art, dove i ragazzi possano incontrarsi fisicamente e vivere esperienze di gioco libero e non strutturato. Questo approccio mira a offrire un'alternativa reale e attrattiva alla socialità virtuale, riducendo la dipendenza dagli schermi attraverso la creazione di luoghi di aggregazione sicuri.

Il sostegno a questa iniziativa è stato rafforzato dal Decreto n. 248/2025, che ha previsto lo scorrimento della graduatoria e l'ampliamento dei comuni beneficiari. L'Autorità ha inoltre sottolineato la necessità di una co-regolamentazione della materia, basata su principi di soft law e auto-regolamentazione con i fornitori di servizi, piuttosto che su norme rigide e inidonee a un ambito in costante evoluzione tecnologica. Questo modello si allinea con le direttive europee del Digital Service Act (DSA), che promuovono una disciplina flessibile ma efficace.

Cosa cambia concretamente per la scuola e le famiglie

L'approccio proposto dal Garante si traduce in azioni operative immediate per il sistema scolastico e per le amministrazioni locali. Per le scuole primarie, l'attenzione si sposta sull'alfabetizzazione digitale precoce: sono già stati introdotti strumenti didattici specifici, come il libro-gioco su Geronimo Stilton per le classi quarte, progettato per insegnare ai bambini a distinguere la relazione umana dall'intelligenza artificiale e a riconoscerne i rischi.

Per i Comuni, la possibilità di accedere ai fondi per i "safe space" è riservata a realtà tra i 10.000 e i 200.000 abitanti che rispettino determinati requisiti di densità abitativa. Per le famiglie, il cambio di paradigma è netto: il focus non è più solo sulla "proibizione" dei dispositivi, ma sulla responsabilizzazione genitoriale consapevole. Il Garante invita i genitori a riflettere sulla propria presenza digitale, avvertendo che l'uso dello smartphone durante momenti critici come l'allattamento ha effetti documentati sullo sviluppo del neonato.

Elemento di Analisi Dettaglio e Riferimento
Disegni di Legge nn. 1136, 1160 e 1166 (Tutela minori dimensione digitale)
Decreto Risorse Decreto n. 248/2025 (Progetto "Strade in gioco")
Class Action Moige Prima udienza fissata per il 14 maggio 2026 contro Meta e TikTok
Privacy DDL Criticità risolte tra agosto e settembre 2025 (Nota Garante 30/03/2026)
Cronologia e prossimi passi normativi

L'iter legislativo presenta diverse tappe fondamentali che i docenti e i dirigenti devono monitorare per comprendere l'evoluzione delle responsabilità scolastiche. È importante notare che, sebbene il Garante per la protezione dei dati personali abbia smentito i blocchi tecnici per privacy (già risolti nel 2025), l'esame del provvedimento in Commissione risulta fermo dal 21 ottobre 2025 per ragioni non ancora chiarite.

  • 14 maggio 2026: Prima udienza della class action europea promossa dal Moige contro i giganti tecnologici.
  • Monitoraggio DDL: Attesa della definitiva approvazione e degli atti applicativi dei disegni di legge 1136, 1160 e 1166.
  • Fondi Comuni: Monitoraggio dei bandi per i "safe space" urbani per i comuni beneficiari.

Al momento, non è ancora specificata la data definitiva di entrata in vigore delle norme contenute nei disegni di legge citati, né sono disponibili i dettagli sui costi esatti per singolo comune all'interno del fondo complessivo di 810.000 euro. La scuola dovrà quindi restare vigile sull'approvazione finale per integrare correttamente i nuovi strumenti didattici e le linee guida sulla responsabilità educativa.

FAQs
Social e minori: il Garante contesta l'approccio legislativo e punta sulla responsabilità delle famiglie

Perché il Garante per l'infanzia sostiene che le leggi sui social non siano sufficienti?+

L'Autorità evidenzia che il problema non è solo tecnologico, ma risiede nella fragilità del tessuto sociale e familiare. Secondo il Garante, i divieti tecnici devono essere accompagnati da una responsabilità genitoriale consapevole e dalla creazione di spazi di socialità reali offline.

Cosa prevede concretamente il progetto "Strade in gioco"?+

Il progetto mira a creare "safe space" urbani, ovvero strade e piazze chiuse al traffico con arredi e street art, per promuovere il gioco libero. I comuni tra 10.000 e 200.000 abitanti che rispettano determinati requisiti di densità possono accedere a fondi specifici per queste infrastrutture.

Quali sono le criticità rilevate riguardo all'uso degli smartphone nelle famiglie meno scolarizzate?+

Studi evidenziano un "digital divide inverso" in cui nelle famiglie meno scolarizzate lo smartphone arriva prima, spesso come regalo della prima comunione. Questo fenomeno comporta impatti più pesanti sullo sviluppo dei minori a causa della mancanza di mediazione educativa.

Quali sono le prossime tappe legali e normative per la tutela dei minori online?+

Il 14 maggio 2026 è fissata la prima udienza della class action europea promossa dal Moige contro Meta e TikTok. Parallelamente, si attende la definitiva approvazione e gli atti applicativi dei disegni di legge nn. 1136, 1160 e 1166 sulla tutela digitale.

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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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