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Esami di Maturità in aule forno: il 90% delle scuole italiane privo di climatizzazione

Redazione Orizzonte Insegnanti
3 min di lettura

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Esami di Maturità in aule forno: il 90% delle scuole italiane privo di climatizzazione

Le prove degli Esami di Stato 2026 si stanno svolgendo in condizioni ambientali che mettono a dura prova la resistenza fisica e la capacità di concentrazione di studenti e docenti. Il dato emerge con forza dalla realtà quotidiana delle aule: oltre 9 istituti su 10 in Italia non dispongono di sistemi di climatizzazione o ventilazione adeguati, costringendo i maturandi ad affrontare le prove in ambienti caratterizzati da temperature che, in diverse sedi, superano regolarmente la soglia dei 30 gradi.

Questa criticità, denunciata con forza dai sindacati e dalle associazioni di categoria, non è solo un problema di comfort, ma una vera e propria questione di sicurezza climatica. Mentre le previsioni meteo per la sessione d'esame indicano picchi termici che possono sfiorare i 38 gradi, la mancanza di infrastrutture adeguate trasforma le sedi scolastiche in vere e proprie "aule forno", aumentando il rischio di colpi di calore e cali di pressione durante lo svolgimento delle prove scritte e degli interrogatori.

Il deficit infrastrutturale: i numeri del "caldo" scolastico

L'analisi dei dati ufficiali e dei monitoraggi indipendenti delinea un quadro estremamente critico per il patrimonio edilizio scolastico nazionale. Secondo i dati Open Data del Ministero dell'Istruzione e del Merito relativi all'anno scolastico 2022/23, solo il 6,45% degli edifici scolastici (pari a 3.966 strutture su un totale di 61.308) è ufficialmente dotato di condizionatori. Altre analisi condotte da portali specializzati e osservatori sulla sicurezza scolastica confermano una quota di edifici climatizzati che non supera il 7,42%.

Questa carenza strutturale si traduce in una disparità regionale significativa, con alcune zone del Paese che presentano percentuali di copertura ancora più basse. Ad esempio, mentre le Marche riescono a superare la soglia del 30% di edifici dotati di impianti, regioni come l'Emilia-Romagna si attestano su una quota del 9,5% e il Veneto sull'11,03%. Il divario tra le necessità reali e le risorse disponibili è tale che il Coordinamento dei docenti per i diritti umani ha stimato un investimento necessario di circa 3,7 miliardi di euro per adeguare l'intero patrimonio scolastico nazionale.

Il problema non è limitato alla semplice installazione di macchinari, ma richiede interventi integrati di efficientamento energetico. Per rendere le aule sostenibili durante le ondate di calore, è necessario intervenire su:

  • Adeguamento delle reti elettriche per supportare il carico dei sistemi di raffreddamento;
  • Installazione di schermature solari per ridurre l'irraggiamento diretto;
  • Sistemi di monitoraggio costante della qualità dell'aria;
  • Potenziamento delle infrastrutture fotovoltaiche per abbattere i costi di gestione.

La risposta del Ministero e le richieste dei sindacati

Di fronte a queste condizioni, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha presentato una richiesta formale al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il 13 giugno 2026. L'istanza chiede l'istituzione di un Piano nazionale per la sicurezza climatica, volto a garantire standard minimi di temperatura e ventilazione durante le sessioni d'esame.

Il Ministro Valditara ha riconosciuto pubblicamente la gravità del problema, dichiarando di lavorare a una "soluzione strutturale". L'approccio del governo si concentra sull'utilizzo dei fondi del PNRR per incrementare il numero di scuole dotate di aria condizionata, pur sottolineando una criticità fondamentale: la necessità di incentivi economici diretti agli enti locali. Poiché la gestione degli immobili scolastici ricade sui comuni e sulle province, la mancanza di risorse specifiche da parte di queste amministrazioni blocca spesso la programmazione degli interventi, che vengono frequentemente posticipati a favore di altre emergenze, come la bonifica da amianto.

In questo scenario, le scuole si trovano in una posizione di difficile mediazione. Molti enti locali, pur dichiarando la disponibilità di principio a intervenire, segnalano l'assenza di fondi dedicati, rendendo la climatizzazione un obiettivo difficile da inserire nei piani triennali delle opere pubbliche a breve termine.

Indicatore di CriticitàDati e Percentuali Verificati
Scuole dotate di condizionatori (Dati MIM)6,45% (3.966 su 61.308)
Scuole prive di climatizzazione90% degli istituti scolastici
Costo stimato per adeguamento nazionaleCirca 3,7 miliardi di euro
Percentuale climatizzazione Emilia-Romagna9,5%
Percentuale climatizzazione Veneto11,03%

Impatto operativo e misure di mitigazione per studenti e docenti

Mentre si attende la definizione dei piani di incentivi ministeriali e la risposta formale sulla sicurezza climatica, le scuole devono adottare misure di emergenza. Per gli studenti, la situazione attuale richiede un approccio di autogestione: non esiste alcun divieto nel regolamento degli esami per il trasporto di mini-ventilatori portatili o ventagli in aula. Questi strumenti, sebbene non risolvano il problema strutturale, rappresentano l'unica difesa immediata contro lo stress termico durante le ore di prova.

Per i docenti e i dirigenti scolastici, la gestione delle prove d'esame in condizioni di caldo estremo richiede una vigilanza costante. Le scuole sono chiamate a monitorare le temperature ambientali e, in caso di picchi termici pericolosi, a valutare la rimodulazione degli orari delle prove o l'adozione di pause più frequenti per garantire la salute dei partecipanti. È fondamentale che le segreterie e i dirigenti mantengano un canale di comunicazione aperto con le famiglie per segnalare eventuali anomalie termiche che potrebbero influenzare la concentrazione dei maturandi.

Cosa cambia concretamente per la scuola e gli enti locali

L'impatto immediato della crisi climatica scolastica si riflette su tre livelli d'azione:

  • Per gli studenti: È autorizzato l'uso di dispositivi di raffreddamento portatili. È consigliabile bere molta acqua e, ove possibile, posizionarsi nelle zone dell'aula meno esposte al sole diretto.
  • Per le scuole: Necessità di monitoraggio costante dei gradi centigradi e possibile attivazione di protocolli di emergenza termica (es. apertura di finestre se la ventilazione naturale è superiore alla temperatura esterna o rimodulazione dei turni).
  • Per gli enti locali: Obbligo di inserire la climatizzazione e l'efficientamento energetico nei piani triennali delle opere pubbliche, cercando di accedere ai fondi PNRR per coprire i costi di adeguamento delle reti elettriche e delle schermature solari.

Al momento, non è ancora stata comunicata l'entità esatta degli incentivi economici che il Ministero destinerà agli enti locali, né è chiaro se il Piano nazionale per la sicurezza climatica richiesto dal CNDDU verrà adottato integralmente o in una versione ridotta. Tuttavia, la pressione sindacale e la necessità di garantire il diritto allo studio in condizioni dignitose rendono questo tema una priorità assoluta per la programmazione scolastica del prossimo triennio.

In sintesi, la sfida della Maturità 2026 mette a nudo un deficit infrastrutturale che richiede non solo l'acquisto di macchinari, ma una revisione profonda della gestione degli immobili scolastici, con un focus sulla sicurezza fisica dei giovani e dei lavoratori della scuola.

Nota: La scadenza per l'inserimento degli interventi nei piani triennali degli enti locali è legata ai cicli di programmazione delle opere pubbliche locali.

FAQs
Esami di Maturità in aule forno: il 90% delle scuole italiane privo di climatizzazione

Quali sono le percentuali reali di scuole dotate di aria condizionata in Italia?+

Secondo i dati Open Data MIM e le analisi di Skuola.net, solo tra il 6,45% e il 7,42% degli edifici scolastici nazionali è ufficialmente dotato di sistemi di climatizzazione. Ciò significa che circa il 90% delle scuole non dispone di impianti adeguati, creando gravi disparità regionali tra territori come le Marche e regioni come Veneto o Emilia-Romagna.

Cosa possono fare gli studenti per rinfrescarsi durante le prove della Maturità?+

Sebbene non esistano sistemi di raffreddamento strutturali in molte sedi, il regolamento degli esami non vieta il trasporto di mini-ventilatori portatili o ventagli in aula. Questi strumenti sono attualmente considerati l'unica soluzione pratica immediata per mitigare lo stress termico durante lo svolgimento delle prove.

Quali sono le misure previste dal Ministero per risolvere il problema del caldo nelle scuole?+

Il Ministro Valditara ha annunciato il lavoro su una soluzione strutturale che prevede l'uso dei fondi PNRR e la creazione di incentivi economici per gli enti locali. L'obiettivo è non solo l'acquisto di macchinari, ma il potenziamento delle infrastrutture elettriche, l'efficientamento energetico e l'installazione di schermature solari.

Quali azioni straordinarie possono essere intraprese dalle scuole in caso di picchi termici?+

Le istituzioni scolastiche possono valutare la rimodulazione degli orari delle prove in caso di temperature estreme per proteggere la salute degli studenti. Inoltre, è richiesta una costante attività di monitoraggio delle temperature ambientali e della qualità dell'aria all'interno delle aule durante i periodi di forte afa.

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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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