La riforma del voto di condotta e il nuovo modello di cittadinanza solidale: il caso del Liceo Tassoni di Modena
Il sistema di valutazione scolastico italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione normativa, con l'obiettivo dichiarato di ripristinare la cultura del rispetto e tutelare l'autorevolezza del personale docente. Un esempio concreto di questa transizione è emerso recentemente nel territorio modenese, dove quattro studenti del Liceo Scientifico Tassoni hanno ricevuto un riconoscimento ufficiale per aver pulito spontaneamente il cortile della scuola a seguito dei festeggiamenti per la maturità. Il gesto, avvenuto all'indomani delle celebrazioni, è stato sollevato dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, come un modello virtuoso di applicazione delle nuove norme sulla condotta e sulla cittadinanza solidale.
L'iniziativa dei ragazzi — Andrea Lorenzani, Emanuele Scagliarini, Marta Cavani e Jacopo Bertuccio — ha attirato l'attenzione delle istituzioni locali e nazionali, portando a un incontro in Municipio con l'assessora alle Politiche educative di Modena, Federica Venturelli. Durante l'incontro, gli studenti sono stati premiati con un portachiavi dello stemma comunale e un ringraziamento formale, sottolineando come il senso civico e la responsabilità verso i beni comuni stiano diventando pilastri fondamentali dell'educazione contemporanea. Il Ministro Valditara ha espresso il proprio apprezzamento direttamente alla preside Stefania Ricciardi, lodando la capacità della dirigenza scolastica di tradurre i nuovi orientamenti ministeriali in azioni pratiche e pedagogiche efficaci.
Questa vicenda non è un fatto isolato, ma si inserisce in un quadro normativo complesso che mira a trasformare la sanzione da strumento puramente punitivo a occasione di crescita educativa. La riforma risponde a una necessità sentita a seguito del monitoraggio degli episodi di violenza e bullismo nelle scuole, che nel triennio 2023/2024 ha registrato 32 casi di violenza nelle scuole superiori. L'approccio adottato dal Ministero mira a contrastare queste derive attraverso una valutazione del comportamento che tenga conto non solo delle mancanze, ma anche dell'impegno attivo verso la comunità scolastica e il rispetto delle regole condivise.
Il quadro normativo della riforma: dalla Legge 150/2024 ai decreti attuativi
La base giuridica di questo cambiamento risiede nella Legge 1 ottobre 2024, n. 150, che ha avviato la revisione della valutazione e della tutela dell'autorevolezza del personale scolastico. Questo provvedimento ha dato il via a una serie di atti successivi, tra cui il DPR 134/2025 e il DPR 135/2025, che hanno ridefinito i criteri di valutazione per il secondo ciclo di istruzione (scuola media e superiori). L'obiettivo centrale è la centralità del voto di condotta come indicatore del rispetto e della convivenza civile, integrando la valutazione degli apprendimenti con quella del comportamento sociale.
Nello specifico, per la scuola secondaria di secondo grado, le nuove disposizioni introducono una soglia critica per l'ammissione: un voto di condotta inferiore a 6/10 determina la non ammissione alla classe successiva o all'esame di Stato, configurando di fatto una bocciatura per motivi disciplinari. Questa misura è stata pensata per dare un segnale forte e chiaro sulla necessità di rispettare la persona e le istituzioni. Inoltre, la riforma prevede che chi ottiene un voto inferiore al 9 in comportamento non possa ambire al massimo dei crediti scolastici, influenzando direttamente il voto finale alla maturità e premiando chi dimostra un impegno costante e un comportamento esemplare.
Un elemento distintivo della riforma è la gestione dei casi di comportamento inadeguato, che non si limita più alla sola sanzione disciplinare tradizionale. Per gli studenti che presentano mancanze, la normativa introduce l'obbligo di svolgere lavori socialmente utili o attività di cittadinanza attiva. In particolare, per gli allontanamenti dalla scuola, la distinzione operativa è la seguente:
- Allontanamento fino a 2 giorni: lo studente viene coinvolto in attività di approfondimento sulle conseguenze dei comportamenti che hanno determinato il provvedimento disciplinare.
- Allontanamento superiore a 2 giorni: scatta l'obbligo di svolgere attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate con le istituzioni scolastiche (come mense per indigenti, ospedali o case di riposo).
- Voto di condotta pari a 6: lo studente non viene bocciato automaticamente, ma deve presentare un elaborato critico di cittadinanza attiva e solidale, con una lunghezza stimata tra le 800 e le 1200 parole, che può essere valutato dal consiglio di classe come una materia curricolare.
Queste misure sono state pensate per trasformare il percorso disciplinare in un percorso formativo. La Confederazione CGS ha sottolineato come il servizio civico diventi uno strumento di rieducazione per gli studenti responsabili di bullismo o danneggiamento di beni pubblici. Tuttavia, il percorso non è privo di critiche: la FLC CGIL ha espresso forte opposizione, definendo la riforma di stampo sanzionatorio e accusando il Ministero di preferire "votacci e bocciature" rispetto a un reale potenziale educativo della scuola.
Implicazioni operative per docenti, dirigenti e personale ATA
L'attuazione di queste norme comporta un cambio di paradigma significativo per chi lavora quotidianamente negli istituti scolastici. Per i docenti, il voto di condotta diventa un elemento determinante per l'ammissione, richiedendo una gestione più attenta e documentata della sospensione del giudizio per chi ottiene il voto minimo. In caso di 6, il docente deve coordinare la richiesta e la valutazione dell'elaborato, che deve essere collegato ai motivi specifici che hanno determinato il comportamento dello studente durante l'anno scolastico.
Il personale ATA e i dirigenti scolastici vedono aumentare le proprie responsabilità nella gestione logistica e pedagogica delle attività di cittadinanza solidale. Questo include la vigilanza sulla pulizia e la cura dei beni comuni e la gestione dei rapporti con gli enti esterni convenzionati per l'erogazione dei servizi di cittadinanza attiva. La scuola deve quindi dotarsi di una struttura organizzativa capace di monitorare non solo gli apprendimenti, ma anche il percorso di "cittadinanza" degli studenti, garantendo che le attività svolte siano proporzionate, graduali e temporanee.
Per gli studenti, il cambiamento è immediato: la "bocciatura" per motivi disciplinari è ora esplicita. Chi non raggiunge la sufficienza nel comportamento deve affrontare un debito formativo comportamentale. Questo significa che il rispetto delle regole non è più solo un requisito etico, ma un requisito scolastico formale che influisce direttamente sul percorso di studi e sulle opportunità future, come l'accesso ai crediti scolastici e alla promozione finale.
| Parametro di Valutazione | Disposizione Normativa (DPR 135/2025 e Legge 150/2024) |
|---|---|
| Voto di condotta < 6 | Non ammissione alla classe successiva o all'esame di Stato (Bocciatura disciplinare). |
| Voto di condotta = 6 | Sospensione del giudizio; obbligo di elaborato critico su cittadinanza attiva (800-1200 parole). |
| Voto di condotta > 6 | Ammissione (previa sufficienza nelle discipline) e concorso al credito scolastico. |
| Sanzioni < 2 giorni | Attività di approfondimento sulle conseguenze del comportamento. |
| Sanzioni > 2 giorni | Attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate (es. ospedali, mense). |
Cosa cambia concretamente per la gestione scolastica quotidiana
In termini pratici, la scuola deve ora integrare la valutazione del comportamento in modo più sistematico e documentato. Non si tratta più di un giudizio generico, ma di un indicatore di rispetto e convivenza civile che deve tenere conto di episodi specifici, specialmente in caso di atti violenti o aggressioni ai danni del personale o degli altri studenti. I docenti dovranno essere in grado di documentare il percorso di cittadinanza attiva degli studenti che non raggiungono la sufficienza, trasformando la sanzione in un percorso di riabilitazione formativa.
Per le famiglie, la riforma chiarisce che il comportamento dei figli ha un peso diretto sul percorso di studi. La scuola non si limita più a "punire" l'errore, ma richiede un impegno attivo per riparare il danno sociale o disciplinare arrecato. Questo approccio richiede una maggiore collaborazione tra scuola e famiglia, che dovrà supportare gli studenti nella redazione degli elaborati o nella partecipazione alle attività di cittadinanza solidale, garantendo che queste siano vissute come opportunità di crescita e non come semplici obblighi burocratici.
Le scuole sono chiamate a monitorare costantemente gli episodi di violenza e bullismo per aggiornare i dati ministeriali, ma devono anche predisporre campagne informative per supportare la transizione verso questi nuovi criteri. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha previsto strumenti di supporto per aiutare le istituzioni scolastiche a gestire questa complessità, assicurando che la riforma porti a una scuola più autorevole e rispettosa dei diritti di tutti i suoi componenti.
In sintesi, il caso del Liceo Tassoni di Modena rappresenta la manifestazione pratica di una visione educativa che vuole mettere al centro la responsabilità individuale. Sebbene il percorso normativo sia ancora in fase di assestamento e i regolamenti locali debbano ancora essere definiti in ogni singola istituzione, la direzione è chiara: il rispetto delle regole e la cura dei beni comuni sono ora requisiti fondamentali per il successo scolastico.
Per approfondire i criteri di valutazione e le linee guida ministeriali, è possibile consultare la sezione dedicata sul sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Sintesi delle scadenze e degli obiettivi del piano educativo
Le nuove norme sono già operative per l'anno scolastico in corso, con l'obiettivo di consolidare il modello di valutazione entro il prossimo ciclo biennale. Le scuole dovranno continuare a monitorare i dati sulla violenza scolastica e ad aggiornare i propri regolamenti interni per riflettere le modifiche introdotte dai decreti attuativi, garantendo che ogni provvedimento disciplinare sia accompagnato da una reale proposta pedagogica.
Note finali sulla partecipazione degli studenti
Sebbene non siano stati riportati dati certi sul numero esatto di studenti coinvolti negli elaborati a livello nazionale, si stima che la riforma possa interessare una quota significativa della popolazione scolastica italiana, con una possibile partecipazione di quasi 50.000 studenti per la gestione della sospensione del giudizio.
FAQs
La riforma del voto di condotta e il nuovo modello di cittadinanza solidale: il caso del Liceo Tassoni di Modena
In base alle nuove norme (DPR 134/2025 e 135/2025), un voto di condotta inferiore a 6 determina la bocciatura disciplinare dello studente. Ciò significa la non ammissione alla classe successiva o all'esame di Stato, indipendentemente dal raggiungimento della sufficienza nelle singole discipline.
Il voto 6 comporta la sospensione del giudizio e l'obbligo per lo studente di presentare un "elaborato critico di cittadinanza attiva e solidale". Questo compito, con una lunghezza stimata tra 800 e 1200 parole, viene valutato dal consiglio di classe come una materia curricolare.
Per infrazioni lievi fino a 2 giorni, gli studenti possono essere soggetti ad attività di approfondimento sulle conseguenze del proprio comportamento. Per sanzioni superiori a 2 giorni, è previsto l'obbligo di svolgere attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate, come mense per indigenti o case di riposo.
La riforma mira a contrastare il bullismo e la violenza scolastica trasformando la sanzione da punitiva a un'occasione di crescita educativa. L'obiettivo è promuovere il senso civico e la responsabilità verso i beni comuni, come dimostrato dal riconoscimento agli studenti del Liceo Tassoni di Modena.