Sostegno, la battaglia dei docenti specializzati per superare il vincolo provinciale e trasformare l'organico di diritto
Il sistema di gestione delle risorse per l'inclusione scolastica si trova oggi di fronte a una criticità strutturale che sta generando forti tensioni tra il Movimento dei Docenti Specializzati in Prima Fascia GPS e il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM). La questione centrale riguarda la rigidità dei criteri di accesso alla Mini Call Veloce e la persistenza di una distinzione tra organico di fatto e di diritto, che limita drasticamente le opportunità di immissione in ruolo e la libertà di scelta lavorativa per i docenti di sostegno.
Secondo quanto esposto nella lettera aperta inviata dal Movimento, l'attuale normativa impone un vincolo territoriale eccessivamente stringente: per partecipare alla procedura di scelta della sede, il docente deve obbligatoriamente indicare tutte le sedi della propria provincia di inclusione. Questo meccanismo crea un paradosso operativo, poiché chi decide di escludere sedi logisticamente insostenibili o non percorribili viene automaticamente qualificato come "rinunciatario", perdendo di fatto il diritto di accedere alla Mini Call in altre province. Tale automatismo è visto come un ostacolo alla mobilità professionale e alla tutela del benessere dei lavoratori.
Parallelamente, la categoria denuncia una grave carenza nella gestione delle cattedre. Sebbene il sistema informativo del MIM destini i posti residui in organico di diritto al reclutamento da GPS 1ª Fascia, la maggior parte delle risorse di sostegno è ancora gestita in deroga (organico di fatto). Questa situazione impedisce la trasformazione strutturale delle cattedre, rendendo impossibile la conversione di molti posti in organico di diritto e bloccando, di conseguenza, le immissioni in ruolo regolari. La richiesta dei docenti e dei sindacati, tra cui Anief, è chiara: censire e trasformare sistematicamente i posti in deroga per stabilizzare il personale e rendere le risorse effettivamente utilizzabili.
Il quadro normativo e le criticità della "Mini Call Veloce"
La disciplina delle immissioni in ruolo e l'individuazione delle risorse di sostegno si muovono su un terreno normativo complesso, che vede come pilastri il D.Lgs 66/2017 e il D.Lgs 96/2019. Tuttavia, l'applicazione pratica di queste norme incontra ostacoli tecnici significativi. In particolare, il D.I. n. 182/2020 (emendato dal D.I. 153/2023), all'art. 18 comma 4, stabilisce che la verifica finale e la proposta del numero di ore di sostegno devono essere approvate dal GLO e valutate dal Dirigente Scolastico, ma la mancanza di una corretta distinzione tra organico di fatto e di diritto crea una "zona grigia" amministrativa.
L'analisi tecnica condotta dalle realtà territoriali, come la FLP Scuola Foggia, conferma che l'obbligo di indicare l'intera provincia sussiste esclusivamente per le procedure di immissione in ruolo e non per le supplenze ordinarie. Questa distinzione tecnica è il fulcro del problema: la rigidità del requisito provinciale agisce come un filtro escludente che penalizza i docenti specializzati, limitando la loro capacità di pianificare una carriera lavorativa coerente con le proprie esigenze logistiche e personali.
Le richieste del Movimento e la risposta sindacale
Le istanze dei docenti specializzati non sono isolate, ma trovano un forte eco nelle dichiarazioni sindacali. Il sindacato Anief ha già richiesto formalmente al Ministero di intervenire sulla precarietà insostenibile della categoria, chiedendo una mappatura precisa di tutti i posti in deroga. L'obiettivo è duplice: da un lato, garantire che le risorse siano destinate ai legittimi destinatari del servizio di sostegno (come previsto dall'art. 35 della Legge 289/2002), e dall'altro, permettere che tali risorse siano utilizzabili per le assunzioni regolari, riducendo il ricorso a derive amministrative che non garantiscono stabilità.
Il nodo della questione risiede nella trasformazione strutturale delle cattedre. Se il Ministero dovesse accogliere le richieste, la trasformazione dei posti da "organico di fatto" a "organico di diritto" permetterebbe di convertire le cattedre in deroga in posti utilizzabili per le immissioni in ruolo. Questo non solo risolverebbe il problema della precarietà, ma darebbe anche ai docenti la possibilità di rifiutare sedi provinciali disagiate senza incorrere nell'esclusione automatica dalla procedura di scelta della sede.
| Elemento di Analisi | Dettaglio e Stato Attuale |
|---|---|
| Vincolo Provinciale | Obbligo di indicare tutte le sedi della provincia di inclusione per l'immissione in ruolo; rischio esclusione automatica se si rinuncia a sedi specifiche. |
| Organico di Diritto vs Fatto | Molte cattedre sono ancora in deroga (di fatto), rendendole non utilizzabili per le assunzioni regolari da GPS 1ª Fascia. |
| Mini Call Veloce | Procedura di scelta sede con finestra prevista indicativamente tra il 14 e il 19 agosto 2026 (soggetto a conferma). |
| Richieste Chiave | Disaccoppiamento tra rinuncia a sedi e diritto alla Mini Call; censimento e trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto. |
Cosa cambia concretamente per i docenti specializzati
In caso di accoglimento delle istanze presentate dal Movimento e dai sindacati, il panorama operativo per i docenti di sostegno subirebbe una trasformazione significativa:
- Maggiore libertà di scelta: I docenti potrebbero rifiutare sedi provinciali logisticamente insostenibili senza essere automaticamente esclusi dalla possibilità di partecipare alla Mini Call Veloce in altre province.
- Stabilizzazione del personale: La conversione dei posti in deroga in organico di diritto permetterebbe di trasformare le cattedre "non utilizzabili" in posti di assunzione regolare, riducendo drasticamente la precarietà.
- Efficienza delle risorse: Una corretta mappatura dell'organico permetterebbe di evitare la dispersione di risorse, garantendo che il sostegno arrivi ai destinatari previsti dalla Legge 104/1992 senza intoppi burocratici.
Al momento, non è ancora pervenuto un riscontro ufficiale dal Ministero dell'Istruzione e del Merito alla lettera specifica del Movimento dei Docenti Specializzati. Tuttavia, la pressione sindacale e la chiarezza delle richieste tecniche pongono una scadenza implicita sull'urgenza di definire il cronoprogramma per le immissioni in ruolo 2026/2027.
Per chi lavora nel settore, è fondamentale monitorare le prossime circolari ministeriali, specialmente quelle relative alla finestra di agosto 2026, per verificare se verranno introdotte modifiche ai requisiti di inclusione provinciale o se verranno forniti chiarimenti sull'adeguamento dell'organico di diritto, come previsto dalla nota MIM sulla situazione organico di sostegno 2025/2026.
Prossimi passi e scadenze da monitorare
I docenti specializzati devono prestare attenzione alla finestra prevista tra il 14 e il 19 agosto 2026 per la produzione della domanda della "Mini Call Veloce". È essenziale verificare se il Ministero pubblicherà aggiornamenti sui criteri di esclusione per le sedi provinciali prima dell'apertura della finestra, poiché la mancata osservanza dei requisiti attuali potrebbe comportare la perdita del diritto di partecipazione.
Si specifica che, ad oggi, non sono disponibili dati certi su eventuali modifiche normative già approvate per il 2026; le informazioni fornite si basano sulle richieste formali e sulle analisi tecniche dei soggetti coinvolti. Il cronoprogramma esatto della Mini Call Veloce rimane subordinato alle circolari ministeriali imminenti.
FAQs
Sostegno, la battaglia dei docenti specializzati per superare il vincolo provinciale e trasformare l'organico di diritto
Attualmente, per partecipare alla procedura, i docenti devono indicare tutte le sedi della propria provincia di inclusione nella domanda "150 Scuole". Chi rinuncia a sedi logisticamente insostenibili viene automaticamente qualificato come "rinunciatario", perdendo il diritto di accedere alla Mini Call in altre province.
Molte cattedre di sostegno sono attualmente gestite in deroga (organico di fatto), il che le rende inutilizzabili per le assunzioni regolari. La richiesta mira a convertirle in organico di diritto per sbloccare le immissioni in ruolo e ridurre la precarietà del personale specializzato.
Il Ministero ha fissato il 23 giugno 2025 come scadenza per i Dirigenti Scolastici per la rappresentazione della situazione scolastica relativa agli alunni con disabilità. Questo processo è fondamentale per l'adeguamento dell'organico di diritto alla situazione di fatto per l'anno scolastico 2025/2026.
I docenti potrebbero rifiutare sedi provinciali disagiate senza essere esclusi dalla Mini Call in altre province. Inoltre, la trasformazione strutturale delle cattedre permetterebbe di utilizzare i posti in deroga per le assunzioni regolari, garantendo maggiore stabilità lavorativa.